lunedì 30 giugno 2014

InterView: Finlandia - Daniele

30 giugno 0 Comments

Oggi abbiamo un altro ospite gradito! 
Si tratta di Daniele, che nell'estate del 2013 si è recato in Finlandia con amici. Ovviamente, come sempre, non me lo sono lasciato sfuggire e l'ho intervistato. 
Leggiamo cosa ci racconta della sua prima volta in questa splendida terra!

Grazie Daniele! :)

C'è un motivo particolare che ti ha spinto a visitare la Finlandia?

Sono una persona che va sempre alla ricerca di posti nuovi, casomai non tanto conosciuti come possono sembrare, così quella estate il mio obiettivo si è spostato sulla Scandinavia [Nda: Fennoscandia e Scandinavia], e a questo punto dovevo scegliere quale nazione visitare… per il motivo spiegato sopra ho preferito la Finlandia ad altre nazioni tipo Svezia o Norvegia, più gettonate dal mio punto di vista.

Raccontaci dove hai alloggiato.

Ho alloggiato ad uno degli hotel Glo Espoo. Si trova in periferia, precisamente a Leppavara, a circa 15/20 minuti di treno da Helsinki. Collegato in maniera ottima, c'erano treni molto frequenti che permettevano di muoverci agevolmente a qualsiasi ora del giorno e della notte. La struttura era buona. Stanze pulite con il cambio di asciugamani e biancheria quotidiana e al mattino si poteva gustare un’ottima colazione. In reception le persone cambiavano di continuo, ma sempre molto disponibili e preparate.

Quanti giorni sei rimasto in Finlandia e quali sono state le tue tappe?

Sono stato in Finlandia per una settimana. La mia base era Helsinki, dove tornavo ogni sera. 

I primi due giorni li ho trascorsi appunto a visitare la capitale finnica dove ho visitato varie chiese come Lutheral Cathedral – Uspenski Cathedral – Temppeliaukio Church (Chiesa nella roccia).
Poi abbiamo fatto qualche foto in giro, come all’Esplanadi Park e siamo andati allo stadio Olimpico in occasione della Maratona di Helsinki, svolta sotto una copiosa pioggia. Abbiamo approfittato, visto che eravamo lì, e siamo saliti sulla torre dove abbiamo scattato qualche foto del bellissimo panorama di tutta Helsinki dall’alto.
Abbiamo visitato anche l’isola di Suomenlinna, davvero incantevole, dove abbiamo trascorso una piacevole mattinata scattando foto all'impazzata ai meravigliosi paesaggi.

Un altro giorno l'abbiamo dedicato all'ex capitale finnica Turku, che appunto rimase tale fino al 1812. Lì c'è la cattedrale (molto bella) e il castello, però siamo stati sfortunati perché il lunedì il castello è chiuso, cosi abbiamo potuto apprezzarlo solo dall'esterno anche se, da racconti letti, pare che internamente sia davvero ricco di cose da vedere.

Il giorno successivo siamo andati in bus a Porvoo. Cittadina che dista appena 50 km da Helsinki e vi assicuro che merita una visita per chi decide di fare un viaggio in Finlandia. Passeggiare fra le sue vie e il lungo fiume fiancheggiato dai magazzini rosso ocra... Davvero, il tempo sembra volare tra uno scatto fotografico e l'altro e si rimane letteralmente incantati da un panorama a dir poco mozzafiato, poi ci sono tanti negozietti molto belli che vendono cose davvero carine.

Parlaci di cosa hai mangiato, che ne pensi della cucina finlandese?

Ho visitato varie nazioni, ma posso dirvi che qui in Finlandia ho mangiato davvero bene e a prezzi modici. Amici conosciuti durante il viaggio ci hanno consigliato di andare al ristorante Konstan Möljä dove, per la cifra di 18 Euro, ho potuto assaggiare un bel po’ di piatti finnici. Dal salmone alla carne di renna e altre pietanze varie. E' a buffet: cioè uno paga quella quota e può mangiare fino quasi a scoppiare.
Il locale è piccolino, quindi c’è sempre bisogno di prenotazione e la domenica ed il lunedì è chiuso. Comunque, sicuramente per chi si trova ad Helsinki, dal mio punto di vista, è l'ideale.

Per il pranzo invece di solito mangiavamo al Kauppatori dove, tra le varie bancarelle, ce n'erano alcune che cucinavano dei piatti tipici finnici davvero squisiti come salmone arrosto con patate accompagnato da varie salsine, oppure altre volte ci prendevamo qualche piatto a base di carne: erano delle polpette, ma ora non ricordo di cosa o altre volte ancora del riso con il pesce tipo paella spagnola; comunque tutto davvero ottimo.

Qual è il posto che più ti ha toccato? E quello che ti è piaciuto meno?

