venerdì 8 dicembre 2017

InterView: Helsinki - Tiziano

08 dicembre 0 Comments

Come diceva il buon Stephen King, a volte ritornano!

L'amico Tiziano è tornato per la terza volta in quel della Finlandia e, come al solito, non potevo esimermi dall'intervistarlo! Questa volta l'itinerario è stato un po' diverso e incentrato sulla zona dei laghi.

Quindi, cari i miei Naviganti, andiamo a leggere cos'ha da raccontarci. Gli scatti che vedete in questo post, sono opera sua.



Innanzitutto bentrovato! Sono contentissima di sapere che stai bene e che questo ennesimo viaggio è andato nel migliore dei modi! Partiamo dall'inizio. Con quali intenzioni, stavolta, hai deciso di visitare la Finlandia? Che obiettivi ti eri prefissato e quanti giorni hai dedicato all'impresa?


Ciao a tutti e ben ritrovati, spero come sempre che questa intervista sia utile a qualche amante della Finlandia.

La Finlandia è famosa per i laghi perciò mi son detto, mentre organizzavo il viaggio, 'sta cosa s'ha da fare. Avevo quindici giorni, mio record di permanenza in Finlandia, per fare un bel giro attorno ai laghi, nel cuore della Finlandia.


Da quale luogo hai iniziato questo nuovo itinerario e quali sono state le tappe?


La prima città è stata Savonlinna per poi proseguire verso Koli, Kuopio, Jyväskylä e tornare per qualche giorno a Helsinki.


Immagino tu sia partito anche stavolta da solo. Hai ritrovato qualche faccia conosciuta, in loco?


Non so come hai fatto ad indovinare, sì sono partito da solo.
Facce conosciute no, i pochi che in precedenza ho conosciuto li ho incontrati a Helsinki, perciò in giro non ho incontrato nessuno, gli ultimi giorni, nella capitale, sì.
Anche se devo dire che quando sono lì mi sento talmente a mio agio che è come se li avessi già conosciuti tutti.




Ci racconti in poche righe, tappa per tappa i luoghi che hai visto? 

In pochissime parole, ho visto boschi e laghi.
Nella realtà ho molto apprezzato alcuni posti di ogni tappa.
A Savonlinna il castello, ma anche Punkaharju, l'ex comune verdissimo poco distante, ora facente parte di Savonlinna, (l'ho percorso per 6 chilometri a piedi) e la chiesa in legno più grande del mondo a Kerimäki.
A Koli ho visto il bellissimo panorama che si gode, ma anche e soprattutto la quiete di un cottage in riva al lago, scrivo cottage ma mökki è il termine corretto per indicare queste “case o casette” dove i finlandesi vanno nel fine settimana.
A Kuopio la vista dal Pujion Torni, la torre da dove si può godere il piacere di trovarsi fra due laghi. Ma anche la città stessa.
Jyväskylä è una città molto moderna, quello che mi auguro le varie città della Finlandia non diventino mai. È una città universitaria soprattutto, molti locali, belli, ma mi è sembrato che abbia perso le caratteristiche delle città finlandesi. Una cosa fra tutte è la mancanza, o meglio la trasformazione, del mercato in un triste supermercato. Per fortuna c'è il museo di Alvar Aalto.


Hai effettuato anche escursioni e visite guidate o ti sei sempre arrangiato da solo, magari con l'ausilio di una guida cartacea?

Molte escursioni, ma nessuna guidata. Guida cartacea? No, tutto digitale, soprattutto ora che non si paga il roaming.


Di tutti i posti visitati, questa volta, ma anche le precedenti, quale ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché?


Kuninkaasaari, un'isola di fronte ad Helsinki. Dopo aver visitato la zona dei laghi, che trovo bellissima, ho sentito che comunque le città e le zone marine mi danno più respiro e mi ci sento più a mio agio.
Kuninkaasaari l'ho scoperta lo scorso anno, insieme a Vallisaari a cui è collegata. Era chiusa al pubblico, e lì c'è un angolo che non vi dirò :-) che porto sempre nel cuore e nella mente per la pace che ci trovo.




Hai avuto modo di assaggiare qualche nuova specialità? La cucina della zona dei laghi, è diversa da quella di Helsinki, più a sud?

Ho mangiato il Kalakukko nella patria di questo cibo, Kuopio. L'avevo provato a Helsinki ma non mi era piaciuto molto, questo era più buono, ma rimango del parere che è un ottimo cibo invernale, non proprio adatto per agosto.
Per il resto, come sempre, ho mangiato solo ed esclusivamente cibo finlandese dalla carne al pesce, con una predilezione per quest'ultimo. Il cibo è appunto diverso, meno pesce e salmone rispetto ad Helsinki e più carne.


Il periodo migliore per godere del Sole di Mezzanotte, in quella zona, è fine giugno-inizio luglio, ma anche in agosto, il cielo di notte non è completamente buio. Hai assistito a questo affascinante fenomeno?

Sì per mia fortuna, anche se per puro caso. Quando ho soggiornato al mökki, una notte mi sono risvegliato alle quattro del mattino, ho guardato fuori e ho visto una luce diffusa, come fosse l'alba. Ho iniziato a chiedermi se il sole stesse per sorgere, invece no. La luce veniva da nord, niente alba. Mi sono chiesto se da quella parte ci fosse una città che emanasse quel chiarore, così sono andato su Google Maps e no, nessuna città da quella parte. Ho capito per una volta l'utilità del non dormire. Uno spettacolo unico!


Dove hai alloggiato questa volta e come ti sei trovato?

Tranne a Helsinki, dove sono stato nel solito appartamento, e a Koli nel mökki, sono stato sempre in albergo.
Gli alberghi sono confortevoli e costosi, ma spesso un quattro stelle finlandese non è paragonabile a uno italiano. Lo sapevo già, ma ora l'ho sperimentato. In Finlandia gli alberghi sono soprattutto per soggiorni d'affari, perciò essenziali.


