mercoledì 30 luglio 2014

127.0.0.Davide La Rosa - Intervista al suo Roberto Giacobbo

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Questo è un post di cui vado orgogliosissima, recuperato dal mio vecchio blog. Non avendo nessunissima intenzione di perderlo per strada, ve lo ripropongo. 
Un solo appunto: Giulio Andreotti, all'epoca di questa mia intervista, era ancora vivo e vegeto : )
Godetevela!


Da parecchio tempo ormai, grazie al Blog di Paolo Attivissimo, 'Il Disinformatico', ho scoperto questo talentuoso fumettista di nome Davide La Rosa. Un ragazzo con un'ironia strepitosa, che crea fumetti disegnati male (di proposito) su svariatissimi personaggi dello spettacolo e non. Da poco ha pubblicato la riedizione aggiornata del suo libro intitolato 'Dio' che ha per protagonista proprio il Divino.
Più avanti pubblicherò anche un post dedicato alla recensione del libro, ma ora voglio dedicare questa pagina all'intervista che gentilmente mi ha concesso uno dei personaggi che io preferisco in assoluto essendo anch’io amante del mistero. Sto parlando di Roberto Giacobbo.

Ringrazio Davide La Rosa per il prezioso tempo dedicato a questo mio blog e passo subito all'intervista!

15 domande al noto misteriologo per antonomasia, misterioso termine di cui ignoro assolutamente il significato, ma sono certa che ce lo spiegherà volentieri lui.

1 Lighthousely: Un caro saluto a te Roberto e a tutti gli amici di Voyager!
Seguo sempre con immense trasecolate la tua bellissima trasmissione e sono molto onorata di averti come ospite nel mio blog. Inizierei con la prima domanda sei sei d'accordo.

Roberto: Meno male che hai salutato con la formula corretta. Altrimenti sarei stato costretto a squalificarti dal programma. L'onore è tutto mio. Possiamo iniziare.

2 Lighthousely: Allora, Roberto, ci vuoi spiegare cosa vuol dire la parola 'antonomasia'?

Roberto: E' una parola misteriosa (forse di Gallarate o forse Maya)... non si sa molto ma, appena avremo delle notizie in riguardo, ti terrò informata.

3 Lighthousely: Innanzitutto ti chiederò come mai sei così interessato ai misteri misteriosi, ti è forse accaduto qualcosa di inspiegabile nella vita che ha acceso la tua passione? Un pò come Ruggeri che ha tratto ispirazione dalla misteriosa perdita precoce dei suoi capelli e dal misterioso successo come cantautore o come Mulder che ha scoperto di essere il misterioso figlio dell'uomo che fuma, marito della madre, moglie di suo padre, padre della sorella scomparsa la cui gemella clonata è stata partorita da Scully?

Roberto: Mia Suocera mi ha iniziato al Mondo dei misteri e, per questo, le devo molto.

4 Lighthousely: Cosa ne pensi appunto di Enrico Ruggeri? Siete amici nonostante la rivalità professionale?

Roberto: Ruggeri è un copione dovrei strappargli tutti i capelli... per fortuna altri (forse alcuni alieni) ci hanno già pensato.

5 Lighthousely: Devi sapere che ho giocato a tutti i Gabriel Knight (giochi pregni di trasecolate a non finire...) e che in quello 3D, dove per impersonare Gabriel hanno scritturato MacGyver, ho scoperto l'esistenza di Rennes-le-Château. Un paesino affascinante nonostante i pixel enormi, che vorrei visitare prima o poi! Hai qualche dritta da darmi in merito?

Roberto: Sì, prova il caciucco... lo fanno più buono di quello che fa lo stesso MacGyver.

6 Lighthousely: So che sei chiappe e camicia con il noto archeologo egiziano Zahi Hawass (sarei curiosa di sapere chi è la camicia e chi le chiappe...) Si vocifera che in realtà si tratti di Gino Bramieri travestito da Zahi Hawass con le sopracciglia posticce, tu che di mistero sei tuttologo, cosa puoi dire in merito ai tuoi telespettatori?

Roberto: Ah-ah-ah... quella cosa di Gino Bramieri è stupenda... oddio, spero non mi senta Zahi... non voglio che mi faccia di nuovo tanto male (credo di aver risposto anche a quella cosa della camicia).

