mercoledì 29 giugno 2016

Sherlock Holmes: Crimes and Punishments

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Alzi la mano chi non ama Sherlock Holmes.
Ecco bravi, giù quelle manine.

Come sicuramente sapete, il grande investigatore partorito dalla mente di Arthur Conan Doyle, vanta una vastità di rivisitazioni pressoché infinite. Da quelle teatrali a quelle cinematografiche, da quelle fumettistiche a quelle letterarie, dalle serie TV ai videogiochi e quest'oggi, per la mia rubrica Frammenti Videoludici, parleremo proprio di un gioco in particolare, il settimo della Frogwares sul personaggio di Holmes, ma il primo che sfrutta come motore grafico l'Unreal Engine 3.
Oggi parleremo quindi di Sherlock Holmes: Crimes and Punishments, del 2014, che ho avuto modo di giocare l'anno scorso.
Nei vecchi capitoli dedicati al consulente investigativo per antonomasia, le ambientazioni erano certamente meno tenebrose e più colorate. Questa volta, invece, le atmosfere cupe di una Londra vittoriana avvolta nella nebbia faranno da sfondo alle nostre indagini, rendendo il tutto decisamente più accattivante, immersivo e realistico.



I casi che andremo ad affrontare in questo capitolo sono sei, ognuno a sé stante e questa è la prima grande differenza che spicca (grafica e meccaniche di gioco a parte) rispetto ai vecchi capitoli che invece seguivano una lunga singola trama. Probabilmente lettori assidui di romanzi e amanti del cinema, risentiranno di questa scelta della Frogwares di "fare a pezzi" un videogioco, ma gli appassionati di serie TV apprezzeranno la suddivisione del gioco in singoli casi, perché sarà come guardare sei episodi della serie preferita del momento. Personalmente ho trovato la suddivisione in episodi molto bella, dandomi l'idea di fare sei brevi giochi diversi. 

Certo, spezzettando il gioco in questo modo, l'immersione narrativa ne risente e il crescendo che si ha normalmente in una singola e lunga storia che si avvicina inesorabile e con pathos al finale, viene a mancare, ma trovo che sia una pecca sulla quale si può serenamente chiudere un occhio. 

La meccanica di gioco l'ho trovata molto interessante, in particolare la raccolta di indizi e prove durante lo svolgimento delle indagini che porteranno sul finale a una catena di pensieri e connessioni logiche, da gestire in un'interfaccia che potremmo chiamare "neurale". 

Purtroppo c'è da dire che la difficoltà dei casi non è mai all'altezza dell'immensa logica deduttiva del vero Sherlock Holmes (quello letterario, s'intende) e quasi sempre avremo ben chiaro il da farsi, anche se la caratterizzazione dei personaggi comprimari è ben fatta e difficilmente un sospetto vi risulterà palesemente colpevole. Insomma, tutti hanno un movente credibile e tutti sembrano invischiati fino al collo. Sul finale di ogni caso, saremo liberi di prendere la nostra decisione, scegliendo il destino di ogni sospettato.



Pur essendo annoverata fra le avventure punta e clicca, Crimes and Punishments non ha un inventario dove possiamo interagire con gli oggetti, poiché ogni oggetto raccolto verrà usato immediatamente o, se si tratta di un documento, archiviato nel nostro taccuino per poterlo rileggere a piacimento. L'interfaccia di gioco si compone quindi di un taccuino, con delle linguette, nelle quali troveremo elencati gli obiettivi della missione, la mappa di Londra con i luoghi d'interesse, le prove raccolte, i dialoghi svolti e la lista dei sospettati. 

L'interfaccia "neurale" è una cosa a parte e ci permetterà di collegare pensieri, deduzioni e prove, al fine di giungere a una conclusione riguardo il nome del possibile colpevole. Ogni volta che sceglieremo chi incolpare del misfatto, potremo fare due scelte morali ben diverse. La prima, più dura, è giudicare colpevole il sospetto e sbatterlo in prigione, la seconda, più morbida, è assolverlo malgrado il reato commesso, adducendo una serie di motivazioni etiche e morali. 
Vi faccio un esempio. Caso A: è colpevole e deve scontare la sua pena. Caso B: è colpevole, ma ha fatto quello che ha fatto per legittima difesa (ad esempio), quindi vanno comprese le sue motivazioni e assolto.



L'interazione con gli NPC è molto semplice. Sherlock può fermare il tempo per osservare attentamente l'interlocutore notando così particolari che ad altri sfuggirebbero, come il segno al dito lasciato da un anello mancante, il gomito di una lussuosa giacca rattoppato o magari la punta delle dita ingiallite, tipiche di un consumatore assiduo di tabacco. In questo modo si accumulano dettagli che possono essere utili per capire se il soggetto ci sta apertamente mentendo asserendo, ad esempio, che non fuma. 

Un'altra particolarità, o meglio capacità, del nostro consulente londinese, sarà quella di poter vedere cosa è accaduto in precedenza, usando l'immaginazione.
Riguardo queste due perks però c'è da dire una cosa: sarà il gioco a dirvi quando è arrivato il momento di usarle e questo è un vero peccato. Una limitazione che vincola troppo il giocatore (esperto e non) che ci arriverebbe da solo e senza aiuti, rendendo l'investigazione più intrigante. Gli enigmi non saranno mai troppo ostici e (altra pecca, secondo me) volendo potrete bypassarli usando il tasto "salta".



