lunedì 16 aprile 2018

New York Crimes

16 aprile 0 Comments

Lo so, è un gioco del 2012, ma a me non dispiace affatto cimentarmi ogni tanto con giochi vecchiotti e questo è proprio il caso di New York Crimes, titolo della Pendulo Studios che non sono riuscita a giocare prima del 2018. In offerta a 4 spicci su FX Interactive, ho deciso di prenderlo e non me ne sono affatto pentita. 

New York Crimes è un'avventura thriller punta e clicca di quelle classiche, quindi parliamo di puntatore del mouse che cambia quando passa su un oggetto interagibile, grafica in 2.5D, visuale in terza persona, apposito tasto per vedere tutti i punti interessanti di una location, inventario nella barra inferiore dello schermo e transazioni (per fortuna velocissime) quando il nostro personaggio si sposta da un luogo all'altro. 
Ma andiamo a vedere più nel dettaglio di cosa si tratta.


A New York sta accadendo qualcosa di strano e terrificante, qualcosa che però non è sufficientemente grave da attirare l'attenzione dei media e del governo. Qualcuno sta uccidendo i clochard uno dopo l'altro, torturandoli e terminando la sua opera dando loro fuoco. Siamo già a quota sei omicidi. 

L'intro di gioco ci mostra una serie di immagini forti e veloci; una grossa ypsilon rosso sangue sfregia la parete di una stanza, fermo immagini di persone urlanti si alternano a decine di Polaroid che ricoprono il muro, il tutto condito da una musica tenebrosa. Al centro della stanza, a terra, un pentacolo rosso circondato da candele rituali. Un paio di manette penzola dall'alto.
Chi conosce i lavori precedenti della Pendulo Studios avrà già capito che questo gioco si discosta di parecchio dallo standard ironico che erano soliti usare anche quando si parlava di temi potenti come i delitti.

Henry White, un giovane universitario magrolino, rosso di capelli e con gli occhiali, fortemente impegnato nel sociale, con un lato nerd e legittimo ereditario di una grande fortuna, decide di indagare su questi misteriosi omicidi per la sua ONG Les Enfants de Don Quichotte, associazione realmente esistente alla quale i Pendulo dedicano il gioco. Insieme a Cooper, il suo migliore amico alto, grosso e all'apparenza parecchio ingenuo, si reca in uno dei posti più pericolosi, collegato a queste uccisioni, ovvero Cadway Station, una stazione della metropolitana chiusa e in stato di abbandono da anni, occupata spesso da senzatetto o gente poco raccomandabile. Inizialmente quindi dovremo giocare nei panni di Henry, ma più avanti avremo modo anche di comandare Cooper.
Un terzo personaggio, che comanderemo per la maggior parte del gioco, è John Yesterday (che fuori da Italia e Spagna dà nome al gioco). E' lui, in fin dei conti, il vero protagonista della nostra storia. John ha perso la memoria e rivivere i suoi rari ricordi e flash, ci darà modo di addentrarci nella trama particolarmente complessa che gli sviluppatori della Pendulo si sono immaginati.
Già dall'inizio, Henry e Cooper si troveranno in guai seri, perché il luogo si rivelerà all'altezza della sua pessima fama.

Terminati i primi eventi, ci vedremo sbalzati a sei anni nel futuro. Henry White è ormai un ricchissimo uomo d'affari e il suo impegno nel sociale non sembra essere scemato, anzi. L'assassino di sei anni prima pare aver fatto ritorno e Henry ha tutte le intenzioni di trovarlo. Ora, il killer, non si limita più a uccidere e bruciare i corpi dei senzatetto, ma li tortura sottoponendoli a rituali satanici molto simili a quelli che venivano messi in atto dall'antichissimo Ordine della Carne. Ed ecco che per acchiappare il mandante di questi efferati delitti, Henry chiederà aiuto a John Yesterday, esperto in satanismo con un passato oscuro persino per se stesso.


Da qua non intendo raccontarvi nulla, perché il rischio spoiler è molto alto. 

