martedì 20 dicembre 2016

Menù di Natale Gluten Free 2016

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Rieccomi da voi, come promesso, con il secondo menù di Natale, questa volta 2016, quindi quello che realizzerò  fra qualche giorno. A dire il vero, come nel post precedente, i menù saranno due, uno della vigilia e uno di Natale, ma quello di Natale è una sorpresa che voglio fare a mio marito, quindi non posso pubblicarlo prima del 25 Dicembre. Entrambi, come sempre, saranno gluten free.
Per ora vi racconto il menù della vigilia, chissà che non possa essere di ispirazione per qualcuno di voi :) Le dosi sono tutte per due persone.

Partiamo dall'antipasto

Bicchiere di Emmentaler, pachino, olio al basilico e gamberone argentino al pepe nero.

Semplicissimo, velocissimo, sano e goloso. 

Ingredienti: 
  • 80 grammi di Emmentaler
  • 80 grammi di pomodorini pachino
  • 2 gamberoni argentini
  • Basilico
  • Olio EVO
  • Sale
  • Pepe nero
  • Ghiaccio
  • Vino bianco

Tagliate il formaggio a dadini molto piccoli e mettete da parte. Lavate, asciugate e tagliate a dadini anche i pomodori pachino, unendoli poi al formaggio all'interno di un boule di vetro, eliminando il succo che il pomodoro rilascerà. 

Ora preparate l'olio. 

Lavate il basilico, asciugatelo e frullatelo con due grossi cubetti di ghiaccio (controllate che il vostro frullatore sia in grado di frantumare il ghiaccio, altrimenti rischiate la rottura delle lame). A questo punto aggiungete l'olio, un pizzico di sale e frullate ancora qualche secondo.
Unite l'olio al basilico alla dadolata e mescolate ancora. Riponete in frigo. 

Nel frattempo cuocete i gamberoni in padella e fateli sfumare nel vino. Sia fresco che scongelato, lavatelo, eliminate la testa (se volete potete lasciare la coda a scopo decorativo) e con l'aiuto di uno stecchino l'intestino (il filetto nero che, se dimenticato, rilascia un pessimo sapore amaro). Quando il vino sarà evaporato pepatelo a dovere su entrambi i lati. Basterà qualche minuto. 

Prendete dei bicchieri, possibilmente belli e riempiteli a metà con la dadolata, a quel punto poggiate il gamberone in cima.  


Come primo piatto, espressamente richiesto dal marito, farò dei tagliolini al salmone affumicato con burro di acciughe e capperi (il burro è un'aggiunta mia). Devo ancora decidere se acquistare i tagliolini senza glutine o farli con le mie manine, ma non avendo mai fatto una pasta fresca così stretta, penso che opterò per l'acquisto. Vorrei evitare di combinare un disastro ^^' In compenso farò il burro. Vi spiego come. E' ottimo anche da spalmare sui crostini per un aperitivo o un antipasto.


Ingredienti: 
  • 100 grammi di burro (se siete intolleranti al lattosio prendete, o fate, quello chiarificato).  
  • 40 grammi di acciughe sotto sale o sott'olio
  • 20 grammi di capperi sotto sale

Mettete il burro in una ciotola e fatelo ammorbidire. Se è troppo freddo aiutatevi a bagno maria.
Lavate le acciughe, se sono sotto sale, e privatele della lisca centrale e della testa. Asciugatele con la carta molto bene e tritatele finemente. Se le acciughe sono sott'olio, come le mie, allora asciugatele bene e tritatele.
Lavate i capperi, strizzateli e asciugateli, come avete fatto con le acciughe. A questo punto tritate anche loro finemente.
Unite i capperi e le acciughe al burro e mescolate fino a formare una crema omogenea, poi riponetela in una vaschetta chiusa e mettetela in frigo fino al momento dell'utilizzo.

Con questo burro un po' particolare, quindi, salterò i tagliolini ancora al dente in una padella insieme al salmone affumicato, pepando poi a piacere. 

