giovedì 30 ottobre 2014

127.0.0.Monaco di Baviera -Englisher Garten- Giorno 4

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Bentrovati amici e viaggiatori. Oggi, per continuare il diario di viaggio in quel della Germania, vi parlerò di un altro posto a dir poco gigantesco.

I Giardini Inglesi (Englisher Gartensono qualcosa di più di un semplice parco cittadino; si tratta del secondo giardino urbano più grande del mondo, battendo persino il Central Park di NY. In testa alla classifica c'è solo il Phoenix Park di Dublino.

Esteso per ben 3,7 chilometri quadrati (373 ettari), questo polmone verde, è attraversato dall'Isar, fiume nel quale durante la bella stagione, e non solo, i cittadini fanno il bagno e persino surf! 



All'interno del parco, che se volete girare tutto raccomando scarpe comodissime (circa a tre quarti di cammino, io e il mio compagno di viaggio siamo tornati indietro perché non ce la facevamo più e siamo grandi camminatori), ci sono una decina di Biergarten, aperti d'estate, e una quantità di tavoli con la possibilità di mangiare specialità del posto e bere fiumi di birra o sidro. Una sorta di Oktoberfest in miniatura, insomma. Uno di questi giardini della birra si trova al centro del parco sotto la Pagoda Cinese alta 25 metri, una bellissima costruzione in tipico stile orientale dove all'interno suona anche una divertente orchestrina. Si tratta del secondo Biergarten più grande di Monaco, e conta la bellezza di 7000 posti a sedere. 



Il Monoptero invece è un tempietto circolare, in stile neoclassico greco, posto su un'alta collinetta artificiale all'interno del parco che offre una bella veduta del centro storico.

Creato nel 1789 da Benjamin Thompson, l'immenso giardino è diviso in due parti da una strada piuttosto trafficata. Le due zone sono molto diverse fra loro. Una è particolarmente tranquilla e boscosa, mentre l'altra è normalmente più affollata e "inglese", con estesi prati d'erba curatissima dove i cittadini amano sdraiarsi o fare pic nic nelle giornate estive. 

All'interno del giardino vi è un grande lago che ospita persino tre isole, raggiungibili in pedalò. Qui potrete trovare un Biergarten che vanta 2500 posti a sedere!    


Per celebrare le Olimpiadi estive del 1972 (che si tennero a Monaco), su un'isoletta situata nella parte meridionale del parco furono costruiti una sala da tè ed un giardino in stile giapponese. Tuttora qui si tiene regolarmente una cerimonia tradizionale giapponese per la consumazione del tè.

Concluderò con una chicca. 
Una zona del parco è riservata ai nudisti. Non l'avreste detto, nè?

Guardatevi questa bellissima versione invernale del surf fatto in centro a Monaco :)

lunedì 27 ottobre 2014

Listography #18: Clubs and bars you've frequented

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Premessa: Mi son sbagliata perché sono rinco e non ce la posso fare, sappiatelo. 
Nel precedente post vi invitavo a leggere questo Listography, per un motivo ben preciso, ma ho sgarrato di un post. Quello che vi consiglio di non perdere è il prossimo Listography, che posterò sabato. Capirete da soli il perché, mentre riderete sonoramente della sottoscritta. ^^'

Passiamo a quello di oggi.

Pub e bar che ho frequentato assiduamente

Beh, la lista non sarebbe nemmeno troppo lunga, parliamo di una decina di locali, ma la accorcio ancora di più per questioni di privacy. Preferisco elencare posti che ho visitato in passato, ma nei quali non vado più.


Ha avuto diversi nomi, ma i più famosi sono Euforia di sabato pomeriggio e Les Bains Douches la sera durante tutta la settimana. Parliamo di una discoteca che ho frequentato per anni e anni (lavoravo in guardaroba). Non c’è più, al suo posto c’è una villa lussuosa e la cosa è abbastanza triste, visto che nella mia città era una sorta di istituzione, soprattutto per quelli della mia generazione che ci hanno letteralmente passato l’adolescenza. Ho mille ricordi legati a quel posto, come potete immaginare. Amicizie, storie d'amore, litigi e tanto altro. Ci sono ancora legatissima, malgrado non ci sia più.



Hobby One (domenica pomeriggio), idem come sopra. 

Una discoteca che esiste ancora, ma è completamente diversa da quando la frequentavo io. All’epoca somigliava di più ad una grande festa fra amici, praticamente ci conoscevamo tutti, con tanto di momento chitarra acustica suonata al centro della pista e noi tutti seduti in terra con gli accendini accesi e sventolanti in mano. Una figata. Ora è la tipica discoteca rimorchia pollastre minorenni inzoccolate piena di bimbiminkia figli di papà con le tasche piene di pasticche. 
Un vero peccato. Era un posto bellissimo. Anche qui ho tantissimi ricordi. Esattamente come per l'Euforia/LBD. 

Il mio pub preferito di Helsinki, ci vado ancora ogni volta che torno in Finlandia ed è il Kitty’s. Ne parlerò più avanti in un post dedicato alle birrerie che ho visitato, per l’etichetta Helsinki Kiitos.

Nella mia città non ho un pub preferito, ma ne ho girati davvero tantissimi. In nessuno di loro però mi sento a Casa come al Kitty’s di Helsinki.

In compenso c’è una gelateria dove vado sempre, esattamente da 28 anni, ed è uno dei pochi posti nella mia città dove mi sento davvero a Casa, ma non vi dirò quale sia. E' un segreto che terrò per me : )

sabato 25 ottobre 2014

127.0.0.Monaco di Baviera -Deutsches Museum- Giorno 3

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Il Deutsches Museum, foto tratta da Wikipedia.