La trama si articola fra passato e presente e i ragazzi della Pendulo Studios sono stati molto bravi sotto questo punto di vista, regalando al giocatore svariati colpi di scena niente male.
L'unica pecca, lasciatemelo dire, è la longevità del gioco che non supera le 6/7 ore al massimo (facendo le cose con calma). Certo, il ritmo rimane sempre molto serrato, in questo modo, ma in compenso personaggi all'apparenza molto affascinanti non vengono sufficientemente approfonditi e questo è un gran peccato.
Al termine del gioco dovremo effettuare una scelta (l'unica davvero influente) che ci porterà a uno dei tre differenti finali (più uno bonus) pensati dagli sviluppatori.
Ahimé questa sarà l'unica volta in cui potremo cambiare il corso degli eventi e la rigiocabilità degli eventi viene quindi compromessa. 


Gli enigmi, mai veramente complessi, si baseranno sulla classica raccolta e uso degli oggetti sparsi fra le location. La trama, devo dire, è piuttosto bella, seppur non innovativa. I capitoli che compongono questo gioco sono sei in totale e saremo liberi di esplorare 4 o 5 location a capitolo dove raccoglieremo solo gli oggetti ultili ai nostri scopi. L'interfaccia di gioco è molto semplice e intuitiva, lasciando al giocatore meno esperto la possibilità di affidarsi anche a un pulsante d'aiuto, nel caso si resti bloccati e non si sappia come proseguire. Il nostro protagonista si sposterà solo in punti utili allo svolgimento degli enigmi -per la raccolta di oggetti- e la transizione fra una location e l'altra è molto veloce visto che si tratta di un teleport diretto.  La cosa che più di tutte mi ha colpita è la totale assenza di una modalità di salvataggio. Ci pensa direttamente il gioco a salvare in corrispondenza ai punti nevralgici della trama. Nel caso volessimo ricominciare da un momento passato, potremmo usare una sorta di storyboard che il gioco ci mette a disposizione e che tiene traccia di tutti i nostri progressi. Una piccola pecca che ho riscontrato fin da subito è la gestione dell'inventario. Per utilizzare un oggetto, infatti, è necessario trascinarlo fino al punto desiderato e, anche se detta così sembra semplice, vi assicuro che risulta un pelo macchinoso. Fortunatamente dopo poco ci si abitua e il difetto passa in secondo piano.


Concludendo, posso dire che dal punto di vista grafico siamo davanti un prodotto eccellente, con fondali e personaggi disegnati magistralmente nel classico stile cartoon, tipico dei lavori targati Pendulo. Le ambientazioni e le musiche sono decisamente più cupe rispetto ai titoli precedenti, e il doppiaggio in italiano è veramente ottimo, anche se è presente qualche errore di battitura nei sottotitoli, che però si limitano alla descrizione degli oggetti.
Come ho detto, il difetto più grande è la scarsa longevità che tarpa le ali a personaggi particolarmente interessanti, rendendo il gioco molto meno corposo di quel che immaginavo. Si tratta comunque di un ottimo lavoro e lo consiglio a tutti gli amanti delle avventure grafiche, ma vi avverto che non sarà né lungo né complesso da finire. E' un vero peccato, perché il gioco avrebbe delle enormi potenzialità.


Riassumendo, ecco i pro e contro, secondo me. 

PRO: Grafica decisamente ottima e accattivante. Doppiaggio davvero ottimo. Trama ben sviluppata con qualche buon colpo di scena, seppur non troppo originale.
 
CONTRO: Enigmi tendenzialmente semplici, longevità scarsa, qualche errore di battitura nei sottotitoli. 

sabato 31 marzo 2018

Lasagne Pasqualine Gluten Free

31 marzo 0 Comments

Cari Naviganti, ben trovati.
Siamo vicinissimi alla Pasqua, quindi mi sembra un ottimo momento per postare le mie Lasagne Pasqualine Gluten Free. Il prossimo post, invece sarà tutto videoludico, quindi stay tuned, mi raccomando :)

Andiamo a vedere come realizzare questo piatto gustosissimo e tutto sommato molto semplice. 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE (o due molto affamate!):


  • 500 gr. di lasagne senza glutine
  • 4 uova bio
  • 50 gr. di burro per la besciamella
  • 20 gr. di burro per le teste degli asparagi e i piselli
  • 1 spicchio d'aglio
  • 250 gr. di pisellini freschi
  • Sale iodato
  • Pepe nero
  • 1 kg di asparagi sottili
  • 500 ml di latte senza lattosio
  • 50 grammi di farina senza glutine
  • Noce moscata
  • 100 grammi di Parmigiano Reggiano

Iniziamo lavando accuratamente gli asparagi, pareggiateli eliminando la parte bianca e coriacea, poi pelateli finché lo stelo non risulterà bianco, eliminando quindi la parte verde filamentosa. Cuoceteli al vapore (meglio usando l’apposita asparagiera). Le punte degli asparagi, la parte più delicata, dovrebbero rimanere fuori dall’acqua per restare croccanti. Scolateli e tagliateli a pezzetti avendo cura di tenere da parte le punte intere. Riducete in purea i pezzetti di asparagi (escluse le punte) con un mixer e tenete da parte la crema ottenuta. 