7 Lighthousely: Passiamo ad un altro tema affascinante. I famosi crop circles, i cerchi nel grano. Tu credi che siano opera di entità aliene, di Jean Louis David o del Mulino Bianco?

Roberto: Mulino Bianco... ci sono tante prove a confutare ciò. Una di queste è che uno li vede sempre all'orario di colazione.

8 Lighthousely: E degli Ufo invece? Cosa ne pensi? (Secondo il mio modesto parere si tratta del servizio di piatti che Dio lancia contro il giovane Davide ogni volta che lo fa arrabbiare)

Roberto: E' molto probabile... io stesso ho lanciato dei piatti al giovane Davide.

9 Lighthousely: Saltando sempre di palo in frasca (misterioso modo di dire, non trovi?), ti chiedo il tuo parere su tutti questi personaggi famosi e sulle loro presunte morti, come Marilyn Monroe, Elvis Presley, Paul Mc Cartney, Michael Jackson, Mike Bongiorno, Moana Pozzi, Gesù, Beep Beep e Giulio Andreotti...

Roberto: Io tratto solo la morte dei cantanti... e si sa: i cantanti famosi sono stati tutti uccisi da Salieri... l'unico cantante famoso ancora in vita è Andreotti.

10 Lighthousely: Passiamo ora ai fantasmi, argomento che mi fa sempre trasecolare addosso; esiste una prova tangibile della loro esistenza?

Roberto: Sì, il mio parrucchiere mi ha giurato di averne visto uno... io mi fido della sua parola.

11 Lighthousely: Una domanda che non posso assolutamente esimermi di fare: Visto che nel 2012 ci sarà la fine del mondo, potresti per cortesia versare tutti i tuoi soldi sul mio conto e intestarmi le tue proprietà? Tanto non ti serviranno più...

Roberto: Ok, è una buona idea.

12 Lighthousely: Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi del sedicente Divino Otelma. Io trovo che sia il comico migliore di tutto Zelig e che i suoi immensi poteri paragnostici, parapsichici, parapsicologici, paranormali, paracaduti, paraventi, paracarri, paraflù, siano inimitabili.

Roberto: Il divino Otelma in realtà è un complotto della CIA e, noi di Voyager, stiamo cercando le prove... e siamo su una buona strada.

13 Lighthousely: Ho saputo che conosci un certo Davide La Rosa e che costui è un losco figuro, forse un man in black o un chierichetto. Cosa ci puoi dire di lui?

Roberto: Mai sentito nominare... ma spero che venga rapito da una lontra mutante.

14 Lighthousely: Hai mai fatto una puntata di Voyager sull'unico essere immortale che racchiunde in se il mistero di milioni di anni, di vita extrasolare, di poteri paranormali più fighi degli X-Man e Ratman messi insieme? Sto parlando ovviamente di Chuck Norris (trasecolo al solo pronunciar il suo nome), il pugno più doloroso del 'raggio mento volitivo' di Mussolini.

Roberto: Trasecolo anche io. Non molti lo sanno ma Chuck Norris mi salvò, anni fa, da uno Yeti che, incredibile a dirsi, mi aveva accusato di avergli rotto la macchina.

15 Lighthousely: L'ultima domanda che chiuderà quindi questa misteriosa intervista è la seguente: Tu ci credi in Dio, o come nel caso di Chuck Norris (Brrrr ritrasecolo...) è Lui che crede in te?

Roberto: E' una bella domanda. Ma se io sono fatto dell'immagine e somiglianza di Dio allora io sono Dio e lui è Giacobbo... non so cosa significhi quello che ho detto... quando avrò delle novità a proposito ti terrò aggiornata.

16 Lighthousely: Si lo so, le domande dovevano essere 15, ma questa è un'intervista misteriosa quindi misteriosamente è comparsa una sedicesima domanda. Prima di fartela ti ringrazio ancora per il tempo dedicato a questo blog e ti rinnovo i complimenti per la trasmissione! Un caro saluto a te Roberto e a tutti gli amici di Voyager!
Ed ora la domanda misteriosa. Momento Marzullo: Fatti una domanda e datti una risposta!