Mentre l'aspetto grafico è decisamente migliorato rispetto ai titoli precedenti, permettendoci di ammirare una Londra vittoriana uscita direttamente dalle pagine di Conan Doyle, la meccanica di gioco unita a enigmi troppo facili e a una storyline estremamente guidata (per non parlare dei tempi di caricamento fra una location e l'altra troppo lunghi), lascia al giocatore poco spazio d'azione, rendendolo forse troppo passivo e poco protagonista. Questa, forse, la pecca più grande.

La colonna sonora è invece eccellente così come il doppiaggio inglese e le ambientazioni di gioco.



Come ho detto prima, i sei casi sono completamente diversi fra di loro e in nessun modo intrecciati. Vediamo un pochino di trama, caso per caso:

The Fate of Black Peter:
Peter Carey, conosciuto come Black Peter, un capitano di baleniere in pensione con un problema di alcolismo, viene ritrovato nel suo capanno degli attrezzi, ucciso con un arpione. Chi può avere una forza tale da impalare un uomo con un arpione e perché?

The Riddle on the Rails: 
Un treno scompare dai binari nelle campagne dello Staffordshire. Come può svanire nel nulla un convoglio di chissà quante tonnellate?

The Blood Bath: 
Un famoso archeologo viene rinvenuto cadavere in una sauna delle terme romane di Bath. Perché il corpo è stato posizionato come in un rituale e come è possibile che la porta sia chiusa dall'interno?

The Abbey Grange Affair: 
Un aristocratico dal carattere irascibile viene ucciso durante una rapina in casa da parte di un manipolo di malviventi che prendono in ostaggio anche la moglie. Si tratta davvero di una rapina finita male o c'è dell'altro?

The Kew Gardens Drama: 
Un banale furto di piante esotiche da un giardino botanico nasconde molto di più. Per la precisione un omicidio, quello del direttore del giardino, avvenuto qualche giorno prima. Omicidio e furto sono davvero collegati?

The Half-Moon Affair: 
Wiggins, il capo della banda dei ragazzini aiutanti di Sherlock, ovvero "gli irregolari di Baker Street", ha un fratello, il quale viene accusato di omicidio plurimo e arrestato. Questa volta sarà Holmes ad aiutare Wiggins, indagando sulla presunta colpevolezza del ragazzo.



Ogni caso vi ruberà più o meno un paio d'ore, a seconda di quanto siete pignoli.

Per concludere questa mia recensione, posso dire che gli amanti di Sherlock Holmes lo apprezzeranno molto così come i neofiti, ma i videogiocatori incalliti e appassionati di avventure grafiche risentiranno delle diverse pecche riscontrate. A proposito di pecche, aggiungo che io, malgrado ciò che dichiarano altre recensioni in giro per la rete, non ho avuto cali di framerate o problemi analoghi. Sul mio PC, Crimes and Punishments si è comportato benissimo. 

Vi lascio con una curiosità trovata su Wikipedia e con il trailer :)

Nel corso del gioco, in particolare nelle sequenze d'intermezzo tra uno scenario e l'altro, si potrà notare Sherlock Holmes intento a leggere il romanzo di Fëdor Dostoevskij Delitto e castigo (Crimes and Punishments in inglese, da cui il titolo). Nel finale di gioco Holmes avrà anche una discussione con suo fratello Mycroft Holmes e il suo amico Dottor Watson sul libro stesso.



giovedì 23 giugno 2016

InterView: Helsinki - Gianluigi

23 giugno 0 Comments
Mio marito in tutta la sua bellezza :)

Quest'oggi ho il piacere di intervistare un ospite super speciale! Ovvero, mio marito! Carissimi naviganti, vi presento Gianluigi. In questi dieci anni insieme, siamo andati in Finlandia diverse volte e spesso gli ho chiesto di rilasciarmi un'intervista per il mio blog, ma quel cialtrone l'ha sempre tirata per le lunghe. :)
Finalmente ce l'ho fatta e ieri, il mio adorato maritino (che puntualmente in Finlandia viene scambiato per un autoctono) mi ha rilasciato la tanto agognata intervista! 

Eccola qua, tutta per voi! 

Ammettilo, ci saresti mai andato in Finlandia se io non ti ci avessi portato?

No, certo che no! Non sono mai stato affascinato dai paesi nordici in generale. Tutto ciò che avevo visto in foto (paesaggi, città, etc...) mi faceva esclamare "Wow!", ma quel tipo di wow che dici dopo aver visto qualcosa di oggettivamente bello, ma che poi non ti interessa abbastanza.

Che sensazioni ti ha trasmesso, questa terra lontana?

La cosa che più mi ha colpito è la calma. 

Mi spiego: tutto in Finlandia scorre come al rallentatore, il ritmo della vita non è incalzante come nel resto del mondo ed il tempo tende a dilatarsi. Si ha l'impressione che ciò che ti circonda aspetti TE e non come accade di solito dove sei tu, che corri dietro alle cose. E' come guardare un video a 240 fps in moviola: non ti annoia affatto, anzi... quanto è figo!

