sabato 27 febbraio 2016

Listography # 41 - Your favorite movie stars

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Le mie stelle del cinema preferite. 

Uhm. Argomento spinoso. 

Amo molto il cinema e nella mia vita ho visto un sacco di film, da qualche anno però la mia pigrizia atavica mi ha portata a vederne sempre meno. Ora guardo solo quelli che reputo davvero interessanti e che incontrano al 100% i miei gusti, mentre quelli che non solleticano la mia curiosità nemmeno un po’, li lascio agli altri, perché oggi preferisco passare il mio tempo in altro modo. Facendo modellismo, per esempio, oppure videogiocando. Un tempo invece guardavo veramente di tutto, anche solo per passare una serata.

Se per stelle del cinema intendiamo fenomeni della recitazione e non solo attori pieni di fascino alla Marilyn Monroe, che era infinitamente stupenda e anche brava, per carità, ma non certo da Oscar, allora nomino i primi 10 che mi vengono in mente e che amo in particolar modo (l'ordine è spudoratamente casuale):

  •           Kathy Bates (Fra le donne, secondo me, è inarrivabile)
  •          John Noble (Da Premio Oscar persino in una serie come Fringe)
  •           Jared Leto (Guardatevi Requiem for a Dreams, altroché...)
  •           Benedict Cumberbatch (Devo anche spiegarvi il motivo?)
  •           Ian McKellen (Un altro che non ha bisogno di presentazioni)
  •           Denzel Washington (Guardatevi Malcolm X, tanto per dire)
  •           Morgan Freeman (Beh…)
  •           Julianne Moore (Mi è sempre piaciuta moltissimo, anche quando non era così      famosa)
  •           Ethan Hawke (Guardatevi Gattaca, la mia pellicola preferita in assoluto)
  •          Adam Driver (Lo ammetto, di suo ho visto pochissimo, ma il suo talento non si discute)
  •          Gillian Anderson (Mi sono innamorata di lei in X-Files e la trovo meravigliosa)

mercoledì 17 febbraio 2016

InterView: Helsinki - Giulia

17 febbraio 0 Comments

Ritorna, dopo molto tempo, un post dedicato a un'etichetta alla quale tengo molto. Sto parlando di InterView. Le mie interviste ai viaggiatori.
Oggi avrò l'onore di ospitare Giulia, che avete avuto modo di conoscere in questo post qua.

Vi ricordate di lei e del suo bel progetto Sister City?

E l'intervista che ha realizzato alla sottoscritta proprio su Helsinki, ve la ricordate?

Andrò quindi a raccontarvi un po’ della mia amata Helsinki e lo farò tramite le parole di Giulia, grandissima viaggiatrice, che ci ha passato da poco qualche giorno.

Voglio ringraziarla immensamente non solo per le sue belle parole, ma anche per le magnifiche immagini che ha scattato nella mia amatissima città. Giulia è una fotografa provetta e diamine se si vede! Le ha reso veramente giustizia! 



Ciao Giulia, è un piacere ospitarti nuovamente sul mio blog! Cominciamo con la prima domanda, direi la più ovvia: so che a Helsinki c’eri già stata tanto tempo fa, durante uno dei tuoi innumerevoli viaggi anche se solo di passaggio, ma come mai ci sei tornata quest’anno? Dovere o piacere?

La prima volta sono stata in Finlandia nel lontano 1999 (o era il 1998?) per uno scambio scolastico. Ricordo che è stato un viaggio molto significativo e che Helsinki mi era piaciuta molto, ma purtroppo l'avevo visitata solo per qualche ora.

Questa volta sono tornata nella bellissima capitale Finlandese a Gennaio per partecipare ad una fiera internazionale del turismo (MATKA) in qualità di blogger. E' stato davvero un piacere tornare a visitare Helsinki, anche se il freddo ha reso tutto un pochino più difficile del previsto...

Mi hai detto che ad accoglierti è stata una città completamente ricoperta di ghiaccio e con temperature piuttosto proibitive. Cos’hai provato, davanti a quella coltre bianca?

​​Appena scesa dal treno alla Central Railway Station onestamente ho provato sconforto: avevo solo un paio di jeans, una giacca pesante ma niente guanti o berretto. Per la prima volta in vita mia ho davvero sofferto il freddo senza riuscire a sopportarlo, e ho dovuto fermarmi in uno degli innumerevoli centri commerciali per aprire la valigia ed aggiungere qualche strato e poter affrontare il tragitto che mi separava dall'hotel.