Roberto: Quanto di Maya c'è in me? il 38%.

Grazie a te per l'intervista e complimeneti per il blog. Blog, è composto da 4 lettere come il nome Gesù... solo coincidenze? Noi di Voyager pensiamo di no.
Tanti saluti e tante trasecolate.
Roberto Giacobbo

Questo l'indirizzo del blog di Davide, 
dove potrete farvi grosse risate assicurate!

sabato 26 luglio 2014

​​Listography #3: Favourite films

26 luglio 0 Comments

Dajè col terzo post dedicato al progetto Listography: Film preferiti.

Tranquilli, la lista sarà più corta della precedente. Non sono moltissimi i film per i quali ho perso letteralmente la testa, e che dovete assolutamente vedere, se non lo avete già fatto.

Poi certo, me ne piacciono molti di più, vedi la saga del Signore degli Anelli, Harry Potter, tre su sei Star Wars, L'eleganza del riccio, alcune (ma solo alcune) trasposizioni dei libri di S. King, vecchi capolavori come L'aero più pazzo del mondo, tanto per dirne alcuni…

Cercherò di metterli in ordine d’importanza.

Gattaca – Al primo posto della mia personale classifica, impossibile da scalzare per sempre, c’è il film di Andrew Niccol del 1997, con Ethan Hawke, Uma Thurman e Jude Law, con le musiche del grandissimo Michael Nyman. Non sto nemmeno a spiegarvi perché, dovete vederlo e basta. Vi basti sapere che guardare Gattaca è come guardare dentro di me.




Ogni cosa è illuminata - Di Liev Schreiber con Elijah Wood del 2005, basato sul libro del mio scrittore preferito Jonathan Safran Foer. Un film illuminante e illuminato. Una trasposizione meravigliosa.




In compagnia dei lupi - Un film del lontano 1984 diretto da Neil Jordan, che vede tra i protagonisti anche Angela Lansbury. Si tratta di una rivisitazione in chiave psico-onirico-horror della celebre favola di Cappuccetto Rosso. Un film difficile, psicadelico, non per tutti, ma veramente stupendo. Purtroppo il trailer è in inglese, portate pazienza : )




Modifica del 12 Ottobre 2014
Vi lascio questa simpaticissima recensione video di In compagnia del Lupi fatta da Synergo. Mai parole furono più azzeccate.




Minority Report – E’ un film del 2002 diretto da Steven Spielberg, ed interpretato da Tom Cruise e Colin Farrell. Basato su un racconto di Philip K. Dick, di cui sono grande fan, è un film cervellotico e dannatamente geniale.




Frankenstein Junior – Credo che le parole siano superflue.



mercoledì 23 luglio 2014

Travel Reportage of a Sister City: Helsinki, Finland

23 luglio 0 Comments
Fra i vari post salvati dal mio vecchio blog, ce n'è uno che ho a cuore in particolar modo, motivo per cui lo riporto qua oggi! 

Questo mio post è dedicato a Giulia ed è un sincero grazie per la splendida intervista che mi ha fatto sulla mia amata Helsinki!
Giulia ha due passioni in comune con me. La fotografia e i viaggi.  E' un'anima libera, che gira il mondo con la sua macchina fotografica al collo e che parla svariate lingue, adattandosi un po' dappertutto.

Cura il bellissimo blog Travel Reportage, che vi consiglio caldamente, e ha ricevuto svariati riconoscimenti e premi per il suo incessante lavoro.

Ve la presento! 


Ecco cosa scrive di lei sul suo blog:

Hey everyone, this is Giulia. 
I am Italian by birth, but I still have to find my “home”. 
I guess I found it in Egypt, but I want to go on exploring the world and see it all before settling down! Well, I change my plans almost on a daily basis, so I have no idea where I’ll end up, but I’m fine with it!
I always loved to travel but now I am on what I call a “slow, slow RTW trip” – I spend a few months in a place, working to pay for my living, then move on to the next place.
I spent 9 months in Cairo, Egypt and I am back in Italy (“home”) for a short while. Then, South America! But who knows what will happen in the meantime?

Catch you on the road! Love my life!