Eccomi qua di nuovo per parlarvi, questa volta, di un posto a dir poco pazzesco. Terza tappa della mia prima visita in quel di Monaco di Baviera, che non mi sono fatta sfuggire nemmeno la seconda volta che ho visitato la città, molti anni dopo.

Sto parlando del Deutsches Museum, il museo della scienza e della tecnica più grande del mondo. Deutsches Museum von Meisterwerken der Naturwissenschaft und Technik.

Esteso su 47.000 metri quadrati, è diviso su 6 piani più svariate gallerie sotterranee e vanta qualcosa come 28.000 oggetti esposti, articolo più, articolo meno, provenienti da circa 50 aree diverse in ambito scientifico e tecnologico. In sostanza non basterebbe un mese, per vedere tutto con sufficiente calma. 


Vi anticipo quindi, che se intendete vederlo tutto (tralasciando comunque qualcosina) dovete starci almeno un giorno intero. Volendo, vengono organizzate anche visite guidate.

Il museo sorge dal 1903 su una piccola isola del fiume Isar e come se non bastasse esistono anche tre ulteriori distaccamenti. Due a Monaco (il primo sui trasporti e il secondo sull'aviazione) e l'altro a Bonn (sulla ricerca).

Fondato dall'ingegnere Oskar Von Miller, questo museo gigantesco vi permetterà di mettere gli occhi su alcuni importantissimi originali storici come il primo telefono a trasmissione elettrica, il primo motore Diesel, e l'apparecchiatura con la quale venne scoperta la fissione nucleare. Non si tratta di un semplice museo in stile "vietato toccare" e anzi, si propone di coinvolgere il visitatore in esperimenti e dimostrazioni, invitandolo a premere allettanti "bottoni rossi" da fine del mondo. :) 
E' uno dei pochi musei dove non regna il silenzio o gli sguardi torvi della sicurezza impettita che pedina tutti di stanza in stanza, anzi, delizia con le risate dei bambini e con quelle dei visitatori che affascinati scattano foto, toccano tutto e si lasciano trasportare dal lato infantile che ancora pulsa dentro di loro. E' un museo divertente e dannatamente istruttivo, perciò non dimenticatevi di lui quando andrete a Monaco di Baviera. 

Se siete genitori moderni e non venite colti da attacchi d'ansia causati dalla troppa apprensione, potete parcheggiare il vostro bambino al piano interrato, dove è allestita un'aerea completamente dedicata ai mocciosi (il Regno dei bambini) e dedicarvi con calma alla visita del museo. Allo stesso piano troverete le miniere (tranquilli, sono a distanza di sicurezza dai vostri pargoli ^_^), la Nano e la Biotecnologia.     

Sparsi per i vari piani troverete veri treni, carrozze, sottomarini, aerei civili e da guerra, mulini a vento, missili, elicotteri, navi e dirigibili. E' qualcosa di impressionante, ve lo assicuro. 


Ci sono decine e decine di stanze, ognuna dedicata ad un singolo argomento; la sala dei fulmini, il planetario, i sommergibili, le cave di sale, le miniere e lo spazio, solo per nominarne alcune. 

Farete certamente centinaia di foto, perché non ne avrete mai abbastanza.
A tal proposito sappiate che è possibile scattare anche con il flash, ma senza cavalletto.


Il costo per entrare è piuttosto basso, all'epoca per gli adulti erano 6€ più 1.50€ per il planetario. Ora costa 8 Euro e 50 il biglietto intero, 15 per il combinato con gli altri tre musei, e 2 per il planetario. Potrete arrivare anche sul tetto, dove vi aspetterà una bella vista su tutta Monaco. Essendo su un'isola, il museo non ha parcheggio, quindi vi consiglio di prendere un mezzo pubblico. Ce ne sono moltissimi e sono puliti, puntuali ed efficienti.


All'interno del museo c'è un ristorante self-service e persino un bar dentro ad una locomotiva riconvertita davvero suggestivo, se volete riposare i piedi dal tanto camminare e rinfrescare la gola con la solita birra ghiacciata, fateci un salto... a Monaco la birra non manca mai, nemmeno nei musei!

Per gli amanti della Finlandia, come me, è stato un colpo al cuore trovare la riproduzione di una delle navi della flotta Silja Line, l'Europa. Una riproduzione enorme e fedelissima. Al momento della sua costruzione, nel 1993, era il traghetto per trasporto passeggeri più grande del mondo. In occasione della visita al museo, ho scoperto che il costruttore, e quindi anche il cantiere navale, è tedesco.

Ecco un'immagine di com'è davvero. 



Vi lascio con due immagini prese dal PDF in Italiano che il museo stesso mette a disposizione del pubblico, con al suo interno ogni informazione necessaria, nel caso voleste farci un salto. In quanto a noi, ci rileggiamo lunedì, con un post sul Progetto Listography che vi consiglio di non perdere perché vi assicuro grandi risate, a mio discapito :)



mercoledì 22 ottobre 2014

Listography #17: Your favorite tv shows of all time

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I miei programmi TV preferiti  


Premessa: Sono un’accanita appassionata di serie TV di quasi tutti i generi, compresi gli anime giapponesi, quindi preparatevi perché la lista sarà lunghetta, pur non considerando le serie che ho trovato belle, ma non eccezionali e che non includerò. 
Prendo però in considerazione anche quelle in corso e accetto consigli e suggerimenti su serial che non ho ancora visto! Quindi fatevi sotto :)

Non è facile stilare una classifica, perciò non lo farò. Ecco le serie da me più amate, in ordine del tutto casuale, ad eccezione del primo posto che resterà nel mio cuore per sempre.


La serie che mi è piaciuta di più in assoluto e che amo immensamente è X-Files. Credo non abbia bisogno di presentazioni, no? Ho tutti i cofanetti originali e le guide cartacee delle stagioni; l’ho guardato tante di quelle volte che lo so a memoria, film compresi. Scrissi anche un racconto, basato sulla serie, che sarebbe dovuto uscire a puntate su un sito dedicato, ma per motivi che non dipendevano né dalla mia volontà né dall'amministratore del sito, la cosa, ahimè, non andò in porto.