“Questa è la vera essenza della Finlandia”



Che consigli ti sentiresti di dare a chi decidesse di intraprendere un viaggio simile al tuo, quindi itinerante e nella zona dei laghi?

Soprattutto soggiornare in un mökki.
Alcuni finlandesi incontrati ad Helsinki sono rimasti estasiati quando hanno saputo che io, un italiano, ho fatto la sauna in un mökki sul lago. Il commento è stato: “Questa è la vera essenza della Finlandia”.


Ho la sensazione che questa tua terza visita in quel della Finlandia non sarà l'ultima. La prima è stata a Helsinki, la seconda nei dintorni e sulle isole dell'arcipelago e la terza più a nord, nella zona dei laghi. Dove sarà la quarta?

Probabilmente al freddo... ma te lo dirò fra un mese :-)


Riguardo agli spostamenti, come ti sei organizzato?

Ho usato solo treni e bus. È semplice muoversi con questi mezzi. Se possibile, è bene usare più gli autobus perché si immergono meglio nella natura e nei paesi di questa terra.


Cosa ti sei portato in Italia questa volta?

La voglia di tornare vale?
Una penna fatto con legno di betulla. E ogni giorno che la uso è come sentirsi un po' lì.

Nota dell'autore: Confermo, ce l'ho anche io :)


Ci racconti il solito aneddoto accaduto laggiù, ma legato a questo viaggio?

Sentirsi in un film di Kaurismaki: al pub vicino l'appartamento, un sabato sera, incontro e faccio conoscenza di alcuni ragazzi; beviamo qualcosa, poi dicono andiamo in un altro locale, giro di mezz'ora in taxi e arriviamo in un locale dove c'è il karaoke.
Ti assicuro che sia il viaggio in taxi nella notte, che il karaoke con gente fra i 15 e gli 80 anni, mi ha fatto proprio sentire parte di un film del regista finlandese.
A me non piace il karaoke, ma se c'è una cosa che davvero ho apprezzato dei finnici è che tutti quelli che cantavano non venivano in alcun modo criticati o valutati per le loro performance, a volte davvero dubbie :-)


Rieccoci al momento Marzullo. Fatti una domanda, chiaramente sulla Finlandia, e datti una risposta!

Domanda: I finlandesi sono riservati e spesso è difficile entrarci in confidenza, non ti dà fastidio questo modo di fare?
Risposta: Non sono una persona troppo espansiva e di facili chiacchiere e a volte ciò può essere pesante.



domenica 19 novembre 2017

Canederli al Formaggio Gluten Free

19 novembre 0 Comments

A Bologna è appena venuta giù la prima neve di questo 2017 e l'aria è fredda e pungente. Il momento è perfetto per fare i canederli a cena, cosa dite? Ovviamente gluten free. :)

Ma qual è la storia dei Käse-Knödel?
Leggiamo cosa dice Wikipedia: 

"I canéderli o Knödel dal ted. Knot (nodo, grumo) o knedlíky in ceco sono un primo piatto tipico della cucina trentina, altoatesina, bellunese, tedesca sudorientale, austriaca, ceca, slovacca e polacca. Si tratta di grossi gnocchi composti di un impasto a composizione variabile di pane raffermo."


Alla base di tutti i canederli c'è il pane raffermo (raramente polenta di grano saraceno, per altro ottima per i celiaci), impastato con latte, uova e formaggio. A volte alcuni ingredienti cambiano, come patate, spinaci, funghi, speck, ecc.. e anche il metodo di cottura può variare. Asciutti o in brodo. Pensate che esistono anche versioni dolci!

E non dimentichiamo che si tratta di un piatto antichissimo! Una prima rappresentazione dei canederli si trova in un affresco nella cappella di Castel d'Appiano, risalente al 1180 circa.

C'è una leggenda, molto carina, che spiega la nascita di questo piatto. Si dice che dei soldati mercenari irruppero in un maso, minacciando di distruggere tutto, se non avessero avuto immediatamente qualcosa da mangiare. Così la contadina raggruppò tutti gli ingredienti presenti in casa formando delle grosse polpette che bollì in acqua salata. I soldati, soddisfatti e rifocillati dal cibo delizioso, si addormentarono e poi, prima di lasciare il maso, diedero persino una lauta mancia alla padrona di casa.

Andiamo a vedere come ho fatto i miei canederli al formaggio gluten free! 


Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g pane raffermo senza glutine (volendo, potete usare la polenta di grano saraceno gluten free)
  • 200 g formaggio, possibilmente di montagna, bello saporito e gluten free
  • 1 cipolla piccola o mezzo porro
  • 20 g burro
  • 100 ml latte o acqua fredda
  • 2 uova
  • Erba cipollina tagliata finemente
  • Pepe nero
  • Parmigiano Reggiano grattugiato

Pulite e tritate finemente la cipolla (o il porro).  In una padella mettete un po' di burro e fatela rosolare, dopo di che spegnete la fiamma. 
Fate a dadini il pane e il formaggio. In un boule di vetro unite il pane, il formaggo, la cipolla, il latte, le uova, l'erba cipollina tagliata finemente e il pepe. Mescolate con un cucchiaio di legno e fate riposare il tutto per circa 15 minuti. 
Trascorso il tempo necessario al riposo, con le mani, mescolate e formate delle grosse sfere. Un po' più grandi di una pallina da golf. 
A questo punto decidete il metodo di cottura. 
Li volete in brodo? Allora fateli cuocere per circa 15 minuti nel brodo che preferite (vegetale o di carne). 
Li volete asciutti? Basterà cuocerli come fate con la pasta. Aspettate che l'acqua bolla, poi salatela e immergete i canederli. Tempo 15 minuti e saranno pronti. Scolateli e conditeli con burro fuso, grana e qualche filo d'erba cipollina per guarnire. 