Una volta arrivata nella mia stanza, la brutta sorpresa: avevo dimenticato i sottopantaloni! Questo mi è costato caro, i primi due giorni la temperatura è scesa in picchiata fino a -26°C e solo qualche giorno fa le croste dovute al freddo che mi ha letteralmente spaccato la pelle delle gambe sono finalmente guarite... Colpa mia al 100%, lo ammetto.

Dopo 2 giorni di sofferenza sono andata a comprare un paio di pantaloni da neve e con essi ho finalmente avuto modo di godermi la città, prendere un traghetto sul mare ghiacciato ed esplorare la magica Suomenlinna.
E' stata un'esperienza forte ma bella nella sua difficoltà. E' impressionante pensare che la sola temperatura che ti circonda sia in grado di ucciderti, no? Ma adoro quando la natura mi ricorda di quanto sia importante rispettarla ed adattarsi. *inchino*

Un'altra immagine che mi è rimasta impressa è quando la prima mattina avevo appuntamento con un'amica proprio davanti alla Cattedrale. Erano circa le 8, era ancora buio, nevicava e tutto era avvolto dal silenzio e dal bianco. Come se la neve coprisse anche i suoni della città. Le persone -ed io tra esse- camminavano avvolte nei loro cappotti quasi fluttuando sull'enorme piazza come ballerine di un carillon sulle punte, leggere leggere.




Quali posti sei riuscita a visitare, malgrado i tempi ristretti e il disagio a causa del freddo intenso?

Appena finita la fiera ho pianificato la mia breve (1 giorno!) visita di Helsinki: mi sono informata all'ufficio del turismo e ho scoperto che prendendo i tram 2 o 3 (che poi sono la stessa cosa, fanno semplicemente il giro inverso l'uno dell'altro) si possono vedere moltissimi "landmark" della città. Inoltre la visita a Suomenlinna era d'obbligo.

Così la mattina per prima cosa ho preso il traghetto per Suomenlinna, dove ho fatto un'ottima colazione e un bel giro a piedi. E' davvero un luogo da favola, poi con la neve, il mare ghiacciato ed il sole basso sull'orizzonte la luce era davvero magica.

Rientrata a Helsinki ho fatto un bel giro col tram, fermandomi qua e là per vedere, anche solo brevemente, tutto quello che potevo prima che venisse buio!




Fra i luoghi da te visti, quale ti ha colpita maggiormente e perché?

La zona universitaria di Helsinki mi è piaciuta moltissimo, ed è anche quella che ho girato maggiormente. Non saprei spiegare il perché, ma so solo che ogni giorno passavo di lì e mi sentivo totalmente a mio agio, come se la conoscessi da tempo.

La cattedrale poi, col mare vicino, ha un fascino tutto suo, e passarle davanti ogni giorno era sempre un'emozione.


E il parco di Esplanadi? Una vera magia, con tutte quelle lucine natalizie, gli alberi e la neve!

Ci racconti cosa ti è capitato di mangiare? Impressioni sulla cucina finlandese?

Sono vegetariana quindi quando viaggio ci sono tanti piatti tipici che non mangio. Ricordo che durante la mia prima visita in Finlandia avevo mangiato la renna! Ma stavolta ovviamente non è stato così. Visto che ero da sola non ho provato veri e propri ristoranti quindi non ricordo di aver provato specialità locali, ma sono rimasta piacevolmente colpita dalla quantità di opzioni disponibili per vegetariani e vegani, praticamente dappertutto. Ho addirittura mangiato degli ottimi tacos di seitan!



Hai avuto modo di conoscere qualche persona del luogo? E se sì, come ti è sembrato questo popolo nordico? E' così freddo e riservato come si dice in giro?

Purtroppo non ho avuto modo di conoscere gente del luogo, visto che in fiera c'erano rappresentanze di tutti i paesi del mondo e non ho avuto molto tempo per socializzare all'esterno. Comunque quando ad esempio ho aspettato il treno non ho avuto alcun problema a chiacchierare e ridere di gusto coi "locals" che aspettavano sul binario, accanto a me.

Immagino che ti sarai comprata qualche souvenir! Cosa ti sei regalata dalla Finlandia?

Mentre aspettavo il traghetto per Suomenlinna ho fatto un giro del mercatino, proprio lì sul mare, e ho trovato un banchetto di un vero e proprio vichingo che forgia gioielli e monili di ogni tipo a mano con ferro e rame. Ho comprato un ciondolo fatto da lui, con l'impronta di un orso (il mio animale terrestre preferito) e delle stelle stilizzate. Lo indosso proprio ora mentre scrivo.