Passiamo ad un anime giapponese di una bellezza fuori misura: Planetes. Si tratta di 26 puntate basate sul manga fantascientifico dell’autore Makoto Yukimura. Un capolavoro certamente profetico, da vedere per forza.

Segue quel pazzoide schizzato di David Linch con Twin Peaks, anche in questo caso direi che non c'è bisogno di presentazioni, dico bene?

Continuiamo con Gomorra, al momento ancora in corso, serie nata da un’idea di Roberto Saviano. E’ la prova incontrovertibile che se abbiamo i soldi, anche noi italiani sforniamo capolavori assoluti. Gomorra mi ha lasciata senza parole dalla regia (anzi, LE regie, visto che sono addirittura tre) ai dialoghi, dagli attori a dir poco meravigliosi alla fotografia, e non vedo l’ora di vedere come andrà avanti. Gomorra fa impallidire le migliori serie TV americane. 


Un altro capolavoro, per chi se lo ricorda, è Moonlighting, con la bellissima Cybill Lynne Shepherd e un Bruce Willis fenomenale. Possiedo i cofanetti originali, perché si merita un posto d’onore nella mia videoteca.   

Tornando a qualcosa di recente, Dexter merita sicuramente un plauso. E’ una serie realizzata con maestria e la portanza di Michael C. Hall ripaga dei pochissimi difetti che si possono incontrare nelle otto stagioni. 

Saltando dal presente al passato, nomino Star Trek. Da amante e fan di J. Roddenberry faccio fatica a ordinarle per bellezza quindi le comprendo tutte. Se proprio vogliamo fare uno sforzo, posso dire che Voyager e Next Generation, sono quelle da me più amate.

Di palo in frasca passo a Scrubs. Mi auguro che l’abbiate vista tutti, altrimenti siete un branco di matti. 

Haven mi ha piacevolmente stupito. Sconosciuta ai più, è basata sul pessimo libro di Stephen King, Colorado Kid. Per fortuna la serie prende solo spunto da due o tre dettagli del libro e poi si libra nell’aere della fantasia degli sceneggiatori, perché il libro è veramente pessimo, mentre la serie è ottima. Il budget di realizzazione non è stellare, ma la trama e gli attori rendono il tutto davvero affascinante, nascondendo le pecche sparse qua e là. Personalmente consiglio la visione, senza stare a cavillare sugli effetti speciali un po’ così.


The Big Bang Theory è un’altra serie che so a memoria, malgrado sia ancora in corso. E’ come una medicina, ogni sera a cena mi sparo almeno tre puntate. Così, tanto per gradire e non c’è niente da fare; anche se le ho già viste tutte mille volte, continuo a ridere come una cretina :)

Un serial a cui non avrei dato due lire prima di cominciare a vederlo, ma che mi ha particolarmente stupito è Desperate Housewives. Una serie meritevole. Ironica, commovente, intrigante e che non annoia mai. Figuratevi che è piaciuta da morire pure a mio marito! 

Non può mancare in questa lista il mitico Chuck. Mi sono spataccata dalle risate e mi sono commossa. Da una serie TV non posso chiedere di meglio.

Un altro lavoro che merita molto è Profiling. E' una serie francese, che normalmente non amo granché, ma questa si discosta parecchio dalle altre serie parigine e ha un'impronta molto americana. L'attrice protagonista, Odile Vuillemin, da sola, vale la visione. 


Mi sono innamorata di Benedict Cumberbatch, quindi non posso dimenticare il suo meraviglioso Sherlock. INARRIVABILE. 

Elementary mi sta piacendo molto e continuerò certamente a seguirla. In quanto amante, come sapete ormai tutti, di Sherlock Holmes, non posso assolutamente esimermi dal nominarla. L'idea di introdurre il personaggio di Watson al femminile è fantastica e la bellissima Lucy Liu è all'altezza del compito perfettamente. Sono proprio curiosa di vedere cosa succederà fra questi due.

Termino questa lista a malincuore, visto che vorrei parlare di Genitori in Blue Jeans o i Robinson e tutte le mitiche serie TV anni ’80-'90 come La donna bionica, Otto sotto un tetto, Tutto in famiglia o Supercar. 
Vorrei parlare ancora di Naruto, Battlestar Galactica, Andromeda, The Mentalist, Criminal Minds, The Closer, Senza Traccia, Blue Bloods, The Fall, Lie to me, Flash Forward, CSI (rigorosamente SOLO Las Vegas), The Walkin Dead, Fringe, Lost, Heroes e molte, molte altre, ma al momento mi fermo qua. 

Chissà che un giorno non mi salti in mente di fare su questo blog un'etichetta a parte. Che ne dite?

lunedì 20 ottobre 2014

127.0.0.Monaco di Baviera – Giorno 2

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Quest’oggi proseguirò a parlarvi della Germania e nello specifico della bellissima Monaco di Baviera, continuando con il diario di viaggio iniziato qualche post fa.