Sono perfetti anche per la cena di Natale e Capodanno! 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

lunedì 13 novembre 2017

Bucatini al Cuore di Bue e Ricotta Gluten Free

13 novembre 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! 
Oggi parliamo di un piatto semplicissimo, ma particolare, ovvero bucatini col sugo di pomodoro, ma fatto con i Cuori di Bue. Lo so, sembrerebbe un pomodoro poco adatto a farci un sugo, ma vi assicuro che non è così e anzi, il suo sapore così estivo è gradevolissimo e in queste serate così fredde e uggiose: è bello poter mangiare qualcosa di caldo, ma che richiami l'estate e il sole. 
Impariamo un po' a conoscere questo pomodoro così delizioso! 

Il Cuore di Bue è un pomodoro da insalata, grosso (pensate che può arrivare persino a 800 grammi di peso) e dalla forma irregolare. La sua buccia è sottilissima e molto liscia. Di norma un Cuore di Bue, chiamato così perché richiama alla mente proprio la forma dell'organo di questo animale, si aggira sui 2-300 grammi. La sua polpa è carnosa, poco acquosa e poco fibrosa. E' molto saporito, molto aromatico e ha pochissimi semi. I Cuori di Bue sono pomodori costosi e uno dei motivi è che la raccolta avviene a mano, vista la delicatezza della sua buccia. D'estate, in particolar modo, si usano tagliati a fette e usati come "bruschetta" al posto del pane. Sopra alla fetta di pomodoro condita con olio, sale e origano (o basilico e aglio), di solito viene adagiata una bella fettona di mozzarella di bufala. Una vera delizia da mangiare con del pane fresco, durante i pranzi delle domeniche d'estate.

Vediamo invece come creare con questo pomodoro, un bel sughetto per la nostra pasta. 


Ingredienti per 2 persone: 

  • 2 pomodori Cuore di Bue sui 250 gramni l'uno
  • 1 ricottina piccola 
  • 1 cipolla dorata piccola
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carota piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • Olio Evo
  • Sale fino
  • Qualche foglia di Basilico fresco
  • Pepe nero
  • Parmigiano Reggiano
  • 200 grammi di bucatini senza glutine

Lavate molto bene i pomodori, togliete il picciolo e teneteli da parte.

Mettete a bollire l'acqua per la pasta. 

Pelate e tritate la cipolla molto finemente, poi lavate la carota e il sedano e dopo aver grattato un po' la buccia della carota con la lama di un coltello e tolto il grosso dei filamenti al sedano, tritate anche loro. Pulite e tritate anche lo spicchio d'aglio. In una padella antiaderente della giusta dimensione (ricordatevi che devono starci anche i pomodori), fate passire in un po' d'olio tutto il trito. 

Quando l'acqua bolle, salatela e immergete per qualche minuto i pomodori: una volta tolti dall'acqua, con l'aiuto di un coltello, eliminate la buccia. 

Abbassate la fiamma della pentola d'acqua, al minimo (se volete potete anche spegnerla). Tagliate poi a tocchettoni i pomodori pelati e togliete i semi di troppo e le coste più dure e bianche che potrete trovare all'interno. Gettate i pomodori a pezzi nella padella del soffritto, aggiungete 2/3 cucchiai di acqua della pasta e copritela. Abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 20 minuti. 

Alzate la fiamma della pentola dell'acqua (o riaccendetela, se l'avevate spenta) e quando bolle, buttate i bucatini senza glutine. Seguite il tempo di cottura specificato sulla confezione e nel mentre controllate il sugo. Scopritelo, alzate la fiamma e fatelo restringere un po'. E' il momento di unire la ricottina, salarlo, peparlo e aggiungere il basilico fresco. 

Quando la pasta è pronta, scolatela, mettetela nei piatti e versateci sopra il sugo di Cuore di Bue che avrà assunto un bellissimo colore arancio-dorato. Un filo d'olio Evo a crudo e una spolverata di Parmigiano Reggiano, e il piatto è pronto! 

Semplice, veloce, buonissimo e... diverso dal solito!  


Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

sabato 28 ottobre 2017

Star Wars Destiny, le faq della discordia

28 ottobre 0 Comments

Cari Naviganti, buongiorno! 

Quest'oggi ospitiamo Gianluigi, del canale Youtube Bad Destiny, nonché mio meraviglioso maritino, che ci aggiornerà su quelle che sono le ultime novità del gioco di carte più amato di Star Wars. Sentiamo cosa ci racconta ! 

Sono passati diversi mesi dall'uscita di Star Wars Destiny (quasi un anno ormai). 
Il gioco è diventato molto popolare anche qui da noi in Italia, certo i numeri sono diversi da quelli americani ma, visto che parliamo di giochi da tavolo e quindi di una categoria di nicchia, si può affermare che il gioco ha avuto un notevole successo. 
Basti sapere che nella classifica USA dei giochi di carte più giocati è secondo solo a Magic e Pokemon (hai detto niente). 
Il gioco ora conta: 2 Starter Pack, 3 Espansioni di Booster (Risvegli, Spirito della Ribellione, Impero in Guerra) e un set per 2 Giocatori. Con tutto questo materiale, ovviamente, come in ogni Gioco di Carte Collezionabili (CCG) si sono create interazioni fra carte troppo potenti e di conseguenza mazzi troppo forti. In tutto il mondo i campionati nazionali (in Italia ancora non si sono disputati) hanno visto trionfare un solo mazzo, Kylo (del nuovo set a 2 giocatori) ed FN-2199 (appartenente a Spirito della Ribellione). Essendo una combinazione troppo forte, nel circuito competitivo ovviamente i giocatori ci si sono buttati a pesce... il risultato è stato un metagioco stagnante fatto di 30-40 carte su oltre 500 uscite. Si è scelto di operare quindi delle modifiche al regolamento in modo drastico.

Di seguito trovate ciò che penso di questi cambiamenti.