E' il momento di preparare la besciamella! 
In un primo pentolino mettete a scaldare il latte a fiamma bassa, facendo attenzione che non arrivi al punto di ebollizione. In un secondo pentolino fate sciogliere il burro con la fiamma al minimo. Una volta fuso, spegnete e aggiungete la farina molto lentamente, mescolando di continuo con una frusta. 
A questo punto unite il composto burro/farina al latte, mescolando continuamente per impedire la formazione di grumi. E' necessario mescolare ancora fino al raggiungimento della consistenza desiderata; Più densa per i ripieni, più lenta per i condimenti. Se siete intolleranti al lattosio, sostituite il latte con il brodo, vi assicuro che viene comunque buonissima. Grattugiate un po' di noce moscata e un pizzico di sale.


Unite la besciamella alla crema di asparagi e al Parmigiano Reggiano e mescolate delicatamente. 

In un pentolino fate sode le uova (immergetele totalmente in acqua fredda, accendete il fuoco e aspettate. Dal momento del bollore contate 8 minuti e poi spegnete. Passatele sotto l'acqua fretta e delicatamente togliete il guscio). Tagliatele a fettine con un coltello, tenendo sempre la lama bagnata.

Tagliate a metà le punte degli asparagi e in una padella, con un pochino di burro e lo spicchio d'aglio fatele saltare insieme ai pisellini e a un pizzico di sale e pepe. 

A questo punto è il momento di comporre le nostre lasagne. Ungete il fondo della teglia e stendete il primo strato di crema/besciamella, poi la pasta; poggiateci sopra la crema, le teste degli asparagi, i pisellini e infine qualche pezzetto di uova. 
Proseguite fino all'esaurimento degli strati. 

A me erano avanzati dei pezzetti di uova e qualche punta di asparagi, quindi li ho usati per decorare l'ultimo strato che ho anche spolverato con un po' di Parmigiano. 

Le lasagne vanno cotte in forno statico a 200 gradi, per circa 25/30 minuti. Controllatele spesso, mi raccomando. Il primo strato non si deve bruciare.

Queste lasagne si possono conservare in frigorifero, coperte con la pellicola trasparente o in un contenitore ermetico per massimo 2 giorni. Volendo, potete prepararle il giorno prima, lasciandole in frigorifero coperte con la pellicola e cuocerle il giorno dopo. 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

martedì 27 febbraio 2018

Biscotti in padella Gluten Free

27 febbraio 0 Comments

Buongiorno cari Naviganti!

Visto che al Carnevale non ho dedicato nemmeno un post, che ne dite di concludere (in ritardo) queste festività così colorate, con un dolce semplice e adatto un po' a ogni occasione? San Valentino compreso (basta farli a forma di cuore, ed è fatta!). Sto parlando dei Biscotti in Padella, ovviamente Gluten Free e schifosamente nutellosi!


Andiamo a vedere come procedere:  

Ingredienti per circa 15/20 biscotti (dipende da quanto li farete grandi):
  • 150 grammi di farina senza glutine
  • 50 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 50 grammi di zucchero
  • 20 grammi di latte senza lattosio
  • 1 pizzico di bicarbonato
  • 1 bustina di vanillina senza glutine
  • Cacao amaro in polvere senza glutine
  • Nutella

Per la farcia potete scegliere voi cosa usare. Nutella, marmellata, crema pasticcera... come preferite. Io ho optato per la Nutella.

Come prima cosa andiamo a fare l'impasto, a mano o in planetaria. Unite la farina al burro a temperatura ambiente fatto a pezzettini, lo zucchero, il latte, il pizzico di bicarbonato e la vanillina. Impastate fin quando la "palla" non diventa liscia, morbida e non appiccicosa. Dividete l'impasto in due porzioni identiche.  