Diario di Viaggio - Seconda tappa: Centro storico

Come ho accennato nel primo post dedicato alla bella Baviera, Monaco è una città enorme, soprattutto da girare a piedi e ha una storia lunga e affascinante sparpagliata in decine e decine di posti che è un peccato scorrere rapidamente in pochi giorni.  Conta circa 1.4 milioni di abitanti, senza contare i 2 milioni dell’area metropolitana, ed è la terza città in ordine di grandezza della Germania. Offre davvero tantissime cose da vedere per cui, signori miei, I’m sorry but non basta un fine settimana per conoscerla. In un week end ci si può immergere giusto nel centro storico, che è un crocevia di strade pulite, ordinate e apparentemente nuove di zecca, ma il tempo, che come si sa è tiranno, non vi permetterà di vedere molto altro. Partendo dalla stazione e passando da Karlsplatz, sede del palazzo di giustizia e di un’imponente fontana che ricorda quella di Piazza de Ferrari a Genova, si arriva alla piazza principale, Marienplatz; un rettangolo di bellezza unica nel cuore della Baviera.  Nella piazza si trovano i due Rathaus (municipi), quello nuovo, la cui facciata è lunga 100 metri ed è decorata con statue gotiche e centinaia di fiori, e quello vecchio. Al centro spicca la Mariensaule, colonna di Maria, da cui prende nome la piazza, e il famoso ‘gioco di campane’, l’orologio del Neues Rathaus.

Visivamente il “municipio nuovo”, edificato fra la fine del 1800 e inizio ‘900, appare decisamente più antico di quello vecchio. Dallo stile neogotico, misterioso ed esoterico del municipio nuovo, il "municipio vecchio" si discosta totalmente, è più solare e dall’architettura apparentemente più moderna con toni molto chiari. 
In questa immagine (che ho trovato in rete) sulla sinistra potete vedere il nuovo, mentre in fondo, dietro la Mariensaule, potete notare il vecchio, voi che ne dite?  



Il nuovo municipio è dei primi del ‘900, mentre il vecchio risale al 1400. Sarà, ma ai miei occhi profani, questa cosa stona:) Io, la prima volta che ho messo piede in Marienplatz, continuavo a confondermi.



Il Glockenspiel di Monaco, ricorda nell’originalità l’orologio astronomico di Praga, lo Staroměstský Orloj. Vi mostro affiancati anche loro, così approfitto per raccontarvi le differenze. Ebbene sì, mi sento in colpa per avervi parlato troppo poco di Praga, così rimedio un pochetto in questo post.

A Monaco, il Glockenspiel, suona ogni giorno alle 11.00 e alle 12.00 (d’estate anche alle 17.00). Le sue 32 figure a grandezza quasi naturale raccontano due eventi importanti della città. Si tratta di un vero e proprio carillon, il quarto più grande del mondo ed è diviso in due sezioni. Nella parte superiore vengono raccontati i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate Von Lothringen (1568) mentre in quello inferiore viene rievocata l’antica danza dei bottai che simboleggia il ritorno alla normalità di Monaco dopo la fine della peste che la coinvolse a metà del 1500. L’orologio si aziona seguendo un preciso cerimoniale. Come prima cosa partono le 43 campane della torre alta 81 metri, per annunciare l’ora, poi parte la melodia del carillon e solo a questo punto iniziano a muoversi i personaggi del piano superiore. Una volta terminato il movimento, partono i danzatori del piano inferiore. Lo spettacolo termina con il canto ripetuto tre volte del gallo dorato, posto alla sommità dell’orologio, che sbatte le ali e muove persino la testa. Alle 20.58 spaccate l’orologio si llumina e appare una sentinella notturna che suona un corno e  benedice il cosiddetto “Bambinello” (Münchner Kindl, simbolo della città); sulle note di una ninna nanna un angelo lo accompagna a dormire, dando così la buonanotte a tutta la città. Ogni mese, il sistema di rulli dell’orologio viene intercambiato e ad ogni cambio corrisponde una melodia diversa.


A sinistra l'orologio di Praga, a destra quello di Monaco.

Altrettanto originale è lo Staroměstský Orloj di Praga. Il suo meccanismo è composto da tre elementi principali: il quadrante astronomico, sul quale, oltre all'ora, sono rappresentate le posizioni in cielo del Sole e della Luna, insieme ad altre informazioni astronomiche; il "Corteo degli Apostoli", un meccanismo che, allo scoccare di ogni ora, mette in movimento delle figure rappresentanti i 12 Apostoli; e un quadrante inferiore composto da 12 medaglioni raffiguranti i mesi dell'anno. L’orologio di Praga è decisamente più antico di quello bavarese perché risale al 1410. Anche in questo caso però, ci sono figure animate che intrattengono con il loro ipnotico spettacolo, turisti e autoctoni.
Le quattro figure che fiancheggiano l'orologio si animano allo scoccare di ogni ora. Ognuna di esse rappresenta i vizi capitali: lo scheletro simboleggia la morte, il turco la lussuria, il personaggio con lo specchio impersona la vanità e il viandante con la borsa rappresenta l'avarizia. Allo scoccare dell'ora lo scheletro suona una campana tirando la fune con la mano destra e capovolge la clessidra che ha nella sinistra, mentre il turco, l`avaro e il lussurioso fanno no con la testa; a questo punto esce il corteo con i dodici apostoli (11 apostoli più San Paolo) che, a coppie di due a due, si inchinano alla folla. Le finestre che fanno uscire le statue si aprono contemporaneamente. La prima figura ad uscire dalla finestra sulla destra è San Paolo (con in mano un libro e una spada), seguito da Tommaso (con una lancia), Giuda che porta un libro, Simone con una sega e Bartolomeo con un libro. Mentre nella seconda finestra, escono Pietro con una chiave, Matteo con un'ascia, Giovanni con un serpente, Andrea e Filippo con una croce e Giacomo con una mazza; alla fine dello spettacolo il gallo, sopra le finestre dell'orologio canta l'ora suonata, esattamente come il Glockenspiel di Monaco.

Tornando a Marienplatz, vi segnalo che nella torre del vecchio municipio si trova il museo dei giocattoli e a nord della piazza invece abbiamo il duomo di Nostra Signora (Frauenkirche) simbolo della città in moltissime cartoline (prima foto in alto), riconoscibile dalle sue torri gemelle. 