Qual è la cosa più strana che hai visto?

Senza dubbio vederti mettere il dito nel naso ad una renna ^_^. 

Scherzi a parte.... la carne di orso in scatola -.-


Ahem ^^'
Parlando di cucina, cosa ti è piaciuto particolarmente e cosa invece ti ha fatto storcere il naso?

Questa è una nota dolente... devo dire che a parte il salmone e le polpette di renna (che sono buonissime) l'unica altra cosa che ho apprezzato è il mitico tortino Fazer ai mirtilli, davvero prelibato.

Che idea ti sei fatto dei finlandesi?

Gente tranquilla, che ha capito che il turismo non è un fastidio ma un'opportunità. Molto orgogliosi delle loro radici e ancora di più di essere diventati indipendenti dalla vecchia URSS e dalla Svezia. Sempre educati e cordiali, tutti in grado di parlare inglese e farsi capire. Da sfatare il mito delle persone burbere e fredde (almeno ad Helsinki, forse più a nord, come qui in Italia, le cose cambiano). Alzano un po' troppo il gomito, ma oggi giorno chi non lo fa ^_^ ?

Parlaci della natura, aspetto principe di questa terra.

La Finlandia è un immenso parco. 

Solo per raggiungere Helsinki dall'aeroporto ci sono KM di foresta da entrambi i lati dell'autostrada senza soluzione di continuità.
I laghi sono meravigliosi e lussureggianti... e pressoché infiniti nel numero. Ma per quel che mi riguarda la zona sul mare di Helsinki resta la più bella in assoluto.... mare vince contro lago sempre ^_^.



Certo però che i laghi meriterebbero una visita più approfondita.

Oltre a Helsinki, dove ti ha portato la sottoscritta e cosa ti ha colpito di più dei luoghi che hai visitato?

Porvoo mi è piaciuta da matti, un paese che è rimasto fermo (architettonicamente parlando) ad un secolo fa. Case di legno ovunque, posticini deliziosi dove fare shopping, e l'idea della città che non c'è più: vivibile e a misura d'uomo.

Che consigli daresti a qualcuno che decide di visitare la Finlandia per la prima volta?

State ad Helsinki almeno 4-5 giorni, ne vale la pena. E' una città che si apprezza dopo che sei passato per lo stesso punto almeno 2 o 3 volte, perché è come le scale di Hogwarts: le piace cambiare. Passi la mattina in una piazza vuota e magari il pomeriggio ci trovi un mercato, oppure un matrimonio in costume, una parata latina con festa annessa. 

Insomma non pensate di vedere e capire Helsinki in un paio di giorni. 


Porvoo
Porvoo va vista assolutamente, mentre Tallin, in Estonia (raggiungibile via mare in una manciata di minuti) è evitabile: alla fine è solo un posto acchiappaturisti.

Ti ho portato in Finlandia diverse volte, ma sempre in estate. Cosa ci sai dire del clima estivo riguardo la Finlandia del sud?


Dunque, l'estate in Finlandia non è da 40 gradi all'ombra di sicuro, ma ai 30 ci arriva agile. Certo non tutti i giorni è stato bello, e quando il sole va via (per poco tempo in quel periodo dell'anno) tocca sfoderare la felpa. Possiamo dire che sembra una bella primavera nostra.

Ci racconti un aneddoto, un avvenimento che ti è rimasto particolarmente impresso?

Potrei raccontare di quando non trovavo il biglietto di ritorno per il traghetto di Suomenlinna.... ma è imbarazzante. ^_^

Vedere la gente che scende dalle Navi, provenienza Tallin, con i carrelli della spesa pieni di alcolici esentasse è un'immagine che ancora oggi ricordo con stupore.

Una nota di sua moglie, cioè la sottoscritta: Mio marito si è dimenticato di quando, a Savonlinna, sono entrata in un negozio di abbigliamento con dei pantaloni acquistati in Italia ai quali non avevo tolto l'anti-taccheggio e tutto il negozio ha suonato per interi minuti finché non abbiamo capito che a suonare era il mio fondo schiena perché l'anti-taccheggio era proprio lì. ^^' Passavo una gamba fra le colonnine e non suonava, passavo l'altra e non suonava, passavo un braccio e niente, l'altro nulla, quando mi sono sporta solo con le terga, invece, è partita la marcia imperiale e le trombe dell'Inferno :)

Non vi dico le risate della commessa finlandese e il mio tremendo imbarazzo... ^^'

Seurasaari e gli scoiattoli. Parlacene un po'.

Ahhhhh meraviglia! Ogni volta che ci penso mi sciolgo. 

Il parco di Seurasaari è un delle cose che vorrei in Italia. Tutti gli animali dell'isola sono perfettamente a loro agio con gli umani e si fanno coccolare volentieri (ovviamente previo pagamento di qualche nocciolina). E' bello vedere come ognuno di loro abbia un carattere diverso e ti si avvicini in maniera differente. Indimenticabile uno scoiattolo in particolare che ci ha seguito per tutto il giorno (mica scemo).