Passando al secondo piatto e rimanendo sul modello facile, veloce, buonissimo e di sicuro effetto, farò un cotechino al profumo di tartufo. Per mio marito, visto che a me fa ribrezzo solo il pensiero. Il cotechino lo prenderò precotto; sarò sincera, non ho tempo né dimestichezza per cucinare un cotechino da zero.
Come saprete la cottura del cotechino precotto è a prova di scemo. Si tratta di immergere la carne, ancora nella sua busta, in molta acqua bollente per una ventina di minuti (per il taglio da 250 grammi). Una volta pronto si apre, si scola, e si affetta. A quel punto lo adagerò su una crema al tartufo che, per questione di costi, ho acquistato già pronta. L'avrei fatta anche con le mie manine, ma comprare una pepita d'oro per la cena della vigilia di una sola persona mi sembrava un filo eccessivo. :)

Per me, ma anche per lui come contorno, farò delle patate alle erbe aromatiche. Vediamo di cosa si tratta: 

Ingredienti: 
  • 300 grammi di patate di Zocca (se le trovate)
  • 1 cipolla dorata piccola o, se volete fare i fighi come Cracco, 1 scalogno
  • Erba cipollina
  • Basilico
  • Rosmarino
  • Prezzemolo
  • Aneto
  • Sale 
  • Noce moscata
  • Olio EVO

Lavate le erbe molto bene, asciugatele e tritatele finemente. Tritate lo scalogno (o la cipolla) e in un boule di vetro mescolate il tutto con l'olio, il sale e la noce moscata.
Lavate BENISSIMO le patate (visto che terremo la buccia), asciugatele e tagliatele a fettine sottilissime (massimo 3 millimetri).
Mettete le patate nel boule e mescolate delicatamente, ma molto bene, in modo che ogni fettina di patata si unga.
Disponetele in una teglia non molto grande e già oliata, possibilmente a raggiera e prima di infornarle aggiungete ancora un filo sottilissimo di olio Evo sulla superficie.
La cottura è in forno preriscaldato a 180 gradi, ventilato, per circa 30/40 minuti.
Volendo è possibile farle anche "al forno", inteso come a pezzettoni. Molto più classiche, insomma. In questo caso potete sbucciarle e sbollentarle qualche minuto prima di unirle alle erbe, per tenerle in forno meno tempo. 

A questo punto dovrei raccontarvi del dolce, ma visto che è lo stesso che mio marito mangerà a Natale (quindi non posso spoilerarlo) vi racconterò il dolce che ho fatto in occasione di un altro Natale, quello del 2014. La mia personalissima cheesecake al limone

Dovete sapere che la Cheesecake è il mio cavallo di battaglia. Sia quella da cuocere (che amo meno perché più pesante) sia quella fredda.
Nel tempo sono riuscita a semplificare sempre di più la ricetta, rendendolo un dolce molto meno calorico dell'originale americano e con pochi ma freschissimi ingredienti.
Ad esempio non uso la panna, la colla di pesce (che schifo), l'agar agar e nemmeno così tanto zucchero come vuole la ricetta. Vediamo come.

Ingredienti:
  • 150 grammi di biscotti secchi gluten free al limone Sarchio (Fior di Limone)
  • 60 grammi di Burro (di solito vegetale o senza lattosio)
  • 250 grammi di Philadelphia classico o, se volete, Light
  • 250 grammi di ricotta freschissima (non salata!)
  • 50 grammi di zucchero integrale
  • circa un cucchiaio di Maizena
  • 2 grossi limoni BIO con le foglie! Se non li trovate enormi, prendetene 4 più piccoli.
  • 1 bustina di vanillina
  • Acqua

(Nella versione più maiala c'è la panna fresca e anche un vasetto di yogurt al limone, che io però non metto mai.)

Imburrate una tortiera. Meglio se di 22-24 centimetri e apribile lateralmente.

Frullate i biscotti riducendoli in polvere, mentre in un pentolino fate sciogliere a fuoco bassissimo il burro. Togliete il pentolino dal fuoco, versateci i biscotti e mescolate. Con questo impasto farinoso ricoprite il fondo della tortiera e pressate con il dorso di un cucchiaio fino a formare una base liscia che riporrete in freezer per un quarto d'ora. 

Lavate, asciugate e grattugiate la buccia dei limoni, avendo cura di evitare la parte centrale più larga di uno dei due che dovrete invece affettare (servirà come decorazione). Lavate, asciugate e tenete da parte anche le bellissime foglie. Una volta ricavate le due/tre fettine sottilissime di limone, spremete il succo di entrambi in una tazza.