GRAZIE GIULIA!

sabato 19 luglio 2014

The Listography Project #2: ​​​​Pets you've had and their names

19 luglio 2 Comments

Rieccomi, stranamente puntuale, con il secondo post dedicato al progetto Listography: Gli animali che ho avuto e i loro nomi. 

Oh per la Peppetta, da dove comincio? Beh, tentiamo un ordine cronologico e perdonate la qualità pessima delle foto: 

Uccellini  – Non mi chiedete il tipo, i nomi, i colori e quanti erano, perché parliamo del Pleistocene; devo aver avuto qualcosa come tre anni. Ricordo solo che un giorno scapparono dalla gabbia e svolazzarono per tutta la casa. Mia madre correva avanti e indietro cercando di acchiapparli e io ridevo come una matta. Now, sono profondamente contraria alle gabbie.

Pesci rossi a coda semplice vinti a qualche festa – Idem come sopra, ero troppo piccola, ma ricordo che ne ho avuti parecchi.

Un pulcino vinto a una festa e portato a casa in un cartone del latte – Non ricordo il nome, anche qua ero piccolissima, ma ricordo che scorrazzava (e scagazzava)  per il bagno e mi piaceva un sacco perché era giallo e morbido. Non ho mai saputo cosa sarebbe diventato da grande. Se una gallina o una paperella. Non ho mai saputo nemmeno che fine ha fatto, visto che lo abbiamo tenuto con noi per poco tempo. Mi auguro non sia diventato un petto di pollo con le patate.

Un barboncino bianco – Appena preso, dopo qualche giorno è morto, anche in questo caso io ero molto piccola. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a dargli un nome. Mia madre fece di tutto per far chiudere quel negozio di animali perché scoprimmo che vendeva bestiole malate e ci riuscì. I miei decisero che mai più avremmo preso un cane e soprattutto mai più comprandolo in negozio.

Le ultime parole famose: un cane bastardino, adottato però e non comprato, nella nostra casa di villeggiatura in affitto a Tolè. Si chiamava Cirillo. Era marroncino e cicciobotolo. Mi salvò da un branco di cani brutti e cattivi facendoli scappare e così rimase a vivere con noi. D’estate stava con noi, gli altri mesi con i proprietari della casa. Quando, ogni agosto, tornavamo a Tolè, lui riconosceva il rumore della nostra scarcassata Fiat 127 bianca e correva al cancello pazzo di gioia.

Il mio primo gatto. Pepe. L’ho preso che aveva circa dieci giorni e l’ho svezzato io con siringa e latte. Era nato in una stalla dove viveva un cavallo, a Frassinoro, in montagna. Era il 1988 quando lo portai a casa in una scatola da scarpe piena di cotone idrofilo. Non camminava ancora, e stava tutto in una mano. Avevo 13 anni. E’ morto dopo 23 anni di onorata amicizia, tre anni fa. Le sue ceneri riposano sul pianoforte del mio salotto. Non mi pronuncio sul dolore che ho provato, perché penso possiate capirlo da soli.


Un acquario d’acqua dolce da 32 litri nel quale hanno vissuto e si sono riprodotti moltissimi pesciolini tropicali deliziosi. Chiaramente è stato impossibile dare un nome a tutti loro, ma con alcuni riuscivo anche a giocarci perché erano molto intelligenti.

Un coniglio nano bellissimo e dolce come il miele. Blue. Di un’intelligenza sopraffina. Giocavamo a nascondino. Si voltava, io mi nascondevo, lo chiamavo e lui veniva a cercarmi e quando mi trovava faceva salti alti mezzo metro dalla gioia. Poi mi voltavo io e il gioco ricominciava perché era lui a nascondersi. Faceva le fusa come un gatto e dormiva nel letto con me. Era il coniglio più bello e bravo del mondo e aveva un occhio azzurro e uno nocciola. Preferisco non spiegare come è volato in cielo. Ci sto ancora troppo male.