A questo punto, con un matterello, stendete il primo impasto (dovrà essere intorno ai 3 millimetri di spessore). Con un cucchiaino posizionate a distanza regolare un po' di Nutella sulla sfoglia. Procedete a stendere anche il secondo impasto, sempre alto circa 3 millimetri, ma senza aggiungere la Nutella. Con lo stampo per i biscotti della forma preferita -io non li ho, quindi ho usato una tazzina- (non saranno venuti bellissimi, ma vi assicuro sono una vera delizia) ritagliate quelli con la farcia e poi quelli senza, da usare per coprirli e chiuderli ai bordi premendo un po' con le dita. 

Una volta preparati tutti, accendete il fornello e in una padella antiaderente fateli cuocere 4/5 minuti per lato a fuoco dolce. Prima di gustarli, fateli raffreddare e poi spolverateli di zucchero a velo (senza glutine) o, se volete, di cacao amaro, come ho fatto io. Questi biscotti si conservano 3/4 giorni fuori frigo. 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

giovedì 8 febbraio 2018

Torta Salata Zucchine, Peperoni e Prosciutto Cotto Gluten Free

08 febbraio 0 Comments

Buongiorno carissimi!

Eccomi a parlare di nuovo di cucina Gluten Free! Oggi vedremo come preparare una squisita torta salata zucchine, peperoni e prosciutto cotto!

Ingredienti (per una teglia da 24 cm a cerniera): 


  • - Un rotolo di pasta sfoglia senza glutine rotondo
  • - 1 peperone rosso bello grande bio
  • - Qualche zucchina (minimo 2/3 di quelle piccole) bio
  • - Un poco di porro o uno scalogno bio
  • - Prosciutto cotto tagliato a dadini o straccetti senza glutine
  • - 400 grammi di ricotta freschissima
  • - Olio EVO
  • - Sale
  • - Pepe
  • - Noce moscata
  • - Zenzero fresco grattugiato (ma va bene anche quello in polvere) bio
  • - 2 Uova bio
  • - Per la decorazione, un pomodorino e un ciuffetto di basilico sempre bio



Come prima cosa pulite bene le verdure. Lavatele e tagliatele, eliminando testa e coda delle zucchine e le coste bianche all'interno del peperone. Poi tagliate il peperone a dadini e le zucchine a rondelle. In una padella bella capiente, fate soffriggere il porro (o lo scalogno) tritato finemente, con un filo di olio EVO e una generosa grattugiata di zenzero fresco. Quando il porro è pronto, buttate in padella anche le verdure e fatele cuocere per una decina di minuti, insieme a un mezzo mestolo d'acqua. Coprite la pentola con un coperchio, possibilmente di vetro e lasciate cuocere a fuoco medio-basso.



Nel mentre preparate la farcia, da unire poi alle verdure. 
In un boule di vetro, rompete le due uova e sbattetele con un po' di noce moscata, unite la ricotta, il pepe, il prosciutto cotto tagliato a dadini o a straccetti e mescolate. Solo alla fine correggete di sale, mi raccomando. 



E' il momento di preparare la teglia. 
Inumidite della carta da forno e ricoprite la tortiera (oppure usate quella in dotazione che si trova normalmente nelle sfoglie già pronte).
Posizionate delicatamente la pasta sfoglia e forellatela con i rebbi di una forchetta. Dopo che, unite le verdure al composto di uova e ricotta e riempite la tortiera. 
Accostate i lembi di pasta avanzata ai bordi e mettete in forno, precedentemente riscaldato a 200 gradi per circa 30/40 minuti. Fate sempre la prova dello stecchino, prima di sfornarla. 


Una volta sfornata, lasciatela risposare per circa 15 minuti, dopo di che decoratela con un pomodorino tagliato in tre e un ciuffetto di basilico al centro. Bella e buona! 
Vi farà fare un figurone, ve lo assicuro! 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

giovedì 18 gennaio 2018

Tiella foggiana Gluten Free

18 gennaio 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! Torniamo oggi a parlare di ricette Gluten Free! Oggi vedremo un contorno molto famoso, in particolare in Puglia e Abruzzo: ovvero la Tiella.

Personalmente lo trovo quasi un piatto unico, soprattutto per il fatto che quando lo faccio, eccedo sempre con le dosi! :)

La Tièlla è una specialità gastronomica molto diffusa, con notevoli varianti, in svariate regioni d'Italia.