Nota della moglie, cioè la sottoscritta: E che ci è salito sulle spalle mentre ci stavamo dando un bacio in mezzo alle fresche frasche :) 


La sottoscritta che fa la vocina idiota parlando con uno scoiattolo ^^'



                                 La sottoscritta che porge una nocciola a una simpatica cinciallegra :)

Pur essendo un parco praticamente in città, sembra proprio un mondo a parte. La parte museale (a cielo aperto) è ricca di edifici costruiti in epoche remote dai pescatori del luogo e se si è fortunati si può incappare in qualche manifestazione in costume davvero evocativa (Vedi la festa di San Giovanni a giugno, per il solstizio d'estate). 

Ma una cosa sopra ad ogni altra vale la pena di provare. 
Il Silenzio. 
Alcuni luoghi dell'isola permettono al visitatore di udire solo i suoni della natura e niente altro. Quando penso ad una definizione di pace, la prima cosa che immagino è il parco di Seurasaari.

Mi hai detto che ci torneresti volentieri e non solo per accompagnare me. Che zone vorresti visitare, che non hai ancora visto?

La Lapponia la visiterei volentieri, ma temo che più che visitare qualcosa di nuovo mi piacerebbe tornare proprio ad Helsinki... in fin dei conti ogni volta che si torna la si trova uguale e diversa.

Fra tutti i posti (hotel/appartamenti/ecc..) dove hai alloggiato, quale ti è piaciuto di più e perché?

Ad Helsinki, l'Hellsten Senate vince a mani basse su tutto. 
Sono mini appartamenti molto belli, con tutti i comfort ed in posizione centrale vicino alla piazza del meraviglioso mercato del porto. Il prezzo è accettabile se paragonato ad un hotel, e ti lascia la libertà di fare ciò che ti pare. 


La vasca idromassaggio del Lossiranta Lodge



Una menzione però va al Lossiranta Lodge a Savonlinna: un posto magico dove consiglio un viaggio romantico ad ogni coppietta. Piccole camere con persino vasca idromassaggio e sauna tipica finlandese, il tutto nella splendida cornice del castello di Olavinlinna che si vede dalle finestre.

Siamo arrivati al solito momento Marzullo. Fatti una domanda e datti una risposta!


Potendo scegliere un luogo della Finlandia dove avere una casetta per le vacanze estive quale sceglieresti? 

Helsinki senza dubbio!

La domanda finale di rito: Se la Finlandia fosse.

Un colore: Verde, ma verde mare è una sfumatura più adatta.
Una canzone: 'Sleeping Sun' dei Nightwish (guarda caso Finnici)
Un aggettivo: Dolce


Arcipelago di Punkaharju

martedì 14 giugno 2016

InterView: Helsinki - Tiziano

14 giugno 0 Comments

Buongiorno a tutti cari naviganti e amanti, come la sottoscritta, della magica Finlandia!
Quest'oggi è con grande onore che vi presento un nuovo, recentissimo amico. 

Tiziano! 

Tiziano mi ha contattata tramite la mia pagina Facebook Helsinki Kiitos e ho colto così l'occasione per dedicargli una bella e corposa intervista per il mio blog. Tiziano è stato a Helsinki la scorsa estate e ci tornerà, come spero di poter fare io, la prossima.

Andiamo a conoscerlo e a scoprire il suo punto di vista sulla Terra dei Mille Laghi.

Ciao Tiziano! Innanzitutto grazie per aver accettato di fare quattro chiacchiere con me :) Cominciamo con una domanda facile facile: Cosa ti ha portato in Finlandia la prima volta?

Il piacere della lettura e la curiosità.

Mi spiego meglio: leggo molto e qualche anno fa lessi alcuni libri di Arto Paasilinna, lo trovai divertente, profondo e soprattutto apprezzai l'autoironia. Piano piano lessi tutti i suoi libri e ogni anno a dicembre mi faccio il regalo di acquistare il suo ultimo libro in italiano. Due anni fa incominciai a cercare altri autori finlandesi tradotti in italiano, l'interesse per questa popolazione e per questa terra aumentò. Lo scorso anno dopo anni senza vacanza feci la pazzia di fare l'astronauta, così mi chiamò un mio amico amante dei viaggi e che mi appoggiò in questa pazzia del viaggio ad Helsinki.


Astronauta per questi motivi: avrei viaggiato da solo, non conoscevo nessuna parola di finlandese, tranne olut (birra), il mio inglese era quello scolastico di tanti anni fa (tipo io Tarzan tu Jane per intenderci), e una terra sconosciuta di cui avevo letto tanto ma che non conoscevo in prima persona. Così decisi di andare nello spazio finnico solo.



E cosa ti ha colpito in particolar modo, tanto da farti prendere la decisione di tornarci l'anno prossimo?

In due parole? Mi manca.

Mi manca la sua aria, i suoi colori, la natura, quel misto architettonico così armonico, il cibo e la loro gente.


Sei rimasto solo a Helsinki o ti sei gironzolato un po' i dintorni?

Ho preferito visitare solo Helsinki e alcune sue isole, quelle classiche: Seurasaari, Pihlajasaari e Suomenlinna che adoro particolarmente.
Da astronauta ho preferito solo la capitale e sinceramente non capisco quelli che dicono, anche gli stessi finlandesi, che Helsinki è piccola, e sono sufficienti pochi giorni per visitarla. Io ci sono stato sei giorni ma avevo ancora molto da vedere e conoscere. A me il viaggio piace se posso vivere la città non visitarla.