Un secondo coniglio nano, sempre bellissimo, ma bastardo come la sabbia nei porcini al ristorante. Filippo. Chiamato così dall’amico che lo possedeva prima di me e già questo doveva essere un campanello d’allarme. Nessun coniglio sano di mente si farebbe chiamare Filippo senza protestare. Insomma era un coniglio di seconda mano e dopo avermelo rifilato con un tranello fatto di belle parole, ho capito perché il mio amico ci tenesse tanto a darlo via. Cretina. Filippo, inutile dirlo, è diventato presto un coniglio di terza mano, perché io, con un tranello degno del precedente proprietario, l’ho rifilato a un altro amico, il quale, ho saputo successivamente, l’ha rimbalzato a un altro ancora che aveva una casa in campagna. Mi auguro che "Filippo di Quarta Mano" non sia finito con le patate anche lui, anche se mi è stato assicurato di no. Non si sa mai, un tranello tira l’altro.

 

Un criceto color champagne di un’amica che, rimasta incinta, non poteva più tenere. Pipetto. Delizioso e stronzetto, ma mai quanto Filippo. Vi posso assicurare che Pipetto è morto di vecchiaia. Niente patate.

Due pesci rossi Moor, quelli col faccione e la codona sventagliosa, Posi e Nega. Anche in questo caso preferisco non spiegare come sono morti. Ci sto ancora male.

Ho adottato a distanza, tramite la LAV, Billy, un cagnolone bellissimo e patatoso.


E sempre tramite la Lega Anti Vivisezione, ho adottato a distanza anche un cavallo, Dylan. Creature meravigliose, i cavalli. 


Due gatti, i miei bambini: Felix e Birillo. Sono due Angora Turchi, fratelli della stessa cucciolata. Gli amori della mia vita. Vivono con me e mio marito da 6 anni ormai e sono la cosa più meravigliosa del mondo, persino dei cuccioli di unicorno.




mercoledì 16 luglio 2014

InterView: Helsinki - Anna

16 luglio 8 Comments

Sempre per l’etichetta InterView, oggi parleremo con un’amica nuova di zecca: Anna.
Anna, parecchi giorni fa, ha lasciato un commento a dir poco meraviglioso sul mio blog, 
che forse qualcuno di voi ha letto. Nel dubbio lo riporto qua:

"Ciao cara :) ho trovato il tuo blog per caso cercando informazioni su Helsinki su Tripadvisor. Sono partita dal primo link, ho letto diversi post e mi sono meravigliata di quanto i miei e i tuoi pensieri sulla Finlandia siano simili, dunque sono approdata al secondo e infine eccomi qui. 
Non posso che sorridere leggendo che Helsinki è una tua amica. Io non ci sono mai stata, di viaggi ne ho fatti diversi e in molti posti bellissimi ma sono profondamente convinta che lei, Helsinki, deve dirmi qualcosa. Mi chiama da anni. 
Mi trovi pienamente d'accordo sul pensiero che c'è dietro questa tua nuova iniziativa dell'InterView, io amo viaggiare proprio perchè amo vivere le città del mondo per collezionare esperienze, sapori e odori nuovi. Proprio per questo credo che ti scriverò presto una mail, abbiamo tanti di quei pensieri in comune che non saprei da dove cominciare.  Mi piacerebbe moltissimo partecipare all'InterView ma qualcosa mi dice che la città più bella da raccontare sarà quella che spero di vedere a luglio per il mio compleanno. Helsinki."

Ebbene, Anna, come aveva annunciato, si è appena concessa un breve viaggio a Helsinki per la prima volta, ed è tornata da pochissimo, così non mi son fatta sfuggire l’occasione e l’ho immediatamente intervistata.

Andiamo a leggere cosa ci racconta. Le foto sono sue! 

Ciao Anna, la prima domanda sorge chiaramente spontanea: hai detto che Helsinki ti ha chiamata per anni e ora tu le hai finalmente risposto; hai capito cosa volesse dirti?

Mi sono fatta questa domanda per tutto il viaggio e non ho ancora trovato la risposta. Di sicuro non mi pento di esserci stata, è una bellissima città e merita davvero una visita, me la aspettavo un pò più spartana e invece in alcuni punti mi ha ricordato Praga, una città che amo. L'aria che si respira poi, è fantastica.

Sei stata a Helsinki soltanto tre giorni, purtroppo. Ti sono bastati per comprenderla? Non intendo “conoscerla”, intendo soltanto “comprenderla”. Cosa pensi di aver colto, di lei?