Ti piacerebbe tornarci un giorno, magari in una stagione diversa? Pensi valga la pena scoprire più a fondo La Terra dei Mille Laghi?

La Finlandia dovrebbe farsi conoscere meglio. Ho come l'impressione che viva un po' nell'ombra degli altri paesi nordici limitrofi come Svezia e Norvegia, ma è sorprendente quanto abbia da offrire! Quando potrò tornerò di sicuro. Mi piacerebbe vedere Helsinki d'estate, ma anche visitare la Lapponia Finlandese d'inverno. Un'altra cosa molto interessante è che da Helsinki partono le navi per Riga, Tallinn, Stoccolma e San Pietroburgo. Pensate a che bellissimo viaggio si può organizzare, tra le maestose capitali del Baltico.

Che consiglio daresti a qualcuno che vuole visitare Helsinki per la prima volta?

Helsinki è una città a mio parere molto facile da girare, e decisamente molto sicura. La consiglio a chi magari non ha viaggiato tanto e vorrebbe spingersi oltre le "classiche" Londra e Parigi, per affacciarsi al nord della nostra bellissima e variegata Europa. Non avendo passato molto tempo a Helsinki non ho tantissimi consigli da dare, ma sicuramente una cosa utilissima è stata la tessera dei mezzi pubblici che si può comprare in tutti gli "R Kiosk" (equivalente dei nostri tabacchini) che ad un prezzo fisso e decisamente conveniente copre bus, tram, treni e persino i traghetti per Suomenlinna, per un giorno e fino ad una settimana. Grandissima scoperta!

Ti è capitato di prendere qualche mezzo pubblico come taxi, metro o battello? Che idea ti sei fatta dell’organizzazione della città, da questo punto di vista?

Come sopra! Ho usato tutti i mezzi possibili (tranne i taxi).
Il treno dall'aeroporto al centro e viceversa, poi i tram per muovermi in città (fantastici, silenziosi, riscaldati e frequentissimi!) ed infine il traghetto per Suomenlinna. Ho trovato tutto facilissimo da capire, organizzatissimo e di ottimo livello. I servizi pubblici di Helsinki sono decisamente promossi a pieni voti.




Ti va di raccontarci un aneddoto legato alla città che ti è accaduto mentre eri lì?

Probabilmente non sarà così interessante ma per me è stato davvero bello, una volta arrivata in città, ricevere un messaggio da un amico di vecchissima data, di quando studiavo in Scozia nel lontanissimo 2004/2005. Lui è Italiano e non sapevo che nel frattempo si fosse trasferito ad Helsinki. Ha visto che ero lì e mi ha dato appuntamento davanti a una porta scelta su Google Street View - geniale!

C’è qualcosa in particolare che invece non ti è piaciuta?

Onestamente non ho avuto alcuna esperienza negativa (freddo a parte, ma problema comunque risolto) quindi non ho nessuna critica da muovere.

Ora che hai potuto vederla meglio, rispetto alla prima volta, credi che abbia rispettato le tue aspettative o te l’aspettavi in qualche modo diversa?

Non parto mai con aspettative, preferisco lasciarmi stupire dall'esperienza diretta. Helsinki è stata davvero accogliente e anche se ho avuto poco tempo per visitarla l'ho trovata davvero facile da girare, e come dicevo prima mi sono sentita molto a mio agio. Nel complesso direi che quindi l'esperienza ha superato ogni aspettativa!

Secondo te, se Helsinki fosse:

Un libro:
Leggo solo saggi, sorry, non riesco a rispondere in modo poetico a questa domanda!
Un’emozione: Calma interiore.
Una canzone:
"Tram number 7 to heaven" di Jens Lekman (artista semiserio Svedese)... Non riuscivo a togliermela dalla testa ogni volta che vedevo il tram 7 passare! E ogni volta sorridevo.

Concludiamo questa intervista con una domanda alla Marzullo! Fatti una domanda, e datti una risposta : )

Domanda:
Vivrei mai a Helsinki?
Risposta: Assolutamente sì!



sabato 13 febbraio 2016

Un albero per te

13 febbraio 0 Comments

Dovete sapere che fra qualche giorno io e mio marito festeggeremo i 10 anni insieme! Mentre l’anno prossimo invece, festeggeremo i 10 anni di matrimonio. 