La nuova faq Rules Reference Guide 1.5 ha portato una ventata d’aria fresca, necessaria al buon proseguimento del gioco. Ho notato però che, sia in Italia che negli altri paesi, si sono levate alcune proteste.Il perché di queste lamentele può derivare dalle più svariate motivazioni, le più comuni però sono queste:


  • Mi hanno rotto il personaggio preferito.
  • Mi obbligano a leggere le faq per poter giocare nei tornei.
  • La mia collezione perde di valore per via di carte modificate nel testo.
  • Hanno reso ingiocabile il personaggio di Phasma cambiandone il costo.
  • Ora ci devono fornire le carte corrette.

Analizziamole punto per punto!

Mi hanno rotto il personaggio preferito.

FN, Poe, Unkar e Phasma sono tutti personaggi troppo forti per il loro costo in punti. E’ un dato di fatto ragazzi, non si può discutere su questo: i deck Kylo/FN hanno dominato tutti i nazionali del mondo, vincendo tutto. FN era talmente sbagliato che FFG, per assicurarsi di nerfarlo, lo ha azzoppato due volte, una con il cambio del costo in punti, l’altra con la nuova regola degli upgrade (massimo una volta per round). Eliminarlo dai tavoli non era più un’opzione, ma una necessità. Questo porterà finalmente varietà al gioco, che negli ultimi mesi era completamente scomparsa (era molto più vario durante Awekening, con solo un’espansione fuori). Ne esce un po’ malconcia anche Rey (per via della regola degli upgrade), ed era anche ora. Si, lo ripeto, era ora. Le n-mila azioni di primo turno (Veste jedi, sostituisco/metto Hold out, sostituisco/metto Vibrocoltello…) non si potevano vedere, ora è un personaggio più equilibrato per il suo costo perché, pur avendo un’abilità forte, il suo dado resta oggettivamente una schifezza.

Poe teneva banco da due espansioni insieme a Maz elite, mazzo giocato e abusato che permetteva di vincere contro mazzi ben più ragionati e divertenti da giocare. Nerf più che giusto. Unkar è una diretta conseguenza delle modifiche precedenti. Tutti avrebbero giocato Thrawn/Unkar portando il gioco a stagnare orribilmente. L’aumento di due punti si è reso necessario per impedire anche i deck a tre personaggi FN/Unkar elite/xxx; anche quelli si sarebbero imposti come meta dominante. Va da sé che anche Unkar andasse nerfato.Diciamocelo poi: pure lui, per il suo costo, era troppo forte. Resta comunque valido Unkar/Jabba, che avrà il suo bel da dire.Avanzava Phasma, che col suo costo irrisorio ci avrebbe portato a un meta Phasma/Cad – Phasma/Kylo –Phasma/Vader…. Un meta fatto di tre deck per almeno tre mesi. Portarla a 14 punti è stato non giusto, ma doveroso.Phasma, per bocca dello stesso Lucas, era stata concepita in partenza a 10/14, ma per poterla integrare nel 2 Player Set (per chi avesse voluto comprarne 2), e poterla giocare elite in coppia con Kylo elite, si è scelto di portare il suo costo elite a 13. Scelta sbagliata, ahimè. E’ evidente che la scarsa esperienza maturata da FFG nell’ambito dei CCG ha creato una situazione dalla quale potevano uscire solo con questo nerf.

Colpa loro? Certo.
Sarebbe stato meglio lasciare le cose così? No.


Mi obbligano a leggere le FAQ per poter giocare nei tornei.

Ragazzi… il regolamento da tornei cita chiaro e tondo la NECESSITÀ di conoscere bene le regole e le FAQ se volete partecipare agli eventi sanzionati.
Il gioco competitivo, da che mondo è mondo, funziona in questo modo. Le carte vengono modificate, bannate, limitate, alcune interazioni prima permesse vengono vietate, le regole vengono modificate (vedi upgrade), ecc… Senza questi interventi il meta stagna, con l’aumentare delle espansioni si creano interazioni incontrollabili e chi non ha avuto modo di procurarsi un dato set di carte super efficiente, perché magari ormai fuori stampa, non riuscirà mai a cominciare.

La morale?
Se non vi piace l’esistenza delle faq esistono molti altri giochi il cui bilanciamento non ne necessita la presenza. Ho paura che il gioco competitivo dei CCG non fa per voi.


La mia collezione perde di valore per via di carte modificate nel testo.

Dunque… non so proprio come affrontare educatamente l’argomento… ma ci provo.

Tutte le carte soggette a modifica nel testo non riguardano un giocatore piuttosto che un altro: riguardano tutti. Tutti possediamo carte con testo modificato, ergo: il loro valore è esattamente lo stesso. Punto.
Aggiungo che tutte le carte modificate sono carte a bassa rarità (mi sono sempre lamentato di aver trovato solo 30 It’s a trap, 5 Vibrocoltello… ne avrei voluti di più !) dal valore in Euro basso o come Phasma dalla rarità nulla (compri il set e la trovi di sicuro, quindi rarità zero).

Non mi dilungo, si parla del niente.


Hanno reso ingiocabile Phasma cambiandone il costo.

Parliamo sempre di Phasma.
Si, un mazzo Jango/Phasma è davvero ingiocabile… certo, Bossk /Phasma… davvero brutto… sì sì. Non scherziamo, è un personaggio a 14 punti elite fortissimo, con una speciale fortissima, ma volete che faccia anche il caffè e che nei ritagli di tempo pulisca pure il water? La lamentela del “non posso giocarlo con Kylo nel set che ho comprato in doppia copia” non regge secondo me per i tre motivi seguenti:

Se avete comprato il 2 player set in doppia copia, e avete solo quelli, nessuno vi obbliga, a casa vostra, a fare ciò che volete ignorando le faq.

Per 60€ (acquisto doppio) avete acquistato 3 personaggi elite fortissimi da usare nel deck building (Rey è oggettivamente sottotono rispetto agli altri tre), con parecchie carte che, grazie alle faq, sono in meta ora (Luke’s protection nei mazzi con Qui Gon, Sound the alarm, Honor guard, Praetorian guard e tante altre). Prima delle FAQ non avevano senso, ora le vedrete spesso.