Foto di Tiziano - Suomenlinna, Cafè Vanille
Che ne pensi della cucina finnica?

Altra mia regola all'estero mangiare i piatti del posto. Durante il mio soggiorno ho mangiato solo cucina finnica con grande piacere. Prima di partire mi ero fatto una lista delle cose da provare e ciò mi ha facilitato nella scelta dei piatti. Tutto ciò che ho mangiato mi è piaciuto, un po' meno la renna ma per il resto ho mangiato con piacere. Il salmone in primis ma anche tanti altri piatti mi sono piaciuti. 

Per me Helsinki ha il profumo dell'aneto e del mare.

Al mattino adoravo far colazione, con calma, in uno dei tanti bar con la Korvapuusti, morbida brioche alla cannella, e il loro caffè che non ha niente a che vedere con il caffè americano, molto più buono, certo per un italiano abituato all'espresso può non piacere... ma il piacere di un caffè da sorseggiare con calma non ha pari, a mio parere, con il tocca e fuggi dell'espresso.


Per non parlare di tutti i vari frutti di bosco che ho mangiato, deliziosi! E la liquirizia salata!


Hai avuto modo di interagire con la popolazione del posto? E se sì, che idea ti sei fatto dei finlandesi?

Purtroppo poco visto le mie difficoltà linguistiche, ma l'impressione ricevuta nei pochi contatti avuti è stata positiva, molto disponibili, onesti, riservati ma pronti a dare una mano se richiesta. Comunque siamo riusciti a comunicare anche io e una simpatica contadina di ottanta anni che vendeva i suoi frutti di bosco nella piazza del mercato di Hakaniemi e che parlava solo finlandese.

Dove hai alloggiato e che soluzione hai scelto?

La scelta non è stata facile inizialmente, i prezzi per dormire, come si sa, sono alti e a furia di cercare ho trovato un sito di B&B, piccolo ma completo che proponeva vari appartamenti. Ne scelsi uno nella zona di Kallio. Prezzo accettabile per un mini appartamento completo di tutto dove poter stare anche in tre persone volendo.

Non posso non fare della pubblicità a questo sito di B&B, anche se non ricevo soldi da loro, per la precisione, la gentilezza e l'attenzione ricevuta. Il sito è Helsinki Bed and Breakfast e il responsabile, Tapani, è una persona davvero gentile. 


Per email mi ha fornito informazioni precise su come arrivare, autobus, foto della casa ecc. Davvero un ottimo servizio ma soprattutto ricordo quando partii da Roma, o meglio quando provai a partire, e la Finnair aveva fatto over booking e rimasi a terra, partii sette ore dopo con uno scalo a Monaco invece del tanto agognato volo diretto verso Helsinki. Dovevo avvertire la proprietaria dell'appartamento sul ritardo. Le inviai email e sms ma niente, provai a telefonare ma il suo inglese era pari al mio e non ci capimmo molto bene. Scrissi un'email a Tapani, era domenica, dopo nemmeno quindici minuti mi rispose dicendo che aveva avvertito la proprietaria del ritardo e mi fornì il suo numero di cellulare. A Monaco mi contattò per chiedermi se il viaggio andava bene e arrivato all'appartamento mi ricontattò per sapere se ero arrivato. Davvero bravo.

Tanto che il prossimo soggiorno ad Helsinki l'ho organizzato sempre con loro, stessa casa, stesso sito.

C'è qualcosa che ti ha colpito negativamente della Finlandia?

Se proprio devo trovare qualcosa dovrei dire gli autisti degli autobus, poco cordiali anche nelle informazioni. Vorrei precisare che non ho parlato loro durante la guida ma quando erano fermi e fuori dal mezzo. Quattro su cinque erano scortesi, l'altro non aveva risposte alla mia domanda. Sempre per onestà quattro volte su cinque devo precisare che erano di origini russe. Forse solo un caso e non vorrei generalizzare, ma questa è stata la mia esperienza.

Ti è sembrata una città efficiente o c'è qualcosa che tu cambieresti?

Oh sì che è efficiente, ma assolutamente non caotica e questo la rende ancor più apprezzabile ai miei occhi. Ancor prima di partire ero rimasto sorpreso di come l'ufficio del turismo di Helsinki, contattato via email per sapere se avevano una guida anche in italiano, si sono offerti di inviarmela a casa. Cosa vuoi cambiare? Dopo la terza o quarta volta che ci tornerò forse te lo saprò dire.

Hai sicuramente comprato qualche souvenir, ci confidi cosa ti sei portato a casa?

Nel negozio di Aarikka ho acquistato un alberello di design in legno da montare che ha attratto subito la mia attenzione. E in aeroporto, prima di tornare in Italia non sono riuscito proprio a trattenermi da un classico oggetto finlandese una scatola della Marimekko con ovviamente il disegno emblema della ditta, l'Unikko. E poi una corteccia di betulla raccolta in qualche passeggiata nelle isole.