Il posto che sicuramente mi è piaciuto di più, durante questa mia esperienza finnica, è stato Porvoo: davvero incantevole.

La città invece che mi è piaciuta di meno è stata Turku in quanto, secondo me, non rispecchia la classica città finlandese, bensì una tipica città come possiamo trovarle anche qui in Italia: nulla di che. Meritava una visita giusto perché è l'ex capitale.

Hai qualche aneddoto da raccontarci in particolare?

Al momento non me ne viene nessuno.

Un luogo comune che circola su Helsinki è che faccia sempre molto freddo, ma chi come me è stato in Finlandia del sud in agosto, può smentire questa affermazione, tanto che è norma fare anche il bagno al mare. Tu che tempo hai trovato?

Io a Helsinki ho trovato un clima buono con solo due giorni di pioggia, poi per il resto quasi sempre sole infatti mi sono pure un po’ abbronzato facendo km su km a piedi. Al mattino la temperatura oscillava sempre tra i 17 e i 18 gradi per poi salire fino a 22 nel primo pomeriggio per poi riscendere la sera. Diciamo che indossando un giubbino leggero si stava davvero bene.

Cosa ti sei portato in Italia? Avrai certamente acquistato qualche ricordino, no?

Sicuramente. In ogni viaggio che faccio compro sempre in miniatura il classico monumento della città, così a Helsinki ho comprato la statuetta in miniatura della Lutheral Cathedral, qualche vasetto con la scritta Helsinki e l'immancabile T-shirt con la bandiera della Finlandia.

Quale pensi che sia il pregio migliore di questa nazione?

Uno dei pregi sicuramente la tranquillità, quando passeggi si respira davvero un’aria di pace. Poi c'è molto ordine; in sette giorni, ad esempio, non ho sentito un clacson di macchina suonare, cosa che qui da noi (almeno da me, sono del sud) se non l'ascolti per mezz'ora gridi al miracolo.

Cosa consigli di visitare assolutamente a chi non è mai stato in questa splendida terra?

Sicuramente la Capitale Helsinki merita una visita, ci sono tantissime cose da visitare e poi, come dicevo, la cittadina di Porvoo che è meravigliosa…

mercoledì 25 giugno 2014

InterView: Napoli - Valeria

25 giugno 0 Comments

Napoli per me è stata un colpo di fulmine. Quando ci sono andata la prima volta, l’ho guardata negli occhi e mi sono immediatamente innamorata.
Voglio dedicare quindi questa mia quarta intervista, per la mia etichetta InterView a Valeria. Una mia collega, nonché carissima amica napoletana Doc, che ha la sua città natale nel cuore.
Grazie Vale, mi hai donato uno spaccato di Napoli che strizza veramente il cuore.

Ribalterei il detto, sapete? Non potete mica morire, se prima non avete visto Napoli.

'Vide Napule, e po’ muore.’ Cosa c’è di vero in questo detto? 

Mah… di vero c’è quello che ognuno di noi vuole vedere nel suo cuore!
Il detto si riferisce piuttosto alla cosiddetta “pace dei sensi”, ovvero la comunemente detta: morte!! La vista del mare, del Vesuvio, l’allegria che talvolta si respira nella Napoli di chi sa guardarla con gli occhi del cuore, crea quasi una sorta di estasi dei sentimenti, delle emozioni. Guardare la luna specchiarsi nel mare all’ombra di Castel dell’Ovo… non c’è droga che tenga… Per questo vedi Napoli e ti si calma il cuore. Quasi come nella morte, vista in questa caso come un evento “positivo”, appunto di “pace estrema”.

Questa è un’intervista particolare perché tu sei napoletana verace. Le interviste che ho fatto fin’ora sono tutte frutto di viaggi mentre nel tuo caso, hai la città natale nel cuore. Spiegheresti ai lettori che non ci sono mai stati cos’ha Napoli di così meraviglioso? 

Tanto per cominciare è la città nella quale sono nata! Speciale per forza perché come per ogni uomo, il paese natale regala il primo respiro che incamera nei polmoncini ancora addormentati, stampandosi come un marchio nell’anima! 
Vi parlerò di Napoli attraverso le leggende dalle quali ne derivano le origini e sarete trascinati dalla magia!
Napoli è collegata al celebre mito della Sirena Parthenope, per questo i napoletani sono detti partenopei. Parthenope fu la sirena che non riuscì, con il suo canto, ad ammaliare Ulisse che pur di resistere, si fece legare all’albero maestro della nave. Per questo motivo la sirena morì sull’isolotto Megaride, dove oggi sorge Castel Dell’Ovo. E’ proprio qui che un gruppo di coloni fondò il primo nucleo cittadino (V secolo a.C) detto proprio Partenope.
Una seconda leggenda invece narra che la sirena napoletana si fosse innamorata del centauro Vesuvio e questo amore scatenò la gelosia di Zeus che li punì ferocemente: lui diventò un vulcano, lei la città di Napoli…
A parte le leggende, Napoli è straordinaria strutturalmente parlando, poiché è una delle poche città al mondo che ha conservato l’antico tracciato viario greco – romano fatto di cardini e decumani (i suggestivi vicoli di Napoli).
E’ per questo che il centro antico della città è incluso nell’elenco dei beni considerati patrimonio dell’Umanità protetto dall’Unesco!