Il deck Kylo/Phasma (e suoi simili) a livello competitivo sarebbe stato un cancro. In un CCG il bilanciamento è tutto, altrimenti muore.


Ora ci devono fornire le carte corrette.

Richiesta che potrebbe essere sensata per i casual player, per non doversi leggere le FAQ… ma se sono casual seguiranno mai le faq? Quasi sicuramente no.

Per i giocatori competitivi il discorso si fa più complesso. 

In primis mi rivolgo a chi segue il gioco dall’inizio:
Leggete la faq e non accampate richieste che nel mondo dei CCG non hanno senso. Proprio per un discorso di collezionismo, non possiamo avere una carta corretta e una non corretta che gira nel mercato secondario, si genererebbe solo confusione e nel lungo periodo gente truffata da carte fuori stampa col testo non corretto.

Per chi invece inizia a giocare adesso o in futuro:
Tutti i giochi competitivi, che s’iniziano a seguire mesi o anni dopo il rilascio, necessitano di studio delle regole e approfondimenti, prima di cominciare a ottenere dei risultati. Armatevi di un po’ di pazienza, perché tutto ciò che vedete nelle FAQ è il risultato del nostro feedback, e permetterà a voi un’esperienza di gioco sana, non inficiata da mazzi broken (o interazioni) impossibili da ottenere per voi che cominciate con carte magari non più di facile reperibilità. 

Le FAQ sono qualche paginetta, che grazie alla tecnologia potete portare sempre con voi, non siate pigri.




Conclusioni

Concludo col mio pensiero globale riguardo queste FAQ: Sono tutte sacrosante.
Vibrocoltello resta forte, ma non rovina completamente la meccanica degli scudi come prima.
Imperial inspection probabilmente non si giocherà più (alleluia).
Perfino Second Chance ne esce limitata per via della meccanica degli upgrade (lo switch fatto una volta a turno costringe a ragionare meglio il suo utilizzo).
Siamo ora in un meta vario, dove le strade per vincere tornano a essere molteplici e dove la componente deckbuilding torna in pompa magna. Seppur FFG abbia fatto un errore grossolano con Phasma e ci abbia messo sei mesi per capire che FN era rotto, un plauso va al fatto che tutti i nostri feedback sono stati ascoltati e la maggior parte dei giocatori ha esultato di fronte a queste modifiche.

Se qualche minoranza è scontenta mi spiace, ma il gioco va avanti con i numeri e i numeri li fa la maggioranza dei giocatori. Meglio adeguarsi, decisamente!

venerdì 20 ottobre 2017

Halloween Gluten Free

20 ottobre 0 Comments

Bentrovati carissimi Naviganti, fra una decina di giorni sarà Halloween, siete pronti per la cenetta a tema? No? Beh, lasciate che vi suggerisca qualcosa di sfizioso :)
Perdonate le foto, ma questa cena l'ho preparata diversi anni fa, quando non avevo ancora in mente di farci un post sul mio blog e per di più avevo un cellulare che scattava pessime foto. Infatti alcuni piatti mancano, come le dita di strega o l'antipasto. Beh, intanto vi suggerisco un primo, un secondo e un dolce. Meglio di nulla, no?

Iniziamo con il primo: Zuppa di porcini con occhi di ricotta e olive

Ingredienti per due persone:
  • Due patate piccole
  • Uno scalogno
  • Funghi porcini (secchi o freschi) a piacimento
  • Olio EVO
  • Pepe nero
  • Circa mezzo litro di brodo vegetale (senza glutine)
  • Una ricottina
  • Qualche oliva

Pelate le patate, tagliatele a cubetti e lessatele senza aggiungere sale, poi mettetele da parte a scolare. Pulite i funghi con un panno umido ed eliminate la parte terrosa del gambo, se invece usate quelli secchi, metteteli a bagno qualche ora prima, scolateli, sciacquateli con cura e gettate l'acqua dell'ammollo. A questo punto tritateli finemente. Tenete da parte anche loro. Quindi tritate finemente lo scalogno e appassitelo con un po' d’olio EVO. Unite allo scalogno i funghi e le patate e cuocete per una decina di minuti avendo cura di ricoprire tutto con il brodo. Bene, ora fate gli occhi. Con le mani (pulite!) formate delle palline di ricotta della dimensione di un bulbo oculare e posizionate al centro della sfera un'oliva tagliata a metà. Quando il brodo si sarà ritirato a dovere controllate la consistenza della zuppa. Se funghi e patate sono ancora troppo interi, frullate tutto fino a formare una crema liscia. Cercate di servirla caldissima con una spolverata di pepe nero e magari accompagnata da crostini di pane (senza glutine). Per un tocco più macabro, potete aggiungere della paprica alla ricotta, così da rendere gli occhi iniettati di sangue :)



Passiamo al secondo: Fonduta ai due Gorgonzola in zucca

Ingredienti per due persone:

  • Due zucche piccole non dolci
  • Gorgonzola piccante
  • Gorgonzola dolce
  • Latte intero
  • Sale
  • Pepe nero
  • Qualche mandorla

Eliminate la crosta ai due formaggi e metteteli in due boule di vetro distinti a riposare con il latte, per una ventina di minuti. Poi passate i formaggi in due casseruole e fate sciogliere tutto a fuoco dolcissimo. Nel frattempo lavate bene le zucche, tagliate la parte superiore con un coltello senza gettarla e svuotatele, ovviamente senza gettare la polpa della zucca. Infornate le due zucche (e la polpa) per circa 30 minuti a 200 gradi (non ventilato). Quando pronte, spegnete tutto e trasferite il formaggio fuso all'interno delle due zucche, facendo attenzione a non scottarvi. Una volta in tavola, se volete, potete poggiare le zucche su uno scalda vivande, così da mantenere la fonduta sempre liquida. Anche in questo caso preparate dei crostini (senza glutine) o delle fette di pane abbrustolito.
La polpa invece servitela ancora calda, con un filo d'olio, sale e pepe nero. Se volete fare i fighi, come Cracco, spolveratela di mandorle tritate.