Che consiglio daresti a chi decide di visitare Helsinki e la Finlandia per la prima volta?


In Finlandia non hanno il piatto della doccia! Scherzi a parte, questo lo sapevo prima di partire perché mi piace informarmi e penso che questo sia molto importante per godersi poi la cultura e l'ambiente di una nazione. Nello specifico consiglierei di prendersela con calma, non fare la trottola da un monumento ad un altro ma di sedersi e respirare l'aria del posto. Meglio ancora se in uno dei tanti parchi della città.

Hai avuto modo di visitare qualche museo, galleria d'arte o pinacoteca?

Il tempo durante il mio soggiorno è stato sempre molto bello perciò ho preferito sempre gli spazi aperti, tranne per il Kiasma che ho visitato. Già la sua struttura architettonica è bella e le mostre all'interno altrettanto interessanti. Del Kiasma penso di aver fotografato ogni angolo , ogni movimento delle sue strutture. Davvero da non perdere.

Museo d'arte moderna Kiasma

Ci racconti un aneddoto divertente sul tuo soggiorno a Helsinki?

Ero partito dall'Italia con quasi quaranta gradi mentre ad Helsinki al massimo ne facevano venticinque. Il secondo giorno sento la pelle del viso un po' secca, mi guardo allo specchio e mi ero preso un eritema, non grave, alla fronte e al naso. Ero allibito e non avrei mai pensato che poteva capitarmi proprio nella capitale finlandese.

Ti sei goduto un po' di movida notturna? Che locali hai frequentato?

Purtroppo no, perché alla sera ero talmente stanco dei chilometri fatti durante la giornata. Inoltre non ho potuto vivere il sabato sera perché il giorno dopo avevo l'aereo per il ritorno alle cinque del mattino. Ma quando sono uscito da casa ho visto un brulicare di taxi che portavano a casa i sopravvissuti, nel vero senso della parola, del sabato sera.

Ecco il momento Marzullo. Fatti una domanda su Helsinki e... datti una 
risposta!

Ci andresti a vivere?

Forse, dovrei prima visitarla anche in inverno per capire se riuscirei ad amare anche il freddo e il buio finnico.

Ci salutiamo con un ultimo quesito! Se la Finlandia fosse:

Un colore: blu, quello del cielo e del mare
Un sentimento: pace
Un aggettivo: riservata


Foto di Tiziano


mercoledì 1 giugno 2016

InterView: Helsinki - Romina

01 giugno 0 Comments

Buongiorno a tutti, cari naviganti! 

Oggi torno a parlare di Helsinki con un post molto particolare che ho avuto la fortuna di salvare, anche se per caso, da una pessima fine. Durante la migrazione da Wordpress a Blogger, questo post non so come, andò perso (risale al settembre 2012), ma per mia fortuna, anche se ben 4 anni dopo, l'ho ritrovato!

Questa intervista riguarda una persona a me vicinissima: mia sorella, non di sangue, ma d'Anima. Sto parlando di Romina Mazzara, la scrittrice di Trieste, una Principessa che si mangia le unghie, edito da La Zisa.   

Chi si fosse perso il post dove parlo del suo magnifico saggio, faccia un salto qua!


E chi si fosse perso il post dove intervisto Romina per la mia rubrica Interview, clicchi qua! 



Bene, tornando a noi: dovete sapere che, come lei mi ha portata per la prima volta in vita mia a Trieste, presentandomela e facendomela dannatamente amare, io ho portato lei a Helsinki! Sì, l'ho portata fino in Finlandia! Al ritorno dal nostro stupendo viaggio, ne ho approfittato per intervistarla, anche in considerazione del fatto che Romina possiede un dono: scrive divinamente.  Non potevo certo farmi scappare un'occasione del genere, no?

Ecco quindi la sua a dir poco meravigliosa intervista, dove ci parla della sua personale esperienza in quel della Finlandia!



Romina, so che sei una nomade dentro, non ami stare nello stesso posto molto a lungo e anche se solo per pochi giorni, ami prendere un treno o un aereo e vedere posti nuovi.

La domanda, fatta da me è assai buffa ma: Come hai conosciuto la Finlandia?



Grazie a te, ovverosia grazie a mia sorella.

Prima per me era solo un punto un tantino troppo a Nord sulla Carta geografica.

Sono sempre stata attirata più dai Paesi Mediterranei, Spagna e Grecia in primis, mi attraeva come una calamita la “Saudade” di Lisbona, che ho avuto modo di “toccare con i sensi” da poco, avevo la fascinazione dell’Oriente, sognavo luoghi lontani, ma non il Nord Europa.

Troppo rigido, nella mia testa, troppo dogmatico, troppo in ordine.
Troppo sicuro, per una Nomade dentro.
Poi mi hai raccontato con sapiente grazia quanto la Finlandia possa essere una carezza, ho visto le tue foto, mi sono persa in laghi immensi, barche placide e cieli grandi, dai colori sfumati, e ho capito che è quello di cui ognuno di noi ha bisogno: una Culla.

Cosa si prova passeggiando per le vie di Helsinki?