Assolutamente no, non mi sono bastati. Sono bastati per un assaggino e per riflettere su quello che c'è veramente lassù, ma sento che mi mancano ancora tanti pezzi di Helsinki. C'è qualcosa che ancora non ho colto e tante cose che voglio vedere.

Così che i lettori possano capire se un week end lungo è sufficiente, ci racconti cosa sei riuscita a visitare?

In realtà Helsinki l'ho girata per due giorni su quattro, il giovedì siamo arrivati a Helsinki a mezzanotte e la domenica siamo partiti poco dopo pranzo (la mattina siamo stati a caccia di souvenir e basta). Diciamo che un weekend basta per farsi un'idea della capitale finlandese, anche perchè molte attrazioni si trovano tutte in zona porto. 


Dov’è, invece, che non sei riuscita ad andare per questioni di tempo e che vorresti vedere magari in futuro?

Avrei voluto visitare lo zoo di Korkeasaari :( e poi Vallila. Più che altro avrei voluto visitare qualche altra città vicina tipo Espoo o Turku. 

Di tutte le cose che hai visto, cosa ti ha colpito in particolar modo?

Katajanokka è più bella di quanto mi aspettassi e anche il porto mi è piaciuto da morire, col sole è veramente uno spettacolo. Kauppatori è stupendo. Poi adoro il rapporto dei finlandesi con la musica, me ne sono resa conto osservando i concerti alla fine dell'Esplanadi e i musicisti sparsi per la città. E' musica "sentita".


C’è un aspetto di Helsinki che non ti è proprio piaciuto?

Come ti dicevo via mail, i centri commerciali non mi hanno entusiasmato. 

Cos’hai mangiato di buono e cosa di ‘cattivo’?

Di buono il salmone del mercato, le polpette di renna e ovviamente il cioccolato Fazer. Di cattivo cattivo direi nulla, non ho amato particolarmente la karjalanpiirakat (la tortina careliana) e il loro caffè. Pure il pesce a colazione mmm...

So che prima di andare a Helsinki, ti sei documentata moltissimo, anche attraverso me: c’è però qualcosa, su Helsinki o il popolo finlandese, che hai scoperto in loco e che prima non sapevi? Qualcosa che, si può dire, ti ha stupito?

Prima di tutto i finlandesi non sono freddi come dicono, cioè non è che ti ignorano o non ti filano come mi aspettavo. Sarà l'estate, ma tutti quelli che ho incontrato sono stati estremamente gentili e sorridenti, tutti veramente adorabili. 

Viceversa, dopo esserti così documentata, c’è qualcosa che ha deluso le tue aspettative?

Suomenlinna me la immaginavo un pò diversa, più "fortezza" e meno natura, ma del resto non l'ho visitata tutta. Il Parco Sibelius me lo pensavo una cosa tipo Central Park (giuro), l'ho intravisto dall'autobus e mi è sembrato piccolissimo!

Immagino che ti sia portata a casa qualcosina come ricordo, ci racconti cos’hai comprato?

In realtà ho preso poche cose rispetto ai miei standard, perché i prezzi purtroppo sono abbastanza alti. Mi hanno impressionato i dipinti e le foto di Helsinki esposte al Kauppatori e sono capitata al banchetto di un ragazzo che vendeva delle fotografie scattate da lui. Erano tutte stupende e ne ho comprate due, una è Piazza del Senato innevata con una ragazza dall'ombrello rosso e una è un paesaggio innevato di notte, tutto sui toni del blu. Ho fatto un sacco di complimenti a quel ragazzo, quelle foto le avrei comprate quasi tutte. Le adoro e non vedo l'ora di incorniciarle, sono anche firmate.


So che sei andata in dolce compagnia. Cosa ne pensa lui, di questa città?

Lui si aspettava una cittadina con le casette rosse dal tetto spiovente tipo Groenlandia o terre sperdute della Norvegia, anche se gli avevo mostrato varie foto di Helsinki. E' partito più per aiutarmi a realizzare il mio sogno di vedere la città che per reale curiosità, ma alla fine Helsinki gli è piaciuta parecchio, soprattutto per il mare e per il cibo!

Ci racconti un aneddoto che ti è accaduto lì?