In alcune regioni la Tiella consiste in una sorta di focaccia dalle piccole dimensioni, generalmente farcita prima della cottura, anche utilizzata come pane, quando priva di farciture; in altre consiste di ingredienti disposti a strati nella pentola, senza la sfoglia di farina e acqua.
Le varianti della Tiella, a seconda della zona di provenienza, possono essere molto diverse, ma si suddividono fondamentalmente in Terra e Mare. La Tiella di Gaeta, ad esempio, è un piatto tipico, di antica tradizione, formato da due dischi di pasta lievitata farciti con pesce e/o verdure. Quella pugliese invece viene fatta con cozze, patate e riso. La Tiella Tarantina prevede anche le zucchine e quella campana (o quanto meno una delle sue versioni) la scarola e il baccalà.

A me piace molto la più semplice di queste, ovvero quella che mi è stata insegnata da alcuni parenti foggiani. Andiamo a vedere come viene realizzata. 

INGREDIENTI (regolatevi a seconda delle dimensioni della vostra teglia). 

- Pomodori, possibilmente adatti al sugo
- Cipolle di Tropea
- Patate (io uso quelle di Bologna Dop)
- Origano
- Sale
- Pepe nero
- Olio EVO
- Pecorino da grattugiare

Come prima cosa lavate, pelate e tagliate le patate a fette piuttosto spesse (almeno mezzo centimetro), poi mondate le cipolle e fate lo stesso anche con loro. 
Lavate e tagliate a fette anche i pomodori, usando lo stesso criterio. 

In un boule condite con le mani le patate, usando olio, sale, pepe nero e origano. 

In un altro boule fate lo stesso con le cipolle (stando attenti che le rondelle restino integre) e poi passate ai pomodori, tagliandoli sempre a fette belle spesse. 

A questo punto stendete un primo strato di cipolle nella teglia, una accanto all'altra. Procedete nello stesso modo con i pomodori e infine con le patate. Se vi avanzano ancora degli ingredienti, fate altri strati. 

Una volta riempita la teglia, versate un ulteriore filo d'olio e una spolverata d'origano, poi cospargete il tutto col pecorino grattugiato. 

Infornate a 200 gradi per circa 45 minuti, poi (controllando sempre lo stato di cottura) fatelo partire ventilato per gli ultimi 15 minuti, così da gratinare la superficie. 

Servitela ancora caldissima, magari accompagnata da formaggi o salumi. 

Semplice, buona e salutare, vi farà fare un figurone!

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

venerdì 15 dicembre 2017

Namasté - La mia bimba va alle medie!

15 dicembre 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti,
quest'oggi torno a parlare di Namastè, l'Associazione Onlus che ha permesso a me e a mio marito di adottare a distanza la nostra meravigliosa bambina.
Per comodità, visto che per questioni di privacy preferisco non usare il suo vero nome, la chiamerò da ora in avanti come la chiamano amorevolmente in famiglia, ovvero MynaSi tratta di un piccolo uccellino della famiglia degli storni, nero/nocciola, dal becco giallo, monogamo e parecchio chiacchierone e socievole, numerosissimo in India e in particolare in Kerala. :)
A chi si fosse "messo in ascolto" solo ora, consiglio di fare un clic qua, qua e qua.
Spesso mi arrivano aggiornamenti sullo stato di salute e sulla vita di Myna e l'ultimo aggiornamento bello corposo è stato circa tre mesi fa (successivamente ho avuto altre notizie, ma più brevi).
Purtroppo la mia bimba soffre di asma, che peggiora nel periodo dei monsoni, ovvero il periodo "freddo", quando ci sono 30 gradi invece dei soliti 35/40 dei mesi più caldi.
Per fortuna è seguita molto bene e prende costantemente le sue medicine.
Per quanto riguarda la scuola, beh... mi sta dando grandissime soddisfazioni!

Nel secondo trimestre aveva tutti voti ottimi e agli esami finali addirittura eccellenti! Vedremo come se la caverà alle medie, che ha iniziato da giugno. Ora dovrà studiare due nuove materie: Hindi e Studi Sociali (una materia complessa, che comprende storia, geografia, educazione civica, economia e anche un po’ di politica). Si sta comunque ambientando bene, la sua impressione su compagni e insegnanti per il momento è ottima. La scuola è un po' lontana, così deve prendere lo scuolabus, che purtroppo ha un costo non indifferente. Mangia a scuola, in compagnia delle sue amiche e poi, se non è di turno per le pulizie, esce a giocare.