Credo soprattutto “Pace”.
Sì, Pace, nel senso più squisitamente letterale possibile.
Helsinki è un’onda tiepida, che avvolge ma non strattona, che coccola ma senza affettazione, che lambisce ma non invade.
E’ come una nonna, saggia e lieve, che ti aspetta sulla soglia di casa seduta a leggere un libro e quando entri non si scapicolla ad abbracciarti, ma ti regala il sorriso cicatrizzante del migliore dei “Ritorni A Casa”.
Ecco, Helsinki dà costantemente la sensazione di essere al riparo.
La sicurezza che nulla di male potrà accaderti, finché sarai sotto quella cattedrale bianca, che domina la città come una madre.

Hai visitato, fra le altre cose, anche i Mercati del porto (Kauppatori/Kauppahalli), quale pensi che sia la differenza fra questo mercato e quelli presenti in Italia?

L’ordine, innanzitutto.
L’ordine e la compostezza, non solo dei Finlandesi, ma dell’ambiente stesso.
In Italia sembra ci sia perennemente bisogno di rumore, di confusione, di grida, di casino, per creare un luogo allegro e pieno di vita.
Cazzata.
Il Kauppatori E’ allegro, colorato, vivace, pieno di vita, di suoni, di oggetti, di profumi, di stridii di gabbiani, ma non c’è disordine, non ci sono grida, non c’è confusione: funziona tutto alla perfezione, come un orologio, eppure è un centro pulsante vita, cose belle, golosità e facce allegre.
Un’allegria sempre benevola, istintiva, naturale, spontanea.
Non c’è nulla di ostentato, nessuna facciata: Helsinki non ha (bontà sua) bisogno di impalcature.


Parlaci di cosa hai mangiato!

Tanto salmone, soprattutto!
Quello fresco del Kauppatori, innanzitutto, cotto su griglie giganti, adornato di aneto, punzecchiato di aromi, attorniato da patate novelle dal sapore meraviglioso di terra, di radici, di cose buone.
Quello incantevole della barca che, partendo appunto da Kauppatori, fa il giro dell’Arcipelago cena inclusa, la sera, cucinato con un filo di panna, di una delicatezza estrema, morbidissimo.
I piselli dolci, che uno tira l’altro e sanno di orto e di consolazione, da sgranare rigorosamente seduti a pelo d’acqua, ad un passo dalle navi.
I dolci, squisiti, alla cannella o allo zenzero, paste morbide da colazione (Pulla, in primis) o biscottini da merenda, come uno, il più buono di tutti, assaggiato in un baretto delizioso, nell’altrettanto deliziosa Kallio.
Purtroppo non ho potuto gustare una delle più note prelibatezze finniche: i frutti di bosco.
L’allergia mi ha spinta a riconsiderare l’idea, ogni qualvolta mi ballonzolava in testa (e credetemi: spesso!)

Che consiglio daresti a una persona che intende visitare Helsinki per la prima volta?

Di andarci tranquillamente, tranquillamente in senso letterale, senza fretta, senza aspettative stereotipate, soprattutto con grande semplicità, senza bisogno di troppe informazioni prima.
Credo che Helsinki, contrariamente a tante altre città, non ne abbia bisogno.
Non serve neanche una vera e propria Guida, basta una cartina e poi si segue l’istinto, si attraversano ponti, si valicano confini, si prendono tram, si scende chissà dove e si comincia a camminare, dall’alto verso il mare.
Non c’è bisogno di nient’altro.

Cosa ti ha colpito maggiormente? Cosa ti è rimasto, quindi, nel cuore?

La Pace, appunto.
La sensazione di estremo conforto, di carezza sulla testa, di buffetto sulla guancia, di abnegazione.
Il camminare lungo strade ampie e pulite, lo sbucare di verde in ogni dove, la città che fa capolino tra la natura e non viceversa, le casine minuscole e colorate, da Regno dei Puffi, di Vallila, la Chiesa scavata nella roccia, dove viene naturale accucciarsi in un angolo e mormorare la più sentita delle preghiere (intendo “preghiera” non in senso per forza di cose religioso), gli scoiattoli che vengono a mangiarti le noccioline in mano nella vicina Seurasaari, la tranquillità di un mare sempre calmo, immoto e pacificato con sé stesso, che scalda il cuore.
E Kallio: il mio posto preferito.
Non particolarmente bella, non particolarmente intrigante, eppure mi ha strappato l’Anima come nessun altro posto è stato in grado, ad Helsinki, di fare.
Un quartiere che è Vita allo stato brado, istintività pura, quel retrogusto di famiglia che non ti aspetteresti in anonimi palazzoni.
Ho lasciato, a Kallio, gran parte del mio cuore.


So che ci torneresti. Perché?

Per tutto quello che ho scritto sopra.
A chi non piacerebbe, di tanto in tanto, tornare in un posto dove ci si sente al sicuro come tra le braccia di una madre?

Che idea ti sei fatta della popolazione finlandese?