Ed ecco il dolce! Ragni di cioccolato

Ingredienti per due persone:

  • Una ventina di biscotti al cioccolato senza glutine
  • Burro
  • Codette di cioccolato senza glutine (io non le ho trovate e ho usato quelle di zucchero)
  • Due rondelle di liquirizia (le zampe)
  • Alcune palline di zucchero per dolci senza glutine (saranno gli occhi)
  • Cioccolato nero (fondente o al latte, ma non bianco) senza glutine

Passate al mixer i biscotti al cioccolato fino a renderli una polvere fine. Sciogliete poi il burro a fuoco dolcissimo in un pentolino e una volta pronto, spegnete e unitelo ai biscotti tritati. Con le mani formate delle sfere grandi quanto una pallina da ping pong. Disponetele su un foglio di carta da forno. Sciogliete a bagno maria il cioccolato e versatelo sulle palline in modo omogeneo, poi, finché è ancora caldo, cospargete le palline di codette, così che restino attaccate al corpo del ragno. Tagliate le rondelle di liquirizia a pezzetti, (tutti lunghi uguale) e con l'aiuto di uno stecchino da denti, attaccateli lateralmente alle palline. Ovviamente 4 da un lato e 4 dall'altro, a simulare le zampe. Poi posizionate gli occhi.


Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

giovedì 12 ottobre 2017

InterView: Helsinki - Francesca

12 ottobre 0 Comments

Rieccomi di nuovo qua a parlarvi della mia meravigliosa e amatissima Finlandia! Quest'oggi ho il piacere di ospitare un'amante della Terra dei Mille Laghi che mi somiglia molto e che durante il suo primo viaggio in quel di Helsinki, ha toccato le mie stesse tappe (ostello compreso), la prima volta che ci misi piede, anche se nel mio caso era capodanno. Sto parlando della simpaticissima Francesca. L'intervista che Francesca mi ha gentilmente rilasciato è riuscita a commuovermi in un paio di punti in particolare, perché fa riferimento a due pensieri che ho avuto anche io. Ah, quasi dimenticavo. Tutti gli scatti che vedete in questo post, sono suoi :)

Andiamo a sentire cosa ci racconta! 

Ciao Francesca! Innanzitutto grazie per aver accettato di fare quattro chiacchiere con me :) Cominciamo con una domanda facile facile: Cosa ti ha portato in Finlandia?


Ciao! È un piacere per me parlare della mia esperienza in Finlandia con qualcuno che la ama quanto me. Dunque, parecchi anni fa ho conosciuto, grazie a una mia amica, la band HIM ed essendo già appassionata ai Nightwish ho cominciato a informarmi sulla Finlandia con video, foto, pagine facebook sulla cultura finnica, ecc... diventando una finnofila incurabile! Dopo anni passati a desiderare di vederla, a guardare foto sperando un giorno di riuscire a visitarla, come viaggio di maturità mi sono regalata questa esperienza.


"Eccomi. 

Sono a Casa."

Cosa ti ha colpito in modo particolare?

Ti dirò: era il mio primo viaggio così sola e lontanissima da casa. Il mio primo viaggio in aereo. Ero terrorizzata. Ma sapevo che in poche ore sarei arrivata a realizzare un sogno con le mie sole forze, perciò la felicità superava la paura.
Appena arrivai ricordo la zaffata di aria gelida che nonostante fosse la fine di agosto mi investì la schiena quando la hostess aprì il portellone dell aereo. 

Allora pensai "Eccomi. Sono a casa."
Pioveva e l'aereo atterrando aveva fatto aquaplaning. Eppure messi i piedi per terra, la Terra dei Mille Laghi mi ha curato l'anima dal lungo viaggio accogliendomi con un meraviglioso arcobaleno davanti all'areoporto di Vantaa. Scegliere la cosa che più mi ha colpita è una dura scelta. Ogni angolo che guardavo era una sorpresa, un "Oddio questo posto l'ho visto in una foto e ora ci sto davanti!"
Ricordo con molto piacere la meravigliosa isola di Suomenlinna, il rumore del mare in riva al porto, la serata dell'ecologia in cui davanti alla Piazza del Senato i finnici hanno saltato in gruppo su dei castelli fatti di cartone da riciclare, e io mi sono unita a loro. Ho visto persino un ragazzo vestito da pantera rosa in pieno centro!




Esattamente quali zone della Finlandia hai visitato e quanto è durato il tuo viaggio?

Ho visitato solo Helsinki purtroppo, il budget permetteva quello. Ma l'ho visitata in lungo e in largo quasi sempre a piedi. Anche se ammetto, mi sarebbe piaciuto vedere più natura e spazi incontaminati ma avrei dovuto uscire dalla città di parecchi chilometri. Il viaggio è durato una settimana ed è stata una delle più belle della mia vita. Un giorno, spero presto, conto di tornare e poter visitare anche Turku, Rovaniemi, Tampere, Porvoo, Oulu e altre città.

Che ne pensi della cucina finnica?

Ho avuto modo di assaggiare poco ma quel poco che ho assaggiato mi è piaciuto! Ho comprato qualcosina al mercato sul porto la mattina che ho preso il traghetto per Suomenlinna; pesce, alcune deliziose bacche di bosco tipiche, un paio di dolcetti e facendo spesa all'Alepa ho potuto provare vari prodotti in commercio tipici finlandesi. M'informo spesso sulle ricette finlandesi per provarle anche a casa e devo dire che mi fanno venire l'acquolina.



Hai avuto modo di interagire con la popolazione del posto? E se sì, che idea ti sei fatta dei finlandesi?