Nel tempo libero gioca col fratello e i bimbi del vicinato, si prende cura delle galline e dei
piccioni; ama molto gli animali, specialmente gli uccelli. La domenica aiuta nelle pulizie di casa. 

L'Associazione Namastè, nella lettera di aggiornamento afferma che il giorno più bello della sua vita è stato quando ha ricevuto il vestito, le scarpe e gli orecchini dalla sua famiglia adottiva, ha detto all'operatrice sociale che era la prima volta nella sua vita che riceveva un regalo da qualcuno! 



I giorni più tristi invece sono quelli in cui la mamma e la nonna litigano, lei detesta sentire le voci alterate e s'impressiona. Ogni giorno prega per la guarigione del padre, se il papà stesse bene e potesse tornare a lavorare con regolarità, la situazione familiare migliorerebbe e non ci sarebbero più facce scure...
Il padre continua a lavorare come manovale quando la salute glielo permette, assume i farmaci di cui ha bisogno e si tiene controllato, per prevenire, se possibile, le crisi. Il nonno sta pian piano riprendendosi dai suoi problemi, ma ancora non è in buona salute. La nonna va a svolgere le 100 giornate di lavori "socialmente utili" che vengono assegnate dal Comune alle famiglie sotto la soglia di povertà. Il fratello, a scuola, è arrivato alla settima classe, l'ultimo anno delle medie, il cugino invece  sta continuando l'Università. La mamma non lavora per prendersi cura del marito durante i periodi difficili, del nonno e della casa. Il padre in un mese riesce a guadagnare circa 6000 Rupie, che sono più o meno 80 Euro, ma non gli bastano per le sue spese mediche e quelle della famiglia. Il nonno ha la pensione di vecchiaia, 1000 Rupie, che non sono neppure 14 Euro, e la nonna ne guadagna circa 2400 (32 euro) svolgendo le 100 giornate per il Comune, ma i due anziani non riescono a contribuire alle spese della famiglia, dovendo utilizzare i pochi soldi per le loro necessità.

Il mio ex maestro delle elementari, che fa visita a Myna almeno un paio di volte l'anno, insieme all'Associazione Namastè, il giorno in cui è andato a trovarla l'ultima volta, mi ha scritto: 

"Oggi era il "Myna Day", il giorno in cui andiamo a far visita alla piccola che avete adottato. Come sempre è stato tutto carino. Myna è ancora più sorridente e tranquilla, meno timida, con il suo bel vestitino per l'occasione e il tuo ciondolo col cuoricino al collo. Era contentissima di vederci e vi saluta tanto. Le abbiamo dato i regali e raccontato la storia del peluche (una buffa scimmietta) che le hai regalato. Ci ha presentato la sua amica, che abita proprio di fronte e il suo meraviglioso gattino: me lo volevo portare via! C'era solo la mamma e la casa è sempre tutta in costruzione e sottosopra perché non hanno i soldi per continuare i lavori."


L'ultima donazione che io e mio marito abbiamo fatto alla famiglia di Myna, quindi, è servita a intonacare la stanza della bimba, che aveva i mattoni a vista. Piano piano aiuteremo lei e la sua famiglia a sistemare la piccola casetta. :)

Dopo questi aggiornamenti estivi, ci sono arrivate due lettere da Myna, correlate dai suoi  stupendi disegni tutti colorati. Eccoli qua: 



Ho scritto qualche giorno fa a Namastè, perché si avvicina il Natale (che la famiglia di Myna non penso festeggi, visto che è induista) e il compleanno del fratello della piccola. Vogliamo quindi fare qualche bel regalo sia a lei che al resto della famiglia. Ho chiesto consiglio all'associazione, perché vorrei comprare qualcosa che possa servire o, quanto meno, essere di gradimento, soprattutto riguardo il regalo per il compleanno del fratello di Myna e così abbiamo fatto! 
A Myna abbiamo preso un armadio per la cameretta (al momento il suo "armadio" è un cavo che passa attraverso la stanza, dove lei appoggia i vestiti) e suo fratello ci ha chiesto un anello d'oro. Lo so, sembra una richiesta strana, ma in India è normale. I gioielli d'oro sono un grande investimento per tutta la famiglia, molto più che da noi. Non è per vanto, che ha fatto questa richiesta, ma per una reale necessità. Oltre all'anello, gli abbiamo preso qualche vestito nuovo. Ora attendiamo che Fabio e Claudine si rechino in India, (ormai non manca molto) e che ci mandino, come sempre, le foto e il resoconto della loro visita. 
Non vediamo l'ora!!!

venerdì 8 dicembre 2017

InterView: Helsinki - Tiziano

08 dicembre 0 Comments

Come diceva il buon Stephen King, a volte ritornano!