Quale punto di Napoli hai particolarmente nel cuore e perché? 

Porto nel cuore la mia città, Torre Annunziata, cittadina alle falde del vulcano, a pochi km da Napoli. Città della pasta e dei pastifici, città di mare e di pescatori. Se passate da Napoli, fate un giro anche li. A dispetto di quello che dicono e di tutti i problemi della città, Torre Annunziata è un presepio sul mare…

Non voglio parlare dei problemi di Napoli che tutti noi conosciamo perché balzano sulle cronache dei giornali, voglio concentrarmi sugli aspetti stupendi di questa città. Uno di questi è la pizza. Dove si mangia la pizza più buona di tutta Napoli?

Una delle più antiche e note pizzerie di Napoli è “Antica Pizzeria” da Michele a Forcella. Sulle pareti della pizzeria due poesie che hanno il titolo delle pizze servite, poche ma buone, A Margherita e A Marinara!

Ci parli un po’ di San Gennaro e del suo ricorrente miracolo del sangue?

San Gennaro è detto anche “faccia gialla” poiché la sua statua è di bronzo!

Il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro avviene 3 volte l’anno: la vigilia della prima domenica di Maggio, il 16 Dicembre, ovvero anniversario dell’eruzione del Vesuvio, e il 19 Settembre, data del martirio. Nelle tre date suddette il sangue contenuto nelle ampolle di vetro, normalmente rappreso, si liquefa spontaneamente. Il sangue ribolle divenendo rosso vivo. Se ciò non accade è presagio di sventura. L’ultima volta che il sangue non si è sciolto, Settembre 1980, a Napoli ci fu il terremoto. Gennaro era il Vescovo di Benevento incarcerato in seguito alle persecuzioni contro i cristiani ad opera di Diocleziano nel III secolo, decapitato a Pozzuoli. La processione del miracolo inizia dal duomo, (cappella del tesoro) fino ad arrivare a Santa Chiara. E’ un’esperienza unica.

Andiamo a cena in un ristorantino di specialità napoletane, cosa mi consigli di mangiare?

A’ menesta maretata (la minestra sposata)! Piatto tipico napoletano, dalla lunghiiiissima preparazione: selezioni di carni e verdure, e unione sublime dei due ingredienti! Bietole, cicoria, cime di rapa, cavolo cappuccio, cotenne di maiale grasse, tracchie osso di prosciutto, salsicce e lardo a volontà!
Mozzarella di bufala, leggendariamente cibo prelibato e riservato solo agli Dei! Si narra infatti che la mozzarella sia stata inventata da una figlia di Giove che viveva nella Campania Felix. La ninfa all’alba di ogni giorno mungeva le sue bufale e dopo un laborioso e segreto procedimento ottenuto dal latte, filava la cagliata e da questo tenero impasto ne “mozzava” pezzi di forma sferica, ottenendo la Mozzarella di Bufala!
Come dolce: pastiera e sfogliatella e per finire il mitico caffè!

Tu sei giovanissima, ma essere napoletani dentro non ha nulla a che fare con l’età, quindi ti farò lo stesso questa domanda: La musica napoletana, ce ne parli un po’? 

Per parlarvi della musica Napoletana sceglierò due pezzi tratti dai miei 2 brani preferiti, dei quali cercherò di spigarne il significato perché al di la delle parole, in molti casi si tratta di vere e proprie poesie, la musicalità Partenopea ha uno stampo che definirei melanconico, che suscita nell’ascoltatore amarezza e pace, malinconia struggente, ma sempre speranza. Sentimenti allo stato puro.

La prima che cito è “Core ‘Ngrato” (cuore ingrato): di A. Sisca, musiche di S. Cardillo.
(Un innamorato ferito e abbandonato dice alla sua amata):
Catari, pecchè me dice sti parol amare? (Caterina perchè mi dici parole amare?)
Pecchè me parle, e o’ core me turmiente, Catari? (Perché parlando mi tormenti il cuore…Caterina?)
Nun te scurdà ca t’aggio dato ‘o core, Catari nun te scurdà! (Non dimenticare che ti ho dato il mio cuore, non dimenticarlo mai!)
Core, core ‘ngrato t’hai pigliato a vita mia, tutt’ è passato e nun ce pienze cchiù? (Cuore, cuore ingrato, hai rubato la mia vita, ma adesso tutto e passato e a me non ci pensi più?)