Se il concetto di “SISU”, che è più che generico “coraggio”, ma è la quasi-incoscienza di osare laddove chiunque avrebbe mollato, di andare al di là dei limiti convenzionali, di non mollare mai, neanche di fronte alle più plateale delle evidenze, è concetto tipicamente finlandese, c’è un motivo.
Sono persone abituate a convivere con la difficoltà di un clima aspro, di inverni rigidi, di terre strappate all’acqua, di barriere di carta da accatastare in pieno centro, per impedire al mare di invadere tutto.
Persone pratiche, indipendenti, coraggiose, leali, prima di tutto con sé stesse.
Non può esistere coraggio privo di un’estrema lealtà interiore.
I Finlandesi conoscono bene la lotta per la sopravvivenza, fisica e forsanche emotiva, che di fatto è un po’ la stessa cosa, ma questa conoscenza non li ha portati a diventare schivi o scostanti o cinici, nei confronti della vita.
Come la natura che li circonda, sono allegri, ottimisti, solari senza essere eccessivi, generosi senza scadere nell’ingenuità, profondamente radicati nella loro Terra e della loro Terra profondamente orgogliosi, e accolgono il turista come uno di casa, con naturale semplicità, senza risparmiarsi neppure da un punto di vista linguistico: apprezzano enormemente un semplice “Kiitos” e ricambiano allegramente con qualche parola in italiano, stentata eppure colma di tutto il cuore possibile.

Ti sei sicuramente comprata qualche souvenir, parlaci di cosa hai portato in Italia.

Per me, ho preso un poncho di lana, fatto a mano, caldissimo come solo lì li sanno fare, di cui vado orgogliosissima (per le più fashionist: sì, è anche fashion!), un portachiavi a cui sono tremendamente legata, perché è il Simbolo del mio primo viaggio lontano (un orsetto con una magliettina blu, con sopra scritto FINLAND) ed un copriletto di pile, morbido come una nuvola, con sopra le famosissime renne, adattissimo ad una storia di Natale felice!
E poi una marea di regalini: tazze, cuscinoni a forma di renna, biscotti allo zenzero, salmone affumicato, ciondoli artigianali del Kauppatori e, dono che ha reso felicissimo il mio nipotino, un astuccio da scuola, simpaticissimo, ed ovviamente a forma di renna!

Un lato negativo della Finlandia?

La lontananza. E basta.


Raccontaci un aneddoto divertente sul tuo soggiorno a Helsinki.

Oddio, tu sai di cosa parlerò!!!
Riguarda un incontro sul catamarano Tallin-Helsinki, al ritorno da una gita in giornata in Estonia, con un piacione italiano che rimarrà sempre impresso nella mia mente (e che ricordo ogni volta prenda un aereo!).
Convinto presumibilmente di far colpo sulla sottoscritta, il mio vicino di posto si è gentilmente premurato di informarmi (parlavamo della normale “ansia da volo”) che, se in fase di atterraggio un aereo può tentare una qualche manovra di emergenza, in fase di decollo, se qualcosa succede, si è fottuti.
Farei notare che il piacione in questione sapeva che avrei volato di lì a tre giorni.
Ogni volta che prendo un aereo, un pensiero vola a lui, e non è esattamente un pensiero gentile.

Tu abiti a Milano, una città famosa anche per i mezzi pubblici particolarmente efficienti (tram, metro, bus, taxi, ben due aeroporti, ecc...), cosa ne pensi dell'efficienza dei mezzi pubblici finlandesi?

Che se i mezzi pubblici di Milano sono efficienti, io sono Madonna!
Non c’è il minimo paragone tra l’efficienza nordica e quella italiana.
In Finlandia i tram non tardano un minuto, al massimo arrivano in anticipo.
Sono puliti, ordinati, sereni e calmi come tutto quello che li circonda.
Anche qui: tutto funziona con la perfezione di un orologio, ma sempre in un contesto di profonda umanità.

Sei rimasta soddisfatta di dove hai alloggiato? Lo consiglieresti? Che tipo di soluzione hai adottato?

Assolutamente sì!
Per una come me, che adora viaggiare ma non rinuncerebbe mai alle comodità, la catena Hellsten Appartments è la soluzione ideale.
Sono appartamenti di varie tipologie, dallo Studio (un monolocale comodissimo come il mio, Ikea Style ma accogliente come pochi, con un grande lettone, angolo salottino con scrivania e wi-fi, angolo cucina e bagnetto) alle Suites, nel mio caso in pieno centro di Katajanokka, a due passi dal Kauppatori.
Oltre ad essere in un bellissimo palazzo dei primi Novecento, sono perfettamente insonorizzati (non si sente un rumore uno dagli altri appartamenti, e per un corretto riposo è requisito fondamentale), con una vista gradevolissima, servizio di pulizia ineccepibile e, non ultima cosa (i ristoranti ad Helsinki sono abbastanza cari) la possibilità di fare la spesa e di tanto in tanto cucinarsi qualcosa da soli.
Lo consiglierei a chiunque: per la sottoscritta, è la soluzione migliore.


Una domanda alla Marzullo: Fatti una domanda e risponditi da sola :)

Sono giustamente abituata :)
-Cosa provi, quando ripensi ad Helsinki?
-Un senso di quieta nostalgia. Non dolorosissima, ma malinconica. Come un tramonto rosa sul Baltico.

Ultima domanda: Se la Finlandia fosse:

Un colore: Arancio caldo, sfumato rosa.
Un sentimento: SISU.
Un aggettivo: Delicatezza

Koti on siella missä sydämesi on