L'amico Tiziano è tornato per la terza volta in quel della Finlandia e, come al solito, non potevo esimermi dall'intervistarlo! Questa volta l'itinerario è stato un po' diverso e incentrato sulla zona dei laghi.

Quindi, cari i miei Naviganti, andiamo a leggere cos'ha da raccontarci. Gli scatti che vedete in questo post sono tutti opera sua.



Innanzitutto bentrovato! Sono contentissima di sapere che stai bene e che questo ennesimo viaggio è andato nel migliore dei modi! Partiamo dall'inizio. Con quali intenzioni, stavolta, hai deciso di visitare la Finlandia? Che obiettivi ti eri prefissato e quanti giorni hai dedicato all'impresa?


Ciao a tutti e ben ritrovati, 

spero come sempre che questa intervista sia utile a qualche amante della Finlandia.
La Finlandia è famosa per i laghi perciò mi son detto, mentre organizzavo il viaggio, 'sta cosa s'ha da fare. Avevo quindici giorni; il mio record di permanenza, per fare un bel giro attorno ai laghi, nel cuore della Finlandia.


Da quale luogo hai iniziato questo nuovo itinerario e quali sono state le tappe?


La prima città è stata Savonlinna per poi proseguire verso Koli, Kuopio, Jyväskylä e tornare per qualche giorno a Helsinki.


Immagino tu sia partito anche stavolta da solo. Hai ritrovato qualche faccia conosciuta, in loco?


Non so come hai fatto ad indovinare, sì sono partito da solo.
Facce conosciute no, i pochi che in precedenza ho conosciuto li ho incontrati a Helsinki, perciò in giro non ho incontrato nessuno, gli ultimi giorni, nella capitale, sì.
Anche se devo dire che quando sono lì mi sento talmente a mio agio che è come se li avessi già conosciuti tutti.




Ci racconti in poche righe, tappa per tappa i luoghi che hai visto? 

In pochissime parole, ho visto boschi e laghi.
Nella realtà ho molto apprezzato alcuni posti di ogni tappa.
A Savonlinna il castello, ma anche Punkaharju, l'ex comune verdissimo poco distante, ora facente parte di Savonlinna, (l'ho percorso per 6 chilometri a piedi) e la chiesa in legno più grande del mondo a Kerimäki.
A Koli ho visto il bellissimo panorama che si gode, ma anche e soprattutto la quiete di un cottage in riva al lago, scrivo cottage ma mökki è il termine corretto per indicare queste “case o casette” dove i finlandesi vanno nel fine settimana.
A Kuopio la vista dal Puijon Torni, la torre da dove si può godere il piacere di trovarsi fra due laghi. Ma anche la città stessa.
Jyväskylä è una città molto moderna, quello che mi auguro le varie città della Finlandia non diventino mai. È una città universitaria soprattutto, molti locali, belli, ma mi è sembrato che abbia perso le caratteristiche delle città finlandesi. Una cosa fra tutte è la mancanza, o meglio la trasformazione, del mercato in un triste supermercato. Per fortuna c'è il museo di Alvar Aalto.


Hai effettuato anche escursioni e visite guidate o ti sei sempre arrangiato da solo, magari con l'ausilio di una guida cartacea?

Molte escursioni, ma nessuna guidata. Guida cartacea? No, tutto digitale, soprattutto ora che non si paga il roaming.


Di tutti i posti visitati, questa volta, ma anche le precedenti, quale ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché?


Kuninkaansaari, un'isola di fronte ad Helsinki. Dopo aver visitato la zona dei laghi, che trovo bellissima, ho sentito che comunque le città e le zone marine mi danno più respiro e mi ci sento più a mio agio.
Kuninkaansaari l'ho scoperta lo scorso anno, insieme a Vallisaari a cui è collegata. Era chiusa al pubblico, e lì c'è un angolo che non vi dirò :-) Lo porto sempre nel cuore e nella mente per la pace che ci trovo.