Nel frattempo, in un boule di vetro, versate il Philadelphia, la ricotta, lo zucchero, la bustina di vanillina, metà del succo del limone e metà della scorza grattugiata (mi raccomando di non grattugiare troppo a fondo, la parte bianca rende il gusto del limone amaro). Mescolate con un cucchiaio di legno. Quando il composto sarà bello cremoso e profumato, distribuitelo nella tortiera livellandolo con un cucchiaio e spostate il tutto in frigo. 

Ora prepariamo la gelatina che, come ho detto precedentemente, io faccio solo con zucchero, succo di limone, scorza e maizena. Prendete un pentolino, meglio se antiaderente, e mettete un cucchiaio di zucchero (30 grammi) a scaldare per circa un minuto, a quel punto unite il succo di limone e mescolate, poi stemperate la maizena un poco per volta, unite la scorza del limone e con un cucchiaio di legno, a fuoco basso, non smettete MAI di mescolare. Non vi ho fornito le dosi precise di proposito perché dovrete aggiungere un poco di acqua (o altro succo di limone) e maizena a seconda di quanto il composto si rapprenderà. A un certo punto vedrete che da una consistenza completamente liquida, il composto in fretta inizierà a diventare gelatina. Una volta raggiunta la quantità e la consistenza desiderata, spegnete la fiamma e lasciate intiepidire prima di versare la gelatina sulla cheesecake. 

Lasciate la torta in frigo per almeno un'ora, poi decoratela con le fettine e le foglie del limone che avevate tenuto da parte.

Ecco il risultato, che ne dite? 


Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure. 

domenica 18 dicembre 2016

Menù di Natale Gluten Free 2015

18 dicembre 0 Comments


Dovete sapere che nel 2015, in occasione delle feste natalizie, avevo scritto un post per raccontarvi il mio menù di Natale senza glutine, ma alla fine, fra una cosa e l'altra, non sono riuscita a postarlo. Lo faccio quindi oggi, così da suggerirvi ben due menù alternativi per queste imminenti feste.

Iniziamo col menù 2015! Fra qualche giorno posterò quello del 2016 :)

Dannata farina gluten free!!!

Oggi vi racconterò la mia prima esperienza col mattarello e la pasta fresca fatta con farina gluten free. Qualche giorno prima di Natale, mi ero messa in testa di fare a mio marito le pappardelle fatte a mano, ovviamente senza glutine, da condire con prezzemolo fresco, porro e porcini la sera della vigilia e con panna e salmone affumicato il giorno dopo, a Natale. Malgrado sia di Bologna non sono certo una “sfoglina” provetta, ma fino alle pappardelle o alle tagliatelle di solito ci arrivo senza troppi problemi.

Ebbene, questa volta ho dovuto sudare una ventina di camicie. 
La farina senza glutine è molto più difficile da tirare perché molto meno elastica. Avrei dovuto arrivarci da sola e magari farmi una bella cultura gugolando a destra e a manca, ma ahimé non l’ho fatto, commettendo l’errore più classico di tutti: credere che fra la farina “normale” e quella senza glutine, non ci fosse molta differenza.

L’idea iniziale era di tirare quasi 10 uova, per poi conservare la pasta già pronta da cuocere in congelatore, divisa per benino in monoporzioni; per fortuna il mio sesto senso mi ha fermata all’ultimo minuto, suggerendomi di provare prima con solo 3 uova, visto che non avevo mai tirato questo tipo di sfoglia

Gli ingredienti squindi sono stati:

  • 300 grammi di farina Schar senza glutine
  • 3 uova
  • Un pizzico di sale finissimo 