Certo che sì! Cosa posso dire? Non so se si descrivono burberi al resto del mondo o il resto del mondo li descrive tali per una sorta di protezione. Per dire: "Noi siamo qua, ai margini del mondo e se ci fingiamo un popolo cupo nessuno ci rompe le scatole".  A me sono sembrati persone così carine ed educate! Sono matti, questo sì... ogni sera se ne inventavano una e in centro succedeva sempre qualcosa di strambo, cosa che adoravo. 
Ho potuto interagire molto con il padre di Ville Valo (il cantante dei HIM), Kari Valo, proprietario del negozio Aikuisten Lelukauppa in centro a Helsinki. È stato davvero gentile, mi ha chiesto da dove arrivavo, quanto sarei rimasta, se mi trovavo bene in città e mi ha augurato una bella settimana e di tornare presto, abbiamo chiaccherato un po' e mi ha detto che il figlio era in città e mi ha pure fatto lo sconto sulla band merch regalandomi in aggiunta un paio di cartoline! Quando chiedevo informazioni gli autisti di autobus e tram erano molto disponibili e gentili. Addirittura, un barista al Corona Bar mi ha scambiata per finlandese e parlandomi in finnico mi ha avvisata che stava per piovere. Questo lo posso dire, sono precisi da far paura. Non si sentiva un tuono, era limpido, ma dopo 5 minuti è arrivato il diluvio!

Dove hai alloggiato e che soluzione hai scelto?

Come alloggio ho scelto l'Eurohostel, un ostello per ragazzi vicino al porto e al centro. Un posto veramente carino, belle camere spaziose, sauna, wifi, buffet a colazione e cucina comune per prepararsi il pranzo. I bagni sono comuni, ma veramente super puliti, (come del resto le strade e ogni cosa in quel paese) moderni e in perfette condizioni, come anche le camere. Il personale è molto gentile.



C'è qualcosa che ti ha colpito negativamente della Finlandia?

A parte i prezzi astronomici per qualsiasi cosa? So che il costo della vita è alto in rapporto al guadagno dei cittadini e sembrava tanto a me, che arrivavo da casa con gli spicci di una liceale fresca di maturità e ricca solo di voglia di viaggiare. Tra qualche anno, quando avrò da parte qualcosa in più, ci tornerò e mi concederó più cose, anche se per quel che potevo, non mi sono fatta mancare niente!

Ti è sembrata una città efficiente o c'è qualcosa che tu cambieresti?

I mezzi erano sempre puntuali, puliti e ben organizzati. Biglietterie, musei e locali lo stesso, con personale disponibile e cordiale. Le strade, come dicevo prima, pulitissime, con scoli appositi per l'acqua che liberano la strada velocemente durante la pioggia fitta, le persone attraversano solo sulle strisce e gli automobilisti lasciano passare i pedoni. Roba che in Italia te lo sogni! Un altro tipo di cultura e civiltà.
Ho avuto occasione di visitare vari quartieri in periferia come Munnkkiniemi; è un posto tranquillo con parchi puliti e pieni di bambini. Non cambierei nulla, dovremmo anzi prendere esempio da loro!




Hai sicuramente comprato qualche souvenir, ci confidi cosa ti sei portata a casa?

Possiamo pure dire che ho svaligiato qualche negozio per tentare di portarmi a casa un pezzo di Finlandia sapendo bene che lì ci avrei lasciato un pezzo di cuore. Ho comperato: la bandiera finalndese, un classico, nel mercatino sul porto. Una calamita, una palla di quelle con la neve con la Cattedrale Luterana all'interno, un giubbino in pelle, la maglia dell'Hard Rock Cafè di Helsinki, una maglia degli HIM e un pupazzo di un polipetto all'acquario.
Si, lo ammetto, sono tornata squattrinata in patria!



Lì non so perché, 

ma il mare fa un rumore diverso: 

canta.

Che consiglio daresti a chi decide di visitare la Finlandia per la prima volta?

Innanzitutto se ci andate d'estate preparatevi a piogge torrenziali e a un tempo che cambia almeno tre volte in una giornata, quindi guardaroba per ogni clima. Si noterà che siete turisti solo per il fatto che, ad agosto con dieci gradi, voi siete in giubbotto e loro in infradito. Se sapete bene l'inglese andate sul sicuro, loro lo parlano molto bene. Solo, prendetevi del tempo per stare in silenzio qualche minuto al porto e gustatevi il rumore del mare. Lì non so perché, ma il mare fa un rumore diverso: canta. Respirate a fondo l'aria e se siete appassionati come me di metal made in Finland, capirete da dove i finlandesi traggono ispirazione per le melodie.



Hai avuto modo di visitare qualche museo, galleria d'arte o pinacoteca?

Ho visitato i musei sull'isola fortezza di Suomenlinna, il museo dei giocattoli, le chiese, il museo di guerra. In centro ho visitato il museo di arte moderna pieno di opere particolari e fantasiose, il rettilario e l'acquario in periferia, la Cattedrale Luterana, che mi ha lasciata senza fiato per la sua semplicità, eleganza e bellezza senza tempo. Ho visto la famosa chiesa nella roccia, magica all'interno quanto particolare. La Cattedrale di Uspenski, con una vista meravigliosa su tutta la città, e la Piazza del Senato. Mi rammarico di non aver fatto in tempo a visitare il parco divertimenti di Linnanmaki e almeno una pasticceria Fazer!

Ci racconti un aneddoto divertente sul tuo soggiorno finlandese?

Sono partita da casa che c'erano 40 gradi. Arrivata a destinazione ero tutta convinta di farmi un bel bagno in mare facendo la coraggiosa nonostante la temperatura, dopotutto vedevo alcuni finnici in costume sul porto e ho pensato "Vabbe, posso farcela, oggi c è il sole anche caldo, quasi quasi mi butto." Arrivata sull isola di Suomenlinna, faccio un giro sugli scogli per godermi la vista del mare e quasi quasi cadevo molto sgraziatamente per via del muschio. Stati attenti si scivola da morire! Comunque... arrivata sulla spiaggetta, immergo una mano in acqua per verificare e.... la mano esce blu e gelata. E lì sono morte tutte le mie speranze di farmi un bagno. Mi sono limitata a stare seduta sulla sabbia a guardare il mare.