Il secondo testo è “O ssaje comm fa ‘o core” (lo sai come batte il cuore…): di Massimo Troisi, musiche di Pino Daniele.
(Un uomo racconta la difficoltà e il dolore provocati dall’essersi innamorato di una donna già impegnata):
Tu stive ‘nzieme a n’ato  je te guardaje 
(Tu eri fidanzata con un altro e io rivolsi a te uno sguardo)
e primma ‘e da’ ‘o tiemp all’uocchie pe’ s’annammurà’ gia s’era fatt’ annanze’ o core 
(E prima che gli occhi potessero innamorarsi alla tua vista, tu eri già nel mio cuore)
A me, a me ‘o ssaje comme fa o core quann’ s’è nnammurat 
(Lo sai come batte il cuore quando si è innamorato)
Struggenti e sognanti! Buon Ascolto!

Se ti dico: Mesàle. Cosa mi rispondi? 

Ti rispondo che sento l’odore di casa! Del pranzo della domenica, vedo gli occhi dei miei genitori e di mia sorella.

Mesàle è la tovaglia che si utilizza per preparare la tavola per il pranzo o la cena. Quando si tira fuori o’ mesàle siamo tutti felici!!
Deriva probabilmente da mensa, e da commensale!

C’è un detto napoletano che mi piace moltissimo:

“Pure ‘nu caucio ‘nculo fa fa’ ‘nu passo ‘nnanze.”

Tu hai lasciato Napoli per trasferirti al nord. E’ stata una scelta difficile, diciamo pure dolorosa come un calcio nelle terga! E’ vero che fa fa’ ‘nu passo ‘nnanze? 

Il detto si riferisce alle cosiddette raccomandazioni, per andare avanti nella vita (per fortuna non sempre) serve un calcio nel sedere.

A me nessuno me lo ha dato in quel senso, tutto quello che ho è solo merito mio e delle persone che mi hanno sostenuto volendomi bene.
Si!….è doloroso vivere lontano da Napoli.

Secondo te, chi intende visitare Napoli per la prima volta cosa non deve assolutamente perdersi? 

Le voci, gli odori, e quello che c’è intorno. Intendo dire che chi visita Napoli deve guardare dovunque tranne che dove cammina. Deve immergersi senza paura dello scippatore di turno, deve volare facendosi trasportare dalla magia. Napoli è nascosta li, non in quello che vedi con gli occhi analitici e freddi. Napoli è nell’aria… e nel suo meraviglioso cielo che le fa da specchio… tenete lo sguardo fisso in su e vedrete Napoli!

Io sono stata a Napoli una volta sola, l’anno scorso e ci ho lasciato il cuore. E’ bellissima, di una bellezza paradossale, malgrado le sue cicatrici. Tutt’ora se mi capita di parlarne mi si incrina la voce di commozione. Perché Napoli è così maledettamente struggente? 

Tutto ciò che è maledetto porta con se un fascino speciale. E’ il fascino delle viscere. Napoli è meravigliosa perché è una donna primitiva. Nasconde in se il bene e il male allo stato primordiale, quasi senza educazione. E’ vero, gli uomini primitivi vivevano come le bestie, la civiltà ci ha insegnato tante cose, ma ci ha reso aridi, artificiali, poco spontanei. Napoli è tutto il contrario. E’ una donna bella al mattino, un bambino che beve dal collo della bottiglia e il sorriso di chi non chiede nulla, solo di essere amato un po’. E’ la semplicità che tutti forse nella vita cerchiamo invano, per essere felici.

Come può un turista visitare i quartieri spagnoli, a detta di tutti, molto pericolosi?

Comportandosi come se fosse a casa propria. Il linguaggio del corpo dice più di ogni altra cosa e i mascalzoni di ogni paese, sono degli ottimi osservatori!

Ci scrivi una poesia al volo, una cosetta improvvisata che viene dal cuore, sul Golfo di Napoli? 

Pur’ rind u’ cor (anche nel mio cuore),
ti sento tormentata,
Vorrei poter fare qualcosa,
ma ti ho abbandonata,
e si l’ammore pò guarì e ferit (e se l’amore può guarire le ferite),
io posso solo continuare ad amarti,
sperann’ nu’ bell juorn (sperando che un bel giorno),
e m’ scetà  nzin a ttè (di svegliarmi tra le tue braccia).

Cosa ti manca di più in assoluto della tua città da quando vivi al nord? (affetti di parentela a parte, ovvio) 

Mi manca la cognizione del tempo. Qui tutto va troppo in fretta e la vita è già breve di per se. Il tempo va scandito con il respiro. Da quando sono qui non riesco più a farlo. 