Una volta impastati gli ingredienti al meglio, ho lasciato riposare l’impasto, che alla vista e al tatto era ottimo, per una mezz’ora avvolto nella pellicola trasparente, dopo di che ho iniziato a tirarlo, ma la mancanza di elasticità sbriciolava la pasta ad ogni passaggio troppo pretenzioso di mattarello, così mi sono fermata e in preda allo sconforto mi sono attaccata al PC per indagare, scoprendo di non essere stata l’unica ad aver avuto questo problema. 
Fra i vari trucchi c’è chi aggiunge un uovo, chi il misterioso xantano, chi molta acqua. 
Io ho deciso di non fare nulla, ma di lasciar semplicemente riposare l’impasto più del doppio del tempo. Quindi in totale circa un’ora e mezza. Il mio trucchetto è servito e sono riuscita poi a tirare la sfoglia decisamente meglio di prima. 
Certo, non è venuta così sottile da poterci vedere San Luca attraverso (come dovrebbe essere secondo una vera sfoglina bolognese), ma è comunque venuta abbastanza bene. L’unico difetto è che ho dovuto fare pappardelle molto più corte rispetto a quelle classiche, proprio per il solito problema della mancanza di elasticità.

La prossima volta proverò con un uovo in più, oppure con lo xantano, anche se solo la parola mi disturba : )

Ecco le ricette dei due primi a prova di scemo, della vigilia e della sera di Natale: 

Pappardelle ai funghi porcini



  • Pappardelle gluten free tirate a manazza con estrema fatica e condite con svariati moccoli in più idiomi fra cui anche il Klingon
  • Aglio
  • Funghi porcini secchi
  • Porro
  • Prezzemolo fresco
  • Sale
  • Pepe nero
  • Olio EVO

Per prima cosa mettete a bagno i funghi porcini secchi. 
Io li lascio immersi circa un’ora e butto via l’acqua di ammollo solo se sono funghi di sconosciuta provenienza. Ho la fortuna di avere ancora dei funghi porcini meravigliosi colti in Trentino e fatti seccare da una coppia di amici espertissima nel campo che prima li pulisce accuratamente, al punto che l’acqua di ammollo è riutilizzabile come brodo. In caso contrario, chiaramente, non mi fido e l’acqua la getto via bellamente.

Fate imbiondire a fuoco basso lo spicchio d’aglio tritato, o in camicia se vi piace più delicato, con il porro tritato a rondelle sottili in un filo d’olio EVO. 
Una volta pronto aggiungete anche i funghi, precedentemente scolati, tamponati con uno scottex e tagliati a pezzettoni, nella stessa grande padella e alzate un filo la fiamma. 
Ci vorrà pochissimo. 
Nel frattempo cuocete le pappardelle in abbondante acqua bollente salata, scolatele abbastanza al dente e fatele saltare a fuoco vivace nella padella con i funghi e il porro al massimo un minuto, aggiungendo solo alla fine una “spolverata” di prezzemolo tritato grossolanamente. Pepate a piacere. 

Pappardelle panna e salmone 

  • Pappardelle gluten free idem come sopra con stavolta anche l'utilizzo dell'aramaico antico
  • Salmone affumicato
  • Panna di soia
  • Noce moscata
  • Pepe rosa in grani
  • Sale

Il procedimento non è dissimile dal condimento con i porcini. 
Partite tagliando a striscioline il salmone affumicato e tenendolo da parte. 
In una grande padella mettete la panna (io uso quella di soia, ma va benissimo anche quella di latte) e fatela scaldare a fuoco basso per qualche minuto. Quando abbastanza calda, aggiungete il salmone, il sale e la noce moscata, alzando leggermente la fiamma. 
Nel frattempo cuocete le pappardelle in abbondante acqua bollente salata, scolatele abbastanza al dente e fatele saltare a fuoco vivace nella padella con il salmone e la panna al massimo un minuto, aggiungendo solo alla fine qualche grano intero di pepe rosa. 

Se vi state chiedendo cos’altro ho fatto per queste due cene, ecco qua il resto del menù totalmente gluten free. Se qualche piatto dovesse intrigarvi, lasciate un commento e vi passo la mia versione della ricetta.


MENU' NATALE 2015


Antipasto vigilia e Natale:
Frittatine di grana e prezzemolo con strolghino di culatello e gorgonzola piccante
Dadolata di formaggio Edam, pere e noci
Primo:
Pappardelle ai funghi porcini
Pappardelle panna e salmone
Secondo:
Cotechino (precotto, perché non sono mica matta)
Pinzimonio di verdure con tagliere di formaggi misti
Contorno:
Lenticchie rosse alle erbe aromatiche
Cavoletti di Bruxelles brasati alla birra
Dolce:
Cheesecake al cioccolato




Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.  

Koti on siella missä sydämesi on