giovedì 18 maggio 2017

# India # InterView

InterView: India - Beatrice - Prima parte


Bentrovati cari Naviganti, 
oggi siamo qua in compagnia dell'amica Beatrice che ci racconta, in una lunga e bellissima intervista divisa in due parti, il suo stupendo viaggio in India. Ecco quindi un nuovo post per la mia etichetta InterView! Andiamo a scoprire insieme le meraviglie di questa terra così lontana, immensa e misteriosa. 
I PARTE
Matrimoni, sorrisi e spazzatura. 

L'India è una terra immensa e per conoscerla tutta non penso basterebbe una vita intera. Tu, di preciso, quali zone hai visitato e in che periodo dell'anno ci hai messo piede?

In India fare 3000 chilometri è come solleticare la terra. Io ho visto molto del Kerala, del Tamil Nadu e una cittadina del Karnataka, Mysore. In auto, treno, barca, tuktuk e tutti i mezzi possibili. Era novembre. In quel periodo dell'anno il clima è caldo, ma non eccessivamente umido. Per me era piacevole, con una media di 28 gradi anche di sera.


Si tratta di un viaggio lungo e dispendioso, soprattutto in termini di energie. Quanto tempo ti sei fermata e dove hai alloggiato?

Il biglietto aereo sono riuscita a prenderlo con un'offerta vantaggiosa molto tempo prima. Sono stata in India più 24 giorni e ho alloggiato la prima settimana a casa di amici vicino a Kannur in occasione del matrimonio di un mio caro amico e nei successivi giorni in vari ostelli e alberghi.



Parlaci della popolazione. Si tratta di persone generalmente accoglienti, fredde, introverse, gentili, ecc... ? Come ti sei trovata a interagire con loro?

Le persone in India sono molto gentili e socievoli. Incredibilmente accoglienti. Sono anche persone molto curiose e attratte da una società diversa dalla loro per cui spesso venivo ricoperta di domande.
Specialmente i bambini erano incuriositi dalla mia visita. Mi chiamavano Madame e mi guardavano con aria di sorpresa e ammirazione.

Non credo di aver mai incrociato 
così tanti sorrisi in un viaggio solo, 
come in India.

Persone che per strada ti offrono del té e soprattutto il loro tempo per fare quattro chiacchiere... un mondo a parte.


L'aspetto religioso è molto importante in India, tu che idea ti sei fatta in merito?

L'India è una popolazione con un tasso di religiosità alto e variegato. Si possono trovare induisti, buddisti, musulmani e cristiani di ogni tipo. La cosa più bella che ho notato è che ognuno di loro è fortemente devoto al proprio Dio, ma rispettano la religione del vicino. Convivono tutti in armonia senza pensare che il credo dell'altro sia errato.



So che hai presenziato a un matrimonio indiano e che c'erano la bellezza di 700 invitati, ce lo racconti? Quali sono le fondamentali differenze con la nostra cultura, in un matrimonio?

Raccontare un matrimonio indiano? Da dove comincio?
Le differenze tra il loro modo di festeggiare e il nostro sono infinite. Innanzitutto dimentichiamoci pranzi eleganti su tavolate decorate con fiori costosissimi e menù raffinati. Il matrimonio indiano consiste in una cooperazione tra le famiglie, si organizza tutto in casa o si affitta un palcoscenico in piazza. Gli uomini della famiglia penseranno a preparare i tavoli. Serviranno pietanze e bevande a volontà, mentre le donne della famiglia (parlo di famiglia allargata) prepareranno accuratamente ogni sorta di salsa per accompagnare il riso: portata principale. Si affitta tutto, dalle luci al karaoke, dai pentoloni alle sedie e ai tavoli. Parlo ovviamente di una famiglia di persone non povere, ma nemmeno ricche. Dimenticate quello che vedete in TV sullo sfarzo indiano. Qui si sta parlando di vita vera, vita tra le foreste. Dove una casa dista chilometri con l'altra e nel mezzo c'è solo terra rossa e palme da cocco.