Visto che Napoli è la tua città, farò una cosa alla Marzullo: Fatti una domanda su Napoli e datti una risposta! 

Domanda: Perché si dice che i napoletani hanno una marcia in più?

Risposta: Lo spiego con la motivazione addotta al conferimento della medaglia d’oro al valore militare conferita a Napoli nel 1943, durante le 4 giornate di Napoli:

“Con un superbo slancio patriottico sapeva ritrovare, in mezzo al lutto e alle rovine, la forza per cacciare dal suolo partenopeo le soldatesche germaniche sfidandone la feroce disumana rappresaglia. Impegnata un’impari lotta col secolare nemico offriva alla patria nelle Quattro Giornate di fine settembre 1943, numerosi eletti figli. Col suo glorioso esempio additava a tutti gli italiani la via verso la libertà, la giustizia, la salvezza della Patria.”
Napoli, 27 – 30 settembre 1943.

Ultima domanda: Se Napoli fosse: 

Se Napoli fosse una pianta… sarebbe una pianta grassa. Perché lei e la sua gente si adattano dovunque, perché ha dovuto cacciare fuori tante spine per difendersi, e cosi come le piante grasse conservano l’acqua per i momenti di siccità… Napoli si arrangia sempre, conserva sempre qualcosa per vivere ancora un giorno… cosi la sua gente ha sempre una candela per trovare un po’ di luce nella lunga e buia notte che sembra non finire mai…

domenica 22 giugno 2014

InterView: Helsinki - Marina

22 giugno 5 Comments
Eccomi di ritorno con una nuova intervista! Questa volta parliamo con Marina.

Marina mi ha contattato dopo aver trovato il mio blog in rete. Di lì a poco sarebbe partita per un 3 giorni di Full Immersion in quel di Helsinki, per passarci il capodanno e aveva quindi bisogno di qualche dritta.
Al suo ritorno ho colto al volo l’opportunità di un’intervista.
Le fotografie che vedrete in questo post sono tutte opera sua.
Andiamo a leggere cosa dice Marina della mia amata Helsinki :)

Sei stata a Helsinki per capodanno, ci racconti come mai la scelta è ricaduta proprio sulla capitale della Finlandia? 

Ogni anno mi organizzo per poter andar fuori qualche giorno a Capodanno; quest’anno, dopo essere stata l’anno scorso a Parigi, avevo voglia di fare qualcosa di più insolito… di scegliere una città che non fosse blasonata come tante! Considerando la mia passione per il freddo e di conseguenza per i paesi freddi (ed essendo già stata a Stoccolma) ho preso subito in considerazione la Finlandia e quindi Helsinki. Non sapendo bene cosa aspettarmi, ho cominciato a spulciare internet per sapere che esperienza avrei avuto, per capire che “stile” ha la città che mi apprestavo a visitare e per capire se questa mia idea potesse davvero piacermi. Da lì il passo è stato breve all’acquisto effettivo dei biglietti Norwegian Air, esattamente il 17 Agosto 2011!!! :-)

 Piazza del Senato

Tre notti sono davvero poche per una città così piena di cose da vedere, ti è piaciuta al punto che pensi di tornarci un giorno?

La città mi è piaciuta moltissimo, così come la sua gente! Così sobri e precisi e al tempo stesso socievoli e gentili… passeggiare tra le vie di Helsinki, mi è sembrato come essere a casa, come essere tornata in un posto già familiare. Non penso di tornarci, bensì ne sono sicura… questa volta magari per spingermi anche oltre questo “inizio” di nord che mi attrae sempre di più.

Puoi dirci cosa ti ha colpito di più?

Ti sembrerò ripetitiva, ma di nuovo ti rispondo la sobrietà…che emana tanta sicurezza e senso di star bene. Quando passeggiavo per le vie centrali di Helsinki, tra i suo palazzi in stile, o nei parchi, tra gli alberi e le tante panchine, o in piazza davanti al candore del Duomo… tutto mi dava un senso di benessere, di pulito e di nulla di cui preoccuparsi! Mi dirai, 'certo sei in vacanza'… eppure tra tutti i posti che ho visitato e tra tutte le città asiatiche o europee, non mi sono mai sentita come in questa città in particolare… nemmeno a Stoccolma (la prima città in cui ho avuto questo tipo di sensazioni) si sente così forte quanto siano stati capaci di mantenere un ambiente sano e sicuro.
Pensa che il 31 Dicembre il Kiasma, museo che tu conosci molto meglio di me, era aperto alle famiglie… ed era pieno di bambini biondi con i rispettivi genitori.
Arte moderna e bambini… wow!!
Ancora una cosa… le case non hanno persiane alle finestre! Gli appartamenti nelle zone residenziali addirittura hanno veri e propri salotti esposti verso l’esterno come balconi e protetti dalle temperature dal vetro… quando cominciano ad accendersi le luci si ha davvero il senso di vita!