Un altro luogo importante del centro storico è il Viktualienmarkt, il mercatino alimentare più importante di Monaco, ricco di colori e profumi indimenticabili. Se volete un bel souvenir vi consiglio un orologio a cucù fatto a mano in legno, da prendere rigorosamente da Max Krug, lungo la via pedonale che va da Karlsplatz a Marienplatz. Mano al portafogli, vi avverto.

Nell'ottocentesca Fischbrunnen (fontana del pesce) è tradizione dei monacensi sciacquare il portafoglio il mercoledì delle ceneri. Si dice porti bene. Chissà.

Monaco è stracolma di residenze reali, musei, immensi parchi, simpatico folclore bavarese e architettura barocca o rococò e come Praga è nata e cresciuta sulle sponde di un fiume, l’Isar, che l’attraversa all’altezza del ponte Wittelsbach.  Molti degli edifici più belli e sontuosi di Monaco e della Baviera sono stati costruiti sotto il regno di Ludovico I e suo figlio Massimiliano II, dinastia Wittelsbach, per l’appunto.

La storia della loro famiglia è affascinante e piena di intrighi, non tanto politici quanto amorosi e scandalistici, e con la nascita dell’erede al trono Ludovico II, conosciuto dal mondo intero come Ludwig II, Re delle Favole, nonché cugino della Principessa Elisabetta d’Austria, anche lei conosciuta da tutto il mondo come Sissi, quella storia esplode in tutto il suo fascino e mistero.
Ludwig II, assolutamente senza volerlo per altro, ha tessuto un velo di mistero, arte e bellezza, che tutt’oggi, ricopre l’intera Baviera come un'impalpabile presenza. Ogni angolo di questa terra è impregnato dalla devozione e dall’affetto che il popolo ha maturato, non senza fatica agli inizi, per il suo tormentato e passionale Re.  


Ludwig II, Re di Baviera. A questo meraviglioso Re, dedicherò un post a parte.  

Gira voce che i tedeschi siano persone fredde, dure e severe, ma vi assicuro che in Baviera le cose stanno in tutt’altro modo. Non posso parlare per Berlino, perché è una tappa germanica che ancora mi manca, ma i Bavaresi sono per lo più persone socievoli, gentili, educate e sorridenti. Spesso delicatamente avvolti dai fumi della birra che scorre letteralmente a fiumi in questa città, si prodigano per aiutare un turista apparentemente in difficoltà, fermo in mezzo alla strada con una cartina in mano e lo sguardo perso. Ricordo con piacere una tenera vecchietta con le pesanti borse della spesa, che si è avvicinata e ci ha chiesto in inglese se avessimo bisogno di informazioni. A tal proposito vi dico di non preoccuparvi per la lingua, non c’è bisogno di sapere il tedesco perché a Monaco la popolazione parla un buon inglese e i menù dei ristoranti sono spesso bilingue.

La zona del centro è pedonale e camminare lentamente è il modo migliore per ammirare la bellezza imponente di questa città, fermandosi magari per un una bella birra ghiacciata all’Hard Rock Cafè dietro a Orlando Strasse, o ancora meglio all’HB (Hofbrauhaus) la birreria più famosa e antica di Monaco; un appunto: non fregatevi i bicchieri, ci sono i controlli all’uscita!

Come non accennare a questo punto della mitica festa attesa da mezzo mondo ogni anno? L'Oktoberfest è un festival popolare che si tiene ogni anno a Monaco, negli ultimi due fine settimana di settembre e il primo di ottobre. È l'evento più famoso ospitato in città, nonché la più grande fiera del mondo, con mediamente 6 milioni di visitatori ogni anno e che hanno raggiunto quasi i sette milioni nel 2011 con un consumo di 7,5 milioni di boccali di birra.  

Chiudo questo post consigliandovi un sito con cui anni fa, anche se per poco tempo e con solo qualche scatto fotografico, ho collaborato. E’ davvero ben fatto e pieno zeppo di informazioni utili! Noi torneremo a parlare di Monaco a breve, con il mio Diario di Viaggio e il resoconto della giornata numero tre!

Auf Wiedersehen!

sabato 18 ottobre 2014

Listography #15 - ​#16

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Anche oggi, per il Progetto Listography, mi vedo costretta a unire due post, altrimenti troppo corti. Procediamo :) 


I soldi spesi meglio

Non me lo sono mai chiesto, quindi per questa lista, ho dovuto pensarci bene e mi è toccato cadere su pochi acquisti banali. 


Ovviamente al primo posto (imbattibile) ci sono i soldi spesi per i vari viaggi che ho fatto. Viaggiare non è mai una perdita di denaro, a meno che, ovvio, non capitino delle fregature, cosa per ora mai successa alla sottoscritta.

Al secondo posto ci sono i soldi spesi per i libri. Come sopra, quando si compra un libro, anche se si rivela un libro scandente, non è mai una perdita. I libri sono come le persone, da ognuna si può imparare qualcosa, persino a non essere come lei. 

Al terzo posto i miei scooter. Malgrado qualche tappa dal meccanico e un paio di piccoli incidenti, mi hanno sempre portato dal punto A al punto B senza mollarmi a piedi nemmeno una volta e nel traffico cittadino sono ottimi alleati. 

Al quarto posto i miei pc. Ne ho avuti una vagonata, dal mio primo 286 del 1992 a quello attuale, e non ho quasi mai avuto problemi (magie dell’auto assemblaggio e dell’auto assistenza in caso di guai). 

L’iPhone è un altro ottimo acquisto di cui non mi sono mai pentita. Per quanto mi riguarda è il telefono definitivo. 

Il contributo che ho versato qualche mese fa per la pubblicazione di un libro di poesie. Pochi spicci per fortuna, ma grande, grande soddisfazione.