Eravamo da Stockmann a cercare una libreria perchè volevo comprare una grammatica finlandese. Siamo capitati al piano dell'elettronica e Marco ad un certo punto mi ha chiamata perchè aveva trovato dei ventilatori a dir poco particolari, questi:


Siamo rimasti un quarto d'ora a fissarne uno, Marco ci infilava le mani in mezzo in continuazione e si chiedeva come funzionasse quell'arnese, quando si è avvicinato un commesso e ci ha chiesto se avevamo bisogno di aiuto. Gli ho detto che eravamo incuriositi da quell'oggetto e che in Italia non l'avevamo mai visto. Mi aspettavo che ci ignorasse o ci mandasse via, invece si è messo lì a spiegarci pazientemente la storia di quel ventilatore così strano. Ci ha spiegato che era nato in Inghilterra e che appena approdato in Finlandia aveva incuriosito tantissimi finlandesi, al punto che c'era stato un vero e proprio boom. Ha finito il discorso dicendo che magari potevamo spargere la voce anche in Italia e che prima o poi arriverà anche da noi. Il tutto senza tentare minimamente di vendercelo (anche perchè costava sui 300 euro ed era anche piuttosto grande!).

A Helsinki, come in quasi tutte le città costiere, il tempo è pazzerello. Che clima hai trovato? 

Abbiamo trovato un tempo fantastico! La sera che siamo arrivati c'erano 13 gradi e un pò di pioviggine, gli altri giorni invece c'è stato un sole stupendo e temperature intorno ai 20°C, al punto che mi sono scottata la faccia.

C’è un punto esatto, come una panchina, la scalinata di una chiesa, una coordinata precisa, che volendo potremmo addirittura cercare su una mappa, dove hai lasciato un pezzetto del tuo cuore?

C'è un punto a Katajanokka dove c'è un monumento che se non erro si chiama Sea Mine, è una mina. Davanti a questa mina ci sono gli scogli e il mare, io e Marco ci siamo seduti dieci minuti lì a riposarci. Mi è piaciuto moltissimo, ricordo di aver pensato che mi piacerebbe vivere lì e che quel mare mi da un senso di tranquillità assurda. 

Se Helsinki fosse:

Una canzone: Ho avuto in testa Drawn & Quartered degli HIM per quasi tutto il viaggio!
Un dipinto e una poesia: Purtroppo non mi intendo di arte e poesia, non ti so rispondere a queste ultime due :(

sabato 12 luglio 2014

The Listography Project #1: Firsts

12 luglio 2 Comments

A noi donne piacciono cose davvero strane. No, non quelle; maliziosi che non siete altro. 
Ci piacciono le borsette, le scarpe e magari i fiori di campo, i cuccioli o le riviste patinate, ma andiamo pazze anche per la cancelleria, ad esempio. Ci sono donne, vedi me, che non riempirebbero gli armadi di vestiti, bensì di gomme da cancellare profumate, matite HB, pennarelli, evidenziatori Stabilo Boss, portapenne, graffette colorate, quaderni, pantoni, agende (ohh le agende poi, quanto ci piacciono!) e penne stilografiche -meravigliose quanto un unicorno-, ma non sottovalutateci, ci piacciono anche i post-it, i Fabriano ruvidi A3, e i libri. Se potessi riempire i miei armadi di libri, agende, penne stilografiche e cuccioli di unicorno, beh sarei la donna più felice del mondo.

Epperò c’è una cosa davvero strana, in mezzo a tutte queste cose strane che ci piacciono, una cosa che, secondo me, andrebbe sottoposta allo studio di un’orda di psicodottori professionisti: le liste. Ecco, io non so quale sia il motivo misterioso e recondito che sta dietro il piacere che proviamo noi donne quando compiliamo una lista, eppure un motivo ci deve essere.
Sì lo so, probabilmente è colpa della nostra psicomania di avere tutto sotto controllo. Come siete noiosi.

Questa idea dei post sottoforma di lista non è mia, ma scopiazzata dal blog di un’amica, La Folle, che a sua volta ha copiato da Mareva e Misantrophia e che a loro volta hanno copiato da Nadia, la quale possiede un libro chiamato Listography. E un libro che si chiama Listography non può che risvegliare in noi donne sordidi desideri listografici a luci rosse. Ci vediamo già lì, a testa china, tutte prese a compilare chilometri di liste di ogni tipo, magari su un’agenda bellissima, usando una penna stilografica bella come il cucciolo di un unicorno.