 Museo di arte moderna, Kiasma

C’è qualcosa che non hai gradito?

Solo una cosa… non c’era la neve!!! Quest’anno forse un po’ in ritardo, è arrivata a un paio di giorni dal mio ritorno… stamattina guardavo la webcam… e la città è tutta bianca!! Avrei tanto voluto vedere il mare ghiacciato!! Sarà per la prossima volta…

 Esplanadi

Parlaci di cosa hai mangiato!

Ho mangiato naturalmente tantissimo salmone! E’ la mia passione e qui davvero ho superato me stessa cominciando a mangiarne già dal mattino a colazione :-))
E che salmone ragazzi!!! Altro che quello che si compra nei nostri supermercati… al mercato coperto del porto di Helsinki, vedevo tutto rosa!!!
Ma oltre a questo, ho mangiato tanto formaggio e carne di renna, filetti di alce e mirtilli e un burro da farmi venire l’acquolina al solo ricordo, sul pane di segale davvero superbo!
Tutto annaffiato dalla buonissima Lapin Kulta, birra locale… intervallata da qualche Guinness!! :-P

Ravintola Savotta

Quali posti hai visitato di Helsinki?

Ho cercato di sfruttare al massimo il tempo a disposizione, quindi dopo aver avuto un primo assaggio del centro città passeggiando a piedi durante il pomeriggio del giorno d’arrivo, ho subito approfittato della mia Helsinki Card dal mattino successivo, prendendo il traghetto per Suomenlinna, dove ho visitato il Museo e le mura di cinta e poi ho percorso l’intero sentiero turistico dell’isola. Dopo esserci rifocillati al mercato coperto, nel pomeriggio siamo stati al Kiasma e poi ai grandi magazzini Stockmann.


Suomenlinna

Abbiamo sfruttato molto anche il primo giorno dell’anno, facendo il tour della città che ci ha dato modo di visitare la chiesa scolpita nella roccia, Temppeliaukio, il monumento a Sibelius, la zona dei cantieri navali, di vedere Casa Finlandia e lo stadio. Per finire, al termine del giro turistico, ci siamo recati alla Cattedrale di Uspenski e a passeggiare senza meta nei vicoli della penisola di Katajanokka. Tornati al porto, per rilassarci un po abbiamo fatto il circuito del tram T3, in pratica un vero tour della città!
Anche dal punto di vista culinario non abbiamo perso tempo a cercare i ristoranti che potevano stuzzicarci di più! Così la prima sera siamo stati al Savotta, ristorante tipico che si trova proprio sulla piazza del Senato. Eravamo senza prenotazione e la sala era piena.. avevo ormai perso le speranze dopo che la biondissima cameriera era riuscita, non senza sforzi, a sistemare la coppia che ci precedeva e che, come noi, era senza prenotazione! E poi miracolo… certo che possiamo sistemarvi, se solo potreste ripassare tra circa 30 minuti! E così abbiamo fatto. Il gestore è stato così gentile da consigliarci tra le tante pietanze del menù, quelle che, secondo lui, valeva davvero la pena di assaggiare. A partire dal mitico antipasto misto di delicatezze finniche, per proseguire con coregone con contorno di insalata e una strana salsa buonissima e filetto d’alce con salsa di mirtilli e contorno di patate e formaggio fuso, per finire al dessert con tortino caldo di ribes neri e gelato al cioccolato bianco, tutto ottimo!!! Cena stupenda, cibo di vera qualità, sapori delicati e gustosi… che dire, nemmeno troppo caro se rapportato al costo della vita in Finlandia, voto 10!
La sera successiva siamo stati invece allo Zetor, proprio vicino ai grandi magazzini Stockmann e all’altro ristorante Virgin Oil. Qui l’ambiente cambia molto rispetto al Savotta. Da una parte il locale è adibito a disco pub, molto carino arredato con vecchi trattori che vengono ora utilizzati da banconi su cui fermarsi a bere e al cui centro c’è una piccola pista da ballo e un tavolo verde da gioco; dall’altra parte invece c’è la zona ristorante, anche questa molto rustica, con tavole apparecchiate di bianco e rosso e separè fatti di reti di metallo! Il cibo anche qui tipico e ottimo, abbiamo mangiato pane di segale e burro, blinì con salse di salmone, caviale e renna e per finire stufato di renna con contorno di purea di patate e immancabili mirtilli e bruschetta farcita del boscaiolo con pane in cassetta, bistecca di maiale, funghi e tanto formaggio fuso! Per contorno un’insalatina leggera per sgrassare! :-D L’ultima sera abbiamo preferito tenerci leggeri (per il volo del mattino successivo) e abbiamo preso un mega cheeseburger con pancetta e salse e contorno di patate fritte al Morrison’s, sempre centralissimo e sempre tutto annaffiato dalla Lapin Kulta.