Ti sei goduta un po' di movida notturna? Che locali hai frequentato?

Non molto... diluviava davvero parecchio la sera e, avendo camminato molti chilometri a piedi di giorno, dopo cena ero distrutta.
Una sera sono stata al Corona Bar e al Tavastia, dove ho visto che la settimana seguente (i giorni in cui partivo) si sarebbero esibiti i 69eyes, che rabbia, io li adoro! Ho visitato l'Hard Rock Cafè e le feste che organizzavano nella piazza centrale, tra cui anche una parata con tanto di banda che sfilava! Devo dire però che oltre una certa ora la città diventa tranquillissima e silenziosa, quasi deserta.




Ecco il momento Marzullo. Fatti una domanda e... datti una risposta!

Se ti chiedessero di mollare tutto e partire per Helsinki domani, lo faresti?

Sì! Assolutamente sì. Di corsa. Ho già la valigia pronta! Mi manca troppo quella città, la sua atmosfera. Tutto. Ho fatto tantissime foto e le riguardo spesso quando sento troppo la mancanza di quella che mi piace chiamare " la mia seconda casa".

Ci salutiamo con un ultimo quesito! Se la Finlandia fosse:

Un colore: Decisamente azzurro.
Non so spiegare il perché. Forse il mare, i laghi o forse chiudendo gli occhi e respirando a pieni polmoni mi viene in mente l'azzurro quando penso a Helsinki.


Un sentimento: Dolce malinconia.
Non che la città sia malinconica, ma dopo tre anni non ha ancora smesso di mancarmi e ogni volta che dalla finestra entra uno spiffero d'aria fredda, soprattutto la sera, sorrido e penso alla mia amata Finlandia.


Un aggettivo: Familiare. 


Perché mentre ero là 
non mi sentivo né straniera né spaesata. 
Mi sentivo a Casa.

venerdì 6 ottobre 2017

Porca Vacca - David Duchovny

06 ottobre 1 Comments


Rieccomi insieme a voi a parlare, dopo un sacco di tempo, di libri! Dovete sapere che da poco ho acquistato un Kindle e sistemato quindi la mia libreria, regalando ad amici, colleghi e parenti, diversi libri ai quali non sono particolarmente legata (non alla copia cartacea, intendo). Quelli rimasti, li ho poi donati a un'associazione Onlus che vi consiglio caldamente. Si chiama Equi-Libristi. :)

Il libro di cui vorrei parlare oggi lo ha scritto il fascinosissimo Fox Mulder, ve lo ricordate? L'agente speciale dell'FBI che vuole credere nel paranormale e che con la sua bellissima collega Dana Scully indaga sui casi più strani che giungono al bureau, alla sezione X-files?



Beh, in pochi sanno che David Duchovny, ovvero l'interprete di Mulder, è anche uno scrittore (e musicista).  Ha esordito nel 2016 con il suo primo romanzo e io, fan di quest'uomo così eclettico dalla prima puntata di X-files nel lontano 1994, non ho saputo resistere e l'ho comprato. S'intitola Porca Vacca (Holy Cow) ed è la storia, simpaticissima, di una mucca da latte di nome Elsie Bovary, di un tacchino incapace di volare di nome Tom e di un maiale ebreo chiamato Shalom. 
Questa combriccola, come potete capire, è tutta un programma! Andiamo a leggere cosa dice la descrizione :)

--- Elsie Bovary è una mucca ed è felice di esserlo: passa lunghe, sonnolente giornate a mangiare, dormire e chiacchierare con la sua migliore amica Mallory.

"Tanta gente crede che le mucche non sappiano pensare. Pronto? C'è nessuno in casa? Anzi, permettetemi di riformulare: tanta gente crede che le mucche non sappiano pensare e che non provino emozioni. Ari-pronto? Io sono una mucca, e mi chiamo Elsie."

Una sera le due mucche guardano oltre il loro pascolo: mentre Mallory non fa che flirtare con i tori del vicinato, Elsie resta affascinata dalla fattoria. Attraverso la finestra vede la famiglia del fattore raccolta intorno a una luminosa Scatola-dio, che sta parlando di una cosa chiamata “allevamenti intensivi”: ed ecco che il mondo di Elsie viene scosso fino alle fondamenta. C’è un’unica soluzione: scappare verso un luogo migliore, più sicuro. In breve si forma la squadra: Elsie, Jerry, o meglio Shalom, scontroso maiale che legge la Torah e si è da poco convertito al giudaismo, e Tom, un amabile (almeno nella sua testa) tacchino che non sa volare, ma sa usare un iPhone col becco. Armati di passaporti rubati e camuffati da uomini, i tre si dirigono all’aeroporto e da lì verso la Terra Promessa, ma si sa: la cosa importante è il viaggio, non la destinazione. ---

Non fatevi ingannare! Il libro non vuole essere soltanto un'accusa verso gli allevamenti intensivi, di cui Duchovny parla infatti pochissimo, ma pretende di raccontare una storia, una favola, una fiaba moderna e anacronistica sulla speranza, l'amicizia e il rispetto. E' un libro che mi ha fatta ridere, ma anche riflettere e commuovere, adattissimo agli adulti così come ai bambini. Porca Vacca, narrato in prima persona dalla Mucca Elsie, vuole raccontare qualcosa di complesso, molto più complesso del "Non mangiate gli animali, perché provano sentimenti". 

Si tratta di un libro che si legge rapidamente, zeppo di momenti assurdi, scene grottesche e inverosimili (come quando il manipolo di animali si traveste da umani e passa il controllo in aeroporto), ma anche di "momenti serietà" che danno da pensare, portandoci a fare autocritica , sia riguardo il nostro comportamento nei confronti degli animali, sia nei nostri. 

Insomma, non è un libro denuncia, ma una bella favola da leggere ad alta voce.  


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Koti on siella missä sydämesi on