Diciamo che sono di più quelle cose che ho acquistato pentendomene poco dopo. Lì la lista sarebbe decisamente più lunga!




Le cose di cui vado fiera

Non sono molte, lo ammetto, ma anche se poche, hanno un valore inestimabile.

La prima cosa in assoluto, e senza nemmeno pensarci un secondo sopra, è mio padre. Sono l’orgogliosissima figlia di un padre meraviglioso. E’ il mio supereroe e lo sarà sempre.

Al secondo posto, anche qui senza pensarci un attimo, c’è mio marito. Sposarlo è stata la scelta migliore io abbia mai fatto. 


Al terzo posto ci sono i miei bambini pelosi. Felix e Birillo mi riempiono d’orgoglio ogni volta che li guardo. Prenderli a vivere con noi è stata una scelta meravigliosa e più passa il tempo, più mi accorgo che una vita senza gatti, per me, è impensabile.

Al quarto posto c’è la pubblicazione del libro (diciamo pure libretto) e la vittoria di un concorso letterario (diciamo pure concorsino). 

E al quinto e ultimo posto c’è la mia migliore amica. La mia sorella d’Anima, che malgrado a volte mi faccia deliziosamente dannare, resta lo scrigno inviolabile nel quale riporre ogni mio dolore, gioia, segreto. E’ l’unica, insieme a mio marito, a cogliere al volo il significato di ogni mia alzata di sopracciglio, di ogni angolo di labbra piegato in un sorriso o in una smorfia di tristezza, di ogni gesto io compia. Senza bisogno di parlare, coglie di me ogni cosa, legge nel mio pensiero persino fra le righe e comprende al cento per cento ogni mio stato d'animo perché il suo livello di empatia è incredibile. 

E questo, in un amico, non ha prezzo.

mercoledì 15 ottobre 2014

127.0.0.Praga

15 ottobre 0 Comments
Prima di tutto scusatemi per l’assenza di lunedì, ma come ho detto non sempre riesco a rispettare la scaletta che mi sono imposta e non sempre ho un post pronto per l’occorrenza, in stile last minute. Piuttosto che pubblicare qualcosa solo per rispettare un appuntamento, preferisco saltarlo e dedicarmi a un argomento seriamente, con attenzione e completezza. 
Come dite? Non ve ne frega un accidente? Perfetto, allora siamo pari.

Argomento di oggi: i viaggi

Come ho scritto qualche post fa, la prima volta che sono uscita dall’Italia, è stata per andare a Praga



Andai col mio ragazzo dell’epoca e con un’altra coppia di amici, in auto. Era il 2002, capodanno. Commisi l’errore di non tenere un diario di viaggio, ma ho ancora molte foto e un divertente filmino a testimonianza di quei momenti. Non avendo la possibilità di riportare qui sul blog un diario fedele di quei giorni, mi limiterò a parlarvi di Praga e della mia personale esperienza di quando non c'era ancora l'Euro. Cominciamo con una panoramica su questa affascinante città.

Praga è la capitale della Repubblica Ceca dal 1993. Già dall’anno precedente, il suo antico centro storico, è stato incluso nei beni protetti dall’Unesco. Parliamo di uno stato molto piccolo, ma che vanta una città capitale del Sacro Romano Impero, nonché centro politico e culturale della Boemia. La città nasce sul fiume Moldava e conta circa un milione e trecentomila abitanti, esclusa l’area metropolitana. Si sviluppa su nove colli e il corso del fiume è navigabile e abbastanza trafficato. 

Praga è famosa in tutto il mondo per il suo fascino gotico che spiazza il visitatore dietro ogni angolo. So che il clima è piuttosto mite nelle mezze stagioni e che maggio è un mese molto piovoso, ma personalmente ho testato solo il freddo invernale e posso assicurarvi che è veramente cattivo. Non ho patito un freddo così violento e penetrante nemmeno in Finlandia. 

Non intendo farvi una lezione di storia, mi limiterò a dirvi soltanto che nel 1993 la Cecoslovacchia si divise pacificamente in Repubblica Ceca, con capitale Praga e Repubblica Slovacca, con capitale Bratislava.


A Praga convivono molti stili architettonici, è una città piena di musei, stradine antiche, strette e scure, cattedrali gotiche di una bellezza mozzafiato, come quella di San Vito. Ogni anno è visitata da milioni di turisti e le sue acque sono navigate da battelli, come la Senna di Parigi. 

Dal punto di vista dei trasporti pubblici può vantare una rete piuttosto estesa della metropolitana, che conta 57 stazioni e tre differenti linee, due stazioni ferroviarie, un aeroporto e molti autobus sia diurni che notturni. Ci sono persino funicolare e seggiovia. 

Il centro città è diviso principalmente in tre grosse aree: la Città Nuova (Nové město), la Città Vecchia (Staré Město) e il Piccolo Quartiere (Malá Strana), collegato alla Città Vecchia dal famoso Ponte Carlo. Una vecchia leggenda narra che le statue che adornano il ponte si prendano cura, per tutta la vita, dei bambini della vicina isola di Kampa in cambio di attenzione alla loro conservazione, ma non è l'unica, perché anche la famosa leggenda ebraica del Golem, parla di protezione e difesa.   

La Città Nuova è circa due volte, come estensione, la Città Vecchia ed è stata abitata soprattutto da artigiani, mercanti, fabbri e birrai. La zona si articolava principalmente attorno a tre grosse piazze, dove si tenevano appunto i mercati. Karlovo Naměsti, dove aveva luogo il mercato del bestiame, poi Vaclavské Naměsti col suo mercato dei cavalli e Senovážné Naměsti con quello del fieno. Sicuramente la zona più conosciuta di questo ricco quartiere è Piazza San Vincenslao, patrono della Boemia. In questa piazza la popolazione si riunisce in occasione di manifestazioni pubbliche di un certo rilievo, come fece nel 1918 quando venne dichiarata l’indipendenza della Cecoslovacchia. In quella stessa piazza si trova anche l’imponente museo nazionale.