Nel caso del matrimonio a cui ho partecipato io, il giorno prima si erano riuniti i miei amici indiani (che sono cristiani), con dei loro amici musulmani per poter benedire e uccidere una mucca che avrebbe fatto da pasto al matrimonio. Il rispetto che queste persone hanno una dell'altra è immenso, ma ne parlerò più avanti.
Il matrimonio dura in media 3-5 giorni. Nel loro caso 3. Il primo giorno si festeggia e si prepara la sposa, ci sono canti e balli e doni da parte dei parenti.

Il secondo si fa la stessa cosa con lo sposo, gli uomini della famiglia gli fanno la barba e le donne della famiglia, solitamente le sorelle, regalano dei doni allo sposo, tutto questo su un palcoscenico accompagnato da musica.

Tutti gli invitati e non (anche persone del villaggio) assistono all'evento. Ci sarà una grande festa fino al mattino seguente.

Terzo giorno: il matrimonio.

In questo caso, essendo loro cristiani, la cerimonia si è svolta in una chiesa cattolica. Una volta conclusa la messa, gli sposi novelli si sono recati in casa dei genitori dello sposo. Ad attenderli il benvenuto di tutti gli uomini che circondano gli sposi con un rito scaramantico fatto di urla e la benedizione della madre dello sposo affinché la sposa possa essere fertile. Ed ecco l'inizio (o la continuazione) dei festeggiamenti. Gli sposi, sul palcoscenico, seduti uno accanto all'altra con vestiti scintillanti, vengono serviti di delizie fatte apposta per loro, fra cui il pollo Tandoori che è una meraviglia! M
e lo fecero assaggiare solo perché ero un ospite giunta da lontano. Comprarono anche delle posate in città apposta per me, visto che loro mangiano tutto con le mani.
In questo caso, dato che appunto gli invitati erano 700, abbiamo mangiato 100 alla volta per poi lasciare il posto agli altri 100, e via... altro giro altra corsa! Diciamo che ti mettevano anche una certa fretta nel mangiare.

Il pasto consisteva in una foglia di banano contenente una manciata di riso bollito accompagnato da varie salse (pesce, manzo, mango, peperoncino) che loro mischiano indifferentemente assieme.
Come dolce vi era una coppetta di gelato in cartone preconfezionato e come bomboniera un biglietto da visita con foto e nomi degli sposi e allegata una caramellina. Dopo la ressa del pranzo/cena (ormai le 8 di sera) tutti i tavoli sono stati portati via di fretta dagli uomini, così da dare modo alle persone di disporre le sedie verso il palcoscenico e continuare a guardare gli spettacoli di danze e canti. Ormai a notte fonda, gli uomini continuavano a bere una specie di grappa, una bevanda alcolica ricavata dal cocco di cui non ricordo il nome e le donne a sistemare le ultime cose.

Il giorno seguente, il mio amico mi ha spiegato che per circa una decina di giorni lui e la sua sposa sarebbero stati impegnati a fare visita a tutte le famiglie che avevano partecipato al matrimonio e che avrebbero dovuto accettare i loro inviti a pranzi e cene. Questa è un'altra di quelle tradizioni da cui non si può scappare.


Così ci salutammo e io proseguii il mio viaggio.




Dal punto di vista della flora e della fauna, cosa puoi dirci? Sei riuscita a fare un bagno nell'Oceano Indiano? Com'è la natura in India e che rapporto hanno i suoi abitanti con lei?
Incredibile quanto verde ci sia, 
ed è incredibile anche quanto 
poco si rispetti.

Sfruttano alberi e piante fino allo sfinimento e sporcano con immondizia e cartacce ovunque, sia per strada che nelle foreste, come se la natura avesse il potere di ingoiare tutto e farlo rinascere.

Il bagno nell'Oceano l'ho fatto a Varkala e Kovalam (KERALA), dove le acque sono stupende e calde. A Mahabalipuram (TAMIL NADU) era invece una sfida entrare in quelle acque gelide, dove molto probabilmente le correnti che arrivavano da Est erano molto forti.