 Ravintola Virgin Oil

Come ti è sembrata la popolazione finlandese?

Per quel poco che ho potuto vedere, assolutamente meravigliosa! La sera dell’ultimo dell’anno sono rimasta davvero allibita quando, dopo lo spettacolo di luci ed i tradizionali fuochi d’artificio, la folla che riempiva la piazza si è incanalata ordinatamente verso il porto e verso il parco Esplanadi, per poi andare ognuno dove voleva. L’anno scorso a Parigi per la calca avevo avuto molta paura!
Naturalmente non si può giudicare in così poco tempo l’atteggiamento di una popolazione… anche perchè di solito i difetti escono sempre fuori successivamente! :-)

 Piazza della Stazione

Ti è sembrata una città che funziona nel suo complesso? O c’è qualcosa che sistemeresti?

Anche in questo caso, in tre giorni di soggiorno non posso permettermi di affermare che sia tutto perfetto, forse (si spera per rincuorarsi!) anche loro avranno qualcosa che non va e anche qui la popolazione si lamenterà di cose di cui ci lamentiamo noi altri. Da quel che ho sentito durante questa vacanza comunque mi sembra che le cose, nella Finlandia in generale, vadano piuttosto bene… tasso di disoccupazione quasi zero, assistenza sanitaria e servizi alle famiglie direi super (non solo le donne finlandesi hanno 3 anni di maternità… ma i papà hanno anche la paternità!).
A questo proposito leggevo su una guida turistica dell’ente del turismo finlandese che, nascere in Finlandia, viene tutt’oggi paragonato a vincere la lotteria!!! Che altro dire?!?!!

Cos’hai comprato di bello da portare a casa?

Mi sono limitata a fare acquisti al mercatino scoperto, in piazza del mercato, e allo storico mercato coperto… anche perchè se ci si guarda intorno si fa presto ad acquistare di tutto… soprattutto tante cose belle per la casa, vista la loro famosa arte nel design.
Ho quindi acquistato prodotti alimentari del marchio Santa Claus, una fondazione finlandese che promuove cibi tipici e riutilizza parte del denaro raccolto a favore di attività benefiche che si curano di bambini in tutto il mondo. Inoltre ho comprato alcuni oggetti in legno raffiguranti alci o renne e cose molto tipiche di questo genere… insomma, sono rimasta in tema natalizio… tornando anche un po’ bambina!

 Artigianato di Design

Mercato coperto Kauppahalli

Quest’ultima non è esattamente una domanda.
Un pensiero su Helsinki, parla liberamente di quello che preferisci.

Ogni luogo in cui mi reco prende un piccolo posto nel mio cuore, forse per il modo in cui mi preparo prima di partire, forse perché scelgo con attenzione le destinazioni che decido poi di visitare… qualsiasi sia il motivo, anche stavolta è così, anche Helsinki è entrata a far parte del mio mondo personale, e si è “sistemata” tra i luoghi più amati… quelli in cui potrei vivere, quelli in cui mi sarebbe piaciuto nascere e quelli in cui sogno, nei momenti di avvilimento, di poter scappare!
Ma saprattutto uno di quei luoghi di cui rispetto e stimo lo stile di vita!


Un ringraziamento particolare a Marina, per la bellissima intervista e per le splendide fotografie.

martedì 17 giugno 2014

InterView: Finlandia - Maria

17 giugno 5 Comments

Un nuovo post sulla mia adorata Finlandia si affaccia nel mio blog!

Casualmente, ho avuto modo di conoscere una persona che condivide con me l’amore per questa favolosa terra, così ho pensato bene di non farmela scappare decidendo di farle una bella intervista! Ecco a voi, per InterView, l’amica Maria!

‘Finlandia amore mio.’ Come è sbocciato l’amore?

La mia professoressa d’inglese delle medie portò in classe uno di quei form da compilare per avere gli amici di penna. A me capitarono un paio di persone alle quali scrissi, ma che non mi risposero mai. E poi, un giorno, arrivò una lettera tutta azzurra da una ragazzina finlandese che è, tuttora, mia amica e corrispondente. Da quel momento tutto quello che viene dalla terra dei laghi, io lo guardo con un occhio particolare, mi sembra che sia a priori interessante!

Esattamente quali posti hai visitato?

Sono stata ad Oulu e nell’interno di quella zona, visitando paesi medio-piccoli e piccolissimi come Revonlahti e Raahe, ma ho visto anche Rovaniemi con l’Arktikum museum e il villaggio di Babbo Natale, Tampere e la sua bella cattedrale, oltre al parco dei divertimenti Sarkanniemi e la stazione sciistica di Iso-Syote. Purtroppo non ho avuto modo di visitare Helsinki (lo so, è ridicolo!) se si esclude l’aeroporto (che poi è a Vantaa, quindi nemmeno vale).