Per l’occasione ho pensato a un regalo veramente speciale, uno di quelli alla Big Bang Theory in stile Leonard Hofstadter quando, da una spedizione al Polo Nord, porta un fiocco di neve a Penny, cristallizzato in un quadratino di metacrilato, oppure in stile Howard Wolowitz quando regala a Bernadette il ciondolo con la stellina che prima però porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale in modo da donarle una stella che è davvero stata nello spazio.

Ecco, ho pensato a uno di quei regali che ti fanno esclamare “Becca! A chiunque ti abbia mai regalato qualcosa!”

E così, circa tre settimane fa, ho deciso di regalargli un albero.

Sì, signori miei, avete letto bene. 

Chi di voi vive a Bologna conosce sicuramente Villa Ghigi e il suo a dir poco meraviglioso e antico parco che occupa un'area gigantesca (28 ettari). Amministrato dalla Fondazione Villa Ghigi, il parco della splendida villa del 1500, è aperto al pubblico dal 1975. La Fondazione si occupa del parco, grande polmone verde che sovrasta Bologna, con una passione e un amore unici, grazie a progetti di ogni genere, idee, laboratori per bambini, ecc… Riporto solo alcune delle loro parole:

“Alla fine del 2004 la gestione del parco è stata affidata alla Fondazione Villa Ghigi, con l’obiettivo di attuare un programma di ripristino e valorizzazione delle sue qualità naturali e paesaggistiche e promuovere iniziative educative, culturali e sociali per scuole e cittadini. L’articolato piano di gestione predisposto annualmente prevede una serie di lavori ordinari, che assicurano il buon mantenimento e la fruizione del parco, e numerosi interventi migliorativi su viabilità, reticolo idrografico, patrimonio vegetale e singole porzioni dell’area finalizzati a salvaguardarne e incrementarne la ricchezza ambientale. Molti interventi sono di supporto alle attività per le scuole o a quelle rivolte alla cittadinanza, spesso con il coinvolgimento degli anziani coloni dell’ex tenuta Ghigi che ancora risiedono nel parco e nei dintorni e ne rappresentano una sorta di memoria storica. La creazione di un grande orto, l’allestimento di uno stagno, il recupero di un vigneto abbandonato, la raccolta e trasformazione della frutta del parco e l’inserimento di arredi naturalistici sono alcuni degli interventi compiuti di recente.”


Ebbene, grazie al progetto Un Albero per Te, è possibile regalare un albero per ogni occasione; da un compleanno a una nascita, da un matrimonio alla memoria di qualcuno che non c’è più…

Dopo aver contattato via mail la Fondazione, ho preso appuntamento con il direttore e senza che mio marito sospettasse nulla, il 1 Febbraio, uscita dal lavoro ho preso un taxi e mi sono recata alla Villa.

Erano quasi le 18.00, quindi cominciava a fare buio e l'aria si stava riempiendo di una nebbia veramente fitta. Ho colto immediatamente l’amore di quest’uomo per la natura, per la bellezza e la poesia di alberi, piante, arbusti, fiori e orti.
E' un uomo molto esperto e mentre mi portava su al Palazzino, dove ci sono gli uffici della Fondazione, tutto orgoglioso mi mostrava lungo la sterrata avvolta nella nebbia che saliva ripida, tutti gli alberi più belli, la Villa che dà il nome al Parco, la quercia di oltre cento anni con le sue immense braccia rivolte al cielo o i piccoli e teneri boccioli di Primule che stanno già sbocciando nel sottobosco, spiegandomi che il loro nome deriva proprio da questo. Sono fra i primi fiori a sbocciare, quando la primavera è ancora lontana.

Mi ha mostrato l'Orto dei Frutti Dimenticati, che la Fondazione ha salvato dall'estinzione con un progetto di recupero del quale fanno parte anche dei ragazzi disabili, poi i calanchi, il grande e immenso Cedro simbolo del Parco, mi ha parlato dei cespugli di Bosso, delle sue bacche e del legno pregiato, della stalla che odora ancora di paglia e animali, ma che ora è un laboratorio didattico per i bambini... insomma, ho assaporato il suo amore per tutto questo provando qualcosa di magico. Mi sembrava di stare con Dickon, nel Giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett. Avete presente?
Una pace, un silenzio, una calma... ve lo giuro: una meraviglia. 

Poi siamo saliti negli uffici, sopra la ex stalla.
Mi ha presentato una collega della Fondazione dai modi gentili quanto i suoi e anche lei colma di questo amore per la natura che si respira immediatamente. Ci siamo seduti nell'ufficio piccolino e raffazzonato, pieno di opuscoli sulla Villa, sul Parco e di libri sulle piante, le specie autoctone, il giardinaggio, la terra... e abbiamo parlato degli alberi.