In sostanza funziona così: circa una volta a settimana (non ci riuscirò mai a rispettare i tempi, ve lo dico fin da ora) si ruba una lista da questo libro e la si compila, postandola poi sul blog. E’ un modo carino per farsi conoscere meglio dai propri lettori e per soddisfare al contempo questo strano vizio di noi strane donne.

Ma veniamo alla parte divertente : )
L'argomento della prima lista è Firsts. La prima volta. 

1. First car

Mai posseduta un’auto. Stavo per comprarne una un giorno, ma poi qualcuno lassù che evidentemente è più saggio di me e mi vuole bene, ha fatto in modo che la cosa non andasse in porto. Soffrendo io della Sindrome di Jessica Fletcher – non c’è bisogno di toccarvi le palle in questo modo, suvvia – preferisco girare su due ruote anche se posseggo la patente B, quindi dalla bici modello maschiaccio che avevo da ragazzina sono passata allo scooter modello maschiaccio che guido tutt’ora. Un fantasmagorico F10 senza parabro.

2. First kiss

Il primo bacio… non si scorda mai. Avevo 12 anni, lui 13 e frequentavamo le stesse medie. Mi piaceva da morire perché era un figo da paura. Moro, occhi azzurri era la copia spiccicata di Kirk Cameron in Genitori in Blue Jeans, ve lo ricordate? E’ stato il mio primo grande amore a senso unico ^^’, durato la bellezza di dieci anni - lo so, sono testarda, speravo fosse amore e invece era un calesse - e oggi è un mio carissimo amico, con ancora la fila di donne fuori dalla porta. Ci vogliamo molto bene e ci siamo sempre l'uno per l’altra. Avrei almeno un paio di aneddoti da raccontare (diciamo pure figure di merda), ma eviterò per non ammorbarvi gli zebedei.

3. First drug

Qualche tiro a una sigaretta "truccata" quando ero ragazzina, una sola volta. Risultato? Tachicardia a mille e semi attacco di panico così ho detto che no, non è roba per me. Preferisco impasticcarmi con le Galatine al latte o le Zigulì.

4. First religion

Sono stata battezzata e ho fatto comunione e cresima, poi per fortuna ho acquisito la capacità di intendere e di volere e mi sono disintossicata. Sono vicina al pensiero shintoista, ma preferisco definirmi agnostica. Credo però in Quelo perché c'è grossa crisi.


5. First best friend

Marzia. E’ stata la prima compagna delle elementari che mi ha rivolto la parola e viceversa, il primo giorno di scuola. Incazzata come un drago e a braccia conserte perché non ci volevo andare, seduta sul pulmino, mi si è avvicinata e in una nuvola di boccoli dorati, occhi grandi e azzurri come il mare e un sorriso a 452 denti bianchissimi, mi ha detto: “Ciao, io mi chiamo Marzia, e tu?”
Il mio caratterino di merda era evidente già a 6 anni e senza nemmeno guardarla in faccia le ho risposto: “Chiedilo a mio padre!”

Da lì siamo diventate amiche per la pelle, due amiche inseparabili.
Marzia se ne è andata a settembre dell’anno scorso per una terribile malattia e dopo che il mio cuore si è spezzato, la mia anima non riesce a farsene una ragione.

6. First telephone

Un Motorola 8700 col display verde fosfo che giuro, se funzionasse ancora lo userei. Faceva troppo agente dell’FBI, quando per rispondere aprivi il flip col mignolo e alzavi l’antenna coi denti.
 

7. First book 

Questa è difficile. Si va troppo indietro nel tempo, ma credo un libro di filastrocche che ho scovato da poco in cantina stampato nel 1968 e che mi ha provocato un deja vù violentissimo. Alcune di quelle belle filastrocche erano corredate dalle illustrazioni di Maria Luisa Gioia a dir poco inquietanti. Tutt’ora quando lo sfoglio, provo un leggero senso di disagio, eppure ci sono molto legata.

Koti on siella missä sydämesi on