Quale di questi ti è rimasto particolarmente nel cuore e perchè?

Sembrerà strano, ma proprio il minuscolo paese natale (800 abitanti) della mia amica, Revonlahti: abitare immersi nel verde, fare la sauna e il bagno nel fiume per me sono state esperienze bellissime, oltre al fatto che sono stata accolta come una persona di famiglia.

Cos’è che proprio non capisci della Finlandia o dei suoi abitanti, diciamo quindi un aspetto negativo?

La mia risposta è senza dubbio vista con gli occhi della turista, ma ho notato che i rapporti interpersonali – soprattutto fra giovani uomini e donne – sembrano difficili se prima non sono aiutati da generose dosi di alcol. Ma io vengo dall’Italia del sud, dove anche la vecchietta in fila dietro di te al supermercato ti attacca bottone.

Hai tentato la lettura del poema epico finlandese Kalevala. Cosa ti ha colpito di questa lettura?

Il tono rapsodico e la totale sensazione di creazione di un mondo, almeno per la parte che pertiene alla cosmogonia: siamo abituati ad associare epica a Omero, ma in questo caso sembrerebbe più un incrocio tra Esiodo e un qualche poema vedico dalle centinaia di migliaia di versi. In una sola parola, vertiginoso.

Ti invito a pranzo a Helsinki, cosa ti va di mangiare?

Considerando che la Finlandia è l’unico Paese da me visitato in cui esistono dei fast food vegetariani, direi che possiamo farci un panino da Vegemesta.

Arto Paasilinna, celebre scrittore finlandese, cosa apprezzi di lui?

Il suo umorismo molto leggero e la sua capacità di raccontare situazioni paradossali e le loro ancor più assurde conseguenze come se fossero la cosa più normale del mondo.

Abbiamo gusti simili per quanto riguarda la musica, la tua canzone preferita nata da un gruppo finlandese?

Autumn Harmony, dei For my pain, un gruppo formato da vari musicisti (alcuni dei Nightwish, mentre il cantante è Juha Kylmanen dei Reflexion, band di Oulu). E’ una canzone molto malinconica, ma mi ricorda un periodo meraviglioso della mia vita. Ah beh, e poi qualsiasi cosa esca dalla bocca di Ville Valo.

Dicci una parolina in suomi!

Kiitos! (la prima parola che ho imparato dopo i bestemmioni sanguinosi, che notoriamente sono le cose che ci si insegna reciprocamente fra amici di lingua diversa)

Secondo te, chi intende visitare la Finlandia per la prima volta cosa non deve assolutamente perdersi?

D’estate o d’inverno, la meraviglia della sua natura… laghi, fiumi, boschi, ma attenti ai moscerini!

Se ti dico Alvar Aalto, cosa mi rispondi?

Il sanatorio di Paimio, da totale profana, perché era nel mio esame di storia dell’arte moderna all’università.

Un lato negativo e uno positivo della popolazione finlandese?

Negativo, come accennavo sopra, forse la diffidenza o la troppa timidezza, almeno agli occhi di un visitatore dell’area mediterranea. Lati positivi moltissimi: sono persone gentili e generose, e quando si affezionano a te è davvero come se fossi di famiglia.

Ci racconti un aneddoto divertente che ti è capitato laggiù?

L’ultima volta che sono andata a trovare la mia amica mi è capitato di dover passare una giornata da sola con sua madre, la quale parla poco inglese (sulle telefonate tra lei e la mia di madre, ci vorrebbe un’intervista a parte!) e, ovviamente, nessuna parola di italiano ma, non so dove, è riuscita a reperire un manuale di conversazione finlandese-italiano e abbiamo passato la giornata a ridere perché lei diceva in italiano cose tipo “ho la diarrea, potrebbe indicarmi un bagno?” e io di rimando tentavo di leggere in finlandese la traduzione di “grazie, ma preferisco che ci facciamo solo le coccole” e simili.

Stai per tornare in Italia e vuoi comprarti un souvernir, cosa acquisti come ricordo?

Un cappello sami! Anzi, no, ce l’ho già…

Qualche parola sul Salmiakki.

Dicono che sia quel tipo di cibo a cui devi fare il gusto. Come la Guinness, per intenderci. Sarà, ma la prima volta per me è stato un trauma! Ora però posso dire fieramente di aver mangiato la liquirizia salata!

Ultima domanda: Se la Finlandia fosse:

Un colore: verde

Un sentimento: nostalgia
Un aggettivo: magnetica

Koti on siella missä sydämesi on