La Città Vecchia ha ospitato parecchi stranieri, come italiani, tedeschi ed ebrei. Un tempo questa zona della città era separata dal resto di Praga da un grande fossato, ora una normale strada che tradotta in italiano diventa proprio “Strada della fossa”, e da una grande divergenza sociale; qui risiedeva la popolazione meno abbiente. A pochi passi dall’ex fossato, vi è una stazione della metropolitana, che come la strada, se tradotta in italiano, diventa “Ponticello”, proprio perché lì vi era il ponte levatoio che collegava la Città Vecchia con la città di Praga, accessibile quasi solo a ricchi e nobili.

Nella Città Vecchia, zona di Praga che preferisco, si può ammirare il bellissimo orologio astronomico e la splendida piazza.


Praga è una città che merita una visita almeno una volta nella vita. Una città romantica, misteriosa ed esoterica. Non esiste un periodo migliore di un altro per visitarla, perché in ogni stagione sicuramente presenta aspetti unici e meravigliosi. Nel caso, però, che decidiate di andarci una sola volta, per esperienza personale vi sconsiglio l'inverno perché è davvero rigido. Le temperature scendono molti gradi sotto lo zero e se nevica è un bel disagio. 

Noi quattro abbiamo alloggiato a Nové Butovice, quindi non proprio in centro, ma abbastanza vicini da fare solo qualche fermata di metropolitana. Eravamo in un piccolo appartamento in stile b&b chiamato Happy Pension e la signora che lo gestiva è stata veramente deliziosa. Ci lasciava sul pianerottolo un foglio A4 con disegnato un cerchio e un puntino nel mezzo e noi con una penna, quando rientravamo la sera, le disegnavamo le lancette, dichiarando così a che ora volevamo la colazione. Una colazione degna di un hotel, con tantissime prelibatezze salate e dolci. 

In occasione del viaggio a Praga, ho assaggiato per la prima volta il Grog! Una bevanda calda, adattissima in giornate ghiacciate, a base di acqua e rum. Chi si ricorda il Grog di Monkey Island? Beh, mi auguro di averlo bevuto senza la correzione dello sputo di pirata :) 


Volendo, attorno a Praga, ci sono molte cose da vedere. Vi sconsiglio caldamente lo zoo. Pessimo. Io poi sono dannatamente contraria. Una meta un po' diversa potrebbe essere il Castello di Troja. Oppure la splendida chiesa "nera" di San Pietro e Paolo a Vysehrad, col suo piccolo cimitero silenzioso.

Non so dirvi con precisione quanto costa soggiornare ora a Praga, ma all'epoca non molto e anche per mangiare, ricordo di aver speso davvero pochissimo. Trovammo un ristorantino carino in pieno centro, che per poche Corone ci ingozzava di buon cibo. Una meraviglia per le nostre povere tasche e per il palato. 

Altri posti che mi sento di consigliare, sono: 
La Torre delle Polveri, il vecchio cimitero ebraico, la famosa Casa Danzante dalla forma assurda, la Cattedrale di San Vito, che è di una bellezza fuori dal mondo, il Castello e il meraviglioso Vicolo D'oro. 

Passeggiate per le stradine del ghetto ebraico e quando siete stanchi prendete un battello per riposare i piedi e farvi una bella birra a bordo. Ci sono persone che spendono solo un weekend per vedere Praga, ma vi assicuro che è troppo poco. Se volete godere delle bellezze di questa incredibile città, programmate di restarci una settimana. 

Mi dispiace dover ammettere che Praga non è tutto qui e che questo post non le rende minimamente giustizia. Ho dimenticato di nominare decine di posti da vedere e me ne rammarico, ma vi lascio con una dritta. Fate un salto su questo sito!

sabato 11 ottobre 2014

Listography #13 - #14

11 ottobre 0 Comments

Persone con le quali ho vissuto

Questa lista è in assoluto la più corta di tutte, perché non ho mai convissuto con nessuno che non fosse un parente, se non per brevi periodi di vacanza fuori casa. Certo, ho avuto amici come ospiti qualche notte, ma nessuna convivenza.


A questo punto approfitterò per unire due post del Listography Project: I miei libri preferiti.

Ecco, adesso ragioniamo. Sono una discreta lettrice, quindi questa lista rischia di essere molto lunga, pertanto mi limiterò a elencare, come ho fatto per i film, solo i libri che mi hanno colpita davvero in modo profondo e non semplicemente quelli che ritengo solo molto belli. Riporterò per ognuno di questi, un breve passo, con l’intento di risvegliare la vostra curiosità e portarvi per mano in libreria. Tengo a precisare che non è una classifica.
Eviterò anche i palesi capolavori tipo Cime tempestose, Il Signore degli Anelli o Ventimila leghe sotto i mari, tanto per capirci. Se dovessi fare una lista dei libri che mi sono piaciuti e che ho amato, non mi basterebbe certo un solo post.


Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni, del 1998 scritto dal premio Nobel Kary Banks Mullis. 

Ne ho parlato nel post di ieri, quindi sapete già di cosa si tratta. Delizioso, geniale, irriverente, particolarissimo. Parla di alcuni avvenimenti della sua vita e di come ha scoperto la PCR (tecnica che ha permesso la mappatura del genoma) che lo ha portato alla vincita del premio Nobel per la chimica. Narra di episodi curiosi ed esperienze alquanto insolite da lui esperite, parla dell'astrologia, della sua partecipazione al processo di O. J. Simpson, del suo uso di droghe, sostiene che "la scienza dei media è una fesseria" per finire addirittura con l'ipotesi di essere stato rapito dagli alieni; gli accadde una notte del 1985, in un bosco nei pressi di Mendocino County in California.