Che consigli daresti a chi, come me, è intenzionato a intraprendere un viaggio in una terra così affascinante, lontana, complicata e misteriosa?

Credo che la cosa più importante sia la prevenzione. Informasi sui vaccini da fare senza trascurarne alcuno. Malaria e Tifo soprattutto. Preparare una borsetta a parte con i medicinali primari. Io personalmente avevo messo in saccoccia Imodium, antibiotico, Tachipirina, disinfettante, Voltaren, antiacido, Plasil, Gentalyn Beta, cerotti e altri medicinali personali compresi quelli per la malaria. Vi consiglio di tenere ogni blister nella confezione originale, nella probabilità di vari controlli in aeroporto.

In aeroporto i controlli sono molto scrupolosi, soprattutto all'arrivo, dovete dichiarare perché siete nel paese e quali contatti avete, nomi degli hotel in cui starete e quanti giorni avete intenzione di restare.

Un altro consiglio che sento di dare è di portare sempre con voi un sacco a pelo in cui dormire. Potrebbe non piacervi dove volete spalmarvi per riposare dopo una giornata. In India non sono soliti lavare le lenzuola e se lo fanno usano solo acqua sporca, per cui vi consiglio di organizzarvi con una valida alternativa portatile.

L'acqua calda è un'utopia, solo i migliori hotel ce l'hanno, ma tanto le temperature sono tali da non farvi soffrire la cosa, credo.


Non mettete assolutamente in valigia shorts, pantaloncini o magliette scollate o senza maniche, non le mettereste mai, non è consigliato un abbigliamento "occidentale" diciamo così, per il semplice fatto che manchereste di rispetto alla loro cultura, turbandoli nel profondo e andando anche a scavare (per le donne) negli uomini, sensi innati con cui non hanno molta confidenza.


Consiglio anche eventualmente di contattare un'agenzia del posto che vi darà modo di spostarvi con facilità e vi offrirà un servizio di trasporto personalizzato a un prezzo molto economico.




Ci parli del rapporto fra uomini e donne, anziani e bambini?

Loro vivono tutti insieme in armonia ... in case enormi e per strada li vedi cooperare in attività come la raccolta, il gioco o la preparazione di cibi.

Un punto dolente. Il clima, soprattutto per me che detesto il caldo. Dicono sia però un caldo secco, ma ci sono i monsoni e giornate dove si soffoca a causa dell'afa. Tu che tempo hai trovato?

Il periodo migliore per andare in India è Novembre-Dicembre, quando i Monsoni sono appena passati e l'aria è fresca. Tutto il resto dell'anno è molto facile trovare caldo molto umido e piogge inaspettate e interminabili. Ma se ci si sposta un pò più in alto su alcuni altopiani o vicino a meravigliose cascate o ancora caverne nascoste, si respira una bella arietta fresca, tanto da dover indossare la giacca.




Un altro aspetto che interessa moltissimo i lettori è la gastronomia. Nelle zone dell'India che hai visitato, cosa si mangia e cosa si beve? C'è qualcosa che hai amato e qualcosa che, al contrario, ti ha inorridito perché lontana dalla nostra cucina mediterranea?

Ho amato e mangiato di tutto. Non c'è niente che non mi sia piaciuto. Maggiormente il piatto principale è il riso. È poi l'accompagnamento che cambia. Esistono varie salse piccanti e non, a base di carne, pesce o vegetali.

Penso che la cosa che mi sia piaciuta di più sia stata una specie di crepes di farina di riso arrotolata da condire a piacimento e delle buonissime frittelle, sempre di riso. Il pollo Tandoori è qualcosa di magico. Ho adorato anche una salsa di spinaci con dentro il tofu, ma non è come lo conosciamo noi, ha tutto un altro sapore. E poi il pane. C'è un pane che si chiama Chapati che è una specie di piadina, ma forse dentro l'impasto ci sono le spezie, per quello ne sono rimasta innamorata. Beh, in realtà io ho mangiato col sorriso tutti i giorni. Ora mi manca la cucina indiana e tanto, ma riprodurla a casa è difficile.




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