Hai avuto modo di assaggiare qualche nuova specialità? La cucina della zona dei laghi, è diversa da quella di Helsinki, più a sud?

Ho mangiato il Kalakukko nella patria di questo cibo, Kuopio. L'avevo provato a Helsinki ma non mi era piaciuto molto, questo era più buono, ma rimango del parere che è un ottimo cibo invernale, non proprio adatto per agosto.
Per il resto, come sempre, ho mangiato solo ed esclusivamente cibo finlandese dalla carne al pesce, con una predilezione per quest'ultimo. Il cibo è appunto diverso, meno pesce e salmone rispetto a Helsinki e più carne.


Il periodo migliore per godere del Sole di Mezzanotte, in quella zona, è fine giugno-inizio luglio, ma anche in agosto, il cielo di notte non è completamente buio. Hai assistito a questo affascinante fenomeno?

Sì per mia fortuna, anche se per puro caso. Quando ho soggiornato al mökki, una notte mi sono risvegliato alle quattro del mattino, ho guardato fuori e ho visto una luce diffusa, come fosse l'alba. Ho iniziato a chiedermi se il sole stesse per sorgere, invece no. La luce veniva da nord, niente alba. Mi sono chiesto se da quella parte ci fosse una città che emanasse quel chiarore, così sono andato su Google Maps e no, nessuna città da quella parte. Ho capito per una volta l'utilità del non dormire. Uno spettacolo unico!


Dove hai alloggiato questa volta e come ti sei trovato?

Tranne a Helsinki, dove sono stato nel solito appartamento, e a Koli nel mökki, sono stato sempre in albergo.
Gli alberghi sono confortevoli e costosi, ma spesso un quattro stelle finlandese non è paragonabile a uno italiano. Lo sapevo già, ma ora l'ho sperimentato. In Finlandia gli alberghi sono soprattutto per soggiorni d'affari, perciò essenziali.


“Questa è la vera essenza della Finlandia”



Che consigli ti sentiresti di dare a chi decidesse di intraprendere un viaggio simile al tuo, quindi itinerante e nella zona dei laghi?

Soprattutto soggiornare in un mökki.
Alcuni finlandesi incontrati ad Helsinki sono rimasti estasiati quando hanno saputo che io, un italiano, ho fatto la sauna in un mökki sul lago. Il commento è stato: “Questa è la vera essenza della Finlandia”.


Ho la sensazione che questa tua terza visita in quel della Finlandia non sarà l'ultima. La prima è stata a Helsinki, la seconda nei dintorni e sulle isole dell'arcipelago e la terza più a nord, nella zona dei laghi. Dove sarà la quarta?

Probabilmente al freddo... ma te lo dirò fra un mese :-)


Riguardo agli spostamenti, come ti sei organizzato?

Ho usato solo treni e bus. È semplice muoversi con questi mezzi. Se possibile, è bene usare più gli autobus perché si immergono meglio nella natura e nei paesi di questa terra.


Cosa ti sei portato in Italia questa volta?


La voglia di tornare vale?
Una penna fatta con legno di betulla. E ogni giorno che la uso è come sentirsi un po' lì.

Nota dell'autore: Confermo, ce l'ho anche io :)


Ci racconti il solito aneddoto accaduto laggiù, ma legato a questo viaggio?

Sentirsi in un film di Kaurismaki: al pub vicino l'appartamento, un sabato sera, incontro e faccio conoscenza di alcuni ragazzi; beviamo qualcosa, poi dicono andiamo in un altro locale, giro di mezz'ora in taxi e arriviamo in un locale dove c'è il karaoke.
Ti assicuro che sia il viaggio in taxi nella notte, che il karaoke con gente fra i 15 e gli 80 anni, mi ha fatto proprio sentire parte di un film del regista finlandese.
A me non piace il karaoke, ma se c'è una cosa che davvero ho apprezzato dei finnici è che tutti quelli che cantavano non venivano in alcun modo criticati o valutati per le loro performance, a volte davvero dubbie :-)


Rieccoci al momento Marzullo. Fatti una domanda, chiaramente sulla Finlandia, e datti una risposta!

Domanda: I finlandesi sono riservati e spesso è difficile entrarci in confidenza, non ti dà fastidio questo modo di fare?
Risposta: Non sono una persona troppo espansiva e di facili chiacchiere e a volte ciò può essere pesante.



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Koti on siella missä sydämesi on