"Credo che nel nostro cervello ci sia un luogo riservato alla "tristezza per le storie d’amore finite", che cresce e si sviluppa con il passare degli anni, costringendoci alla fine a farci piacere, contro la nostra volontà, la musica country."



Molto forte, incredibilmente vicino, del mio autore preferito Jonathan Safran Foer. 

Il libro interseca due storie che si alternano: quella di Oskar, un ragazzino di nove anni e dei suoi nonni paterni. Oskar ha un dolore incolmabile: ha perso il padre adorato nell'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre 2001. E' un ragazzo sveglio stracolmo di creatività, fantasia, sensibilità, curiosità e intraprendenza. Frugando nel ripostiglio del padre, trova una misteriosa chiave con la scritta 'Black', così decide di cercare tutti i Black di New York per sapere a chi appartiene e cosa apra. Un libro di una bellezza sconvolgente, come del resto ogni lavoro di Safran Foer. Vi consiglio di leggere il libro e casomai solo dopo vedere il film, perché è uno di quei libri impossibili da trasporre al cinema.

"Da bambina la mia vita era una musica che suonava sempre più forte. Tutto mi emozionava. Un cane che seguiva uno sconosciuto. Era una sensazione così intensa. Un calendario aperto sul mese sbagliato. Avrei potuto piangerci sopra. E piangevo. Quando finiva il fumo di un camino. Il modo in cui una bottiglia rovesciata si appoggiava sull'orlo della tavola.
Ho passato la mia vita imparando a sentire di meno. Sento di meno ogni giorno.
[…] Non ci si può difendere dalla tristezza senza difendersi dalla felicità."



La capanna incantata, di Romano Battaglia. 

Un libro che parla di un amore purissimo, di avventure di mare, di sapore di salsedine e profumi del sottobosco portati dal vento. Di una ragazza di nome Serena, che vive al di là della siepe e di Sirio, un poeta anziano, saggio come il Tempo. E’ un libro che scalda il cuore e dona speranza. Imperdibile.

"Appoggia l’orecchio sopra la corteccia di un vecchio albero, abbraccialo e rimani ad ascoltare. Sentirai la sua voce: all’inizio è fatta di tanti scricchiolii che, tutti assieme, formano un lamento. Poi diviene più grave, sembra quella di un vecchio saggio che mormora preghiere.
Gli alberi sono vicini al cielo, conoscono più cose di noi e ci parlano se sappiamo ascoltarli. Sui loro rami ci sono le foglie e fra di esse stormisce il mistero del mondo.
Dal rumore degli alberi potrai capire da quale parte spira il vento.
Segui l’insegnamento degli alberi, se vuoi saper qualcosa di più della vita.
Il meglio della vita è nascosto in un angolo del cuore dove abitano i nostri sogni.
La natura ha concesso a tutti la possibilità di sognare: ai saggi, agli sprovveduti, ai poveri, ai ricchi, agli animali e persino agli alberi che si innalzano verso il cielo nella speranza di toccarlo con i loro rami più alti.
Le foreste sono piene di sogni, come i cieli di stelle.
Senza sogni moriremmo di noia perché essi ci aiutano a vivere e a sperare.
La loro lunga vita passa tra inverni freddi, piogge, uragani e nonostante tutto sono sempre rifioriti a primavera.
Gli alberi non hanno bisogno di credere in Dio, perché Lui è in loro da sempre; vivono nel segreto del seme dal quale sono nati e non hanno bisogno di sapere altro.
Tutte le loro sofferenze sono nascoste all’interno del loro fusto e solo quando vengono tagliati é possibile vedere dai loro anelli , il numero delle loro pene.
Le foglie cadute, che il vento ha portato via, sono le illusioni svanite, quelle che rimangono adagiate sull’erba sono i nostri sogni."




L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery di cui hanno fatto una trasposizione cinematografica ottima e davvero fedele. 

Il famosissimo libro parla di due storie che si intrecciano. Paloma, una ragazzina parigina che con mente lucida e un’intelligenza fuori dal comune, pianifica il suo suicidio come si potrebbe pianificare un matrimonio e Renée, la portinaia del palazzo dove Paloma vive con la sua ricca famiglia. Renée, vedova da qualche anno, nasconde a tutti la sua fine intelligenza, la sua enorme cultura e il suo sconfinato amore per la letteratura, il cinema e la filosofia poiché preferisce vivere una vita tranquilla e modesta lontano dagli sguardi indiscreti delle persone. Paloma e Renée si incontrano e si riconoscono come Anime simili grazie all'arrivo di un terzo personaggio: Kakuro Ozu, un signore giapponese. Questi saprà aprire il cuore della portinaia, farne uscire tutti i sentimenti ed i segreti più oscuri, liberarla dal peso del suo vecchio dolore durato quindici anni e, insieme a lei, farà capire a Paloma qualcosa in più sulla vita, qualcosa che nemmeno l'intelletto della ragazza aveva saputo cogliere.
Che ve lo dico a fare? Leggetelo, perché è una storia meravigliosa che merita di essere vissuta immergendosi a fondo nelle sue scorrevoli pagine.

“Sapete che cos’è una pioggia d’estate?

All’inizio la bellezza pura che irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro stesso del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo.
Dopo, percorrere un corridoio e d’improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un’altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non è più involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell’acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita. 
Poi, come le lacrime, che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia lavata dalla discordia, così per la pioggia estiva, spazzando via la polvere immobile, è per l’anima degli esseri come un respiro infinito.

Quindi certe piogge d’estate si radicano in noi come un nuovo cuore che batte all’unisono con l’altro.”



La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker. Se vi siete persi il mio post su questo meraviglioso libro, fate un clic qua.

"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo aver letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito."

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