Che bella cosa, parlare di alberi in un ufficio. 

Abbiamo parlato di Betulle, Aceri, Faggi, Pioppi, Pini, Abeti, Melograni, Ginko, Kaki e Nespoli. Ho spiegato quanto significa per me il Melograno, abbiamo parlato di Carducci, del fatto che anche lei votasse per un bel Melograno, da posizionare protetto, in una zona del parco facilmente raggiungibile a piedi, accanto a un albero di Nespole che due nonni hanno regalato alla loro prima nipotina.
Abbiamo parlato di mio marito ignaro, abbiamo riso, immaginando la sua faccia il giorno che lo avremmo piantato e poi abbiamo parlato di mio babbo e ho visto occhi lucidi guardarmi dolcemente.

E' stata davvero un'ora magica. Alla fine abbiamo deciso per il Melograno e anche più o meno dove metterlo a dimora. Nei giorni seguenti la collega del direttore è andata al vivaio a cercarne uno adatto e abbiamo optato per una pianta naturale, visto che il Melograno è un albero che molti tendono a modificare in stile Bonsai, creando sì splendidi effetti e belle curve, ma andando contro natura, come spesso viene fatto anche con certi ulivi. Io ho preferito un Melograno naturale.

Avete mai visto un Melograno dal vivo? E' straordinario.

Beh, questa mattina ho portato mio marito, ancora completamente ignaro, all'appuntamento con la Fondazione e finalmente il nostro Melograno è stato messo a dimora in un bel triangolo di terra, insieme ad altri alberi da frutto, che guardano la vallata e probabilmente la guarderanno per sempre, anche quando noi non saremo che un ricordo. 



Il direttore e la sua collega ci hanno letto alcuni passi del Cantico dei Cantici, dove il Melograno è protagonista, ci hanno commosso con una lunga poesia di Federico Garcia Lorca che parla proprio di quest'albero, ci hanno raccontato le mille storie nate su questa straordinaria pianta e hanno condiviso con noi un momento di profonda gioia e commozione.

Mi auguro che tantissime altre persone decidano un giorno di donare un albero al Parco di Villa Ghigi, perché... per usare le loro parole... forse a molti non dispiacerà , in futuro, passeggiare in un parco in cui gli alberi, qua e là, sono anche dei nomi, delle storie, dei momenti. Con discrezione, come gli alberi insegnano. 

Le storie sul Melograno sono mille, ma da oggi saranno mille e una. La nostra. Perché il segreto non è correre dietro alle farfalle. E' curare il giardino perché esse vengano da te. 



domenica 7 febbraio 2016

127.0.0.Messico e Guatemala in cifre

07 febbraio 0 Comments

Fonte: Wikipedia

AEROPORTO DI MADRID, Spagna
24 Aprile 2007

Finalmente siamo atterrati sani e salvi a Madrid dopo 12 ore di volo
Ho dormito quasi tutto il tempo, intervallando il sonno con i vari pasti serviti dalle hostess. Sono ancora provata e non vedo l'ora di gettarmi su un letto. Ora attendiamo di prendere l'ultimo volo che ci porterà in Italia. Speriamo non sia in ritardo anche questo... 

A CASA!

Siamo arrivati a Bologna in piena notte come avevo pronosticato. 

Non vi dico le condizioni del nostro appartamento dopo il passaggio di un vecchio amico in vena di fare scherzi a due novelli sposini... complice (ma anche vigile moderatrice) mia suocera, che si è rifiutata di dargli le chiavi di casa, ma in compenso lo ha accompagnato supervisionando i 'danni'. 
Posate attaccate con lo spago alle doghe del letto, biancheria intima nella lavastoviglie, piatti e bicchieri nei comodini, letto completamente ricoperto di palloncini, cavetti degli hard disk staccati di tutti i pc di casa, sveglie puntate alle ore più assurde e nascoste in giro per casa, e molto, molto altro. Voleva persino chiudere la nostra camera da letto e poi gettare la chiave in una bottiglia piena d'acqua da mettere nel freezer. Per fortuna mia suocera glielo ha impedito, dicendo che saremmo tornati stanchi morti in piena notte che quindi avremmo avuto il bisogno fisico di andare immediatamente a letto. 

Lo scherzo peggiore è stato attaccare un cartello alla cabina telefonica sotto casa mia, con tanto di annuncio di vendita del mio appartamento e il mio numero di cellulare. Svariati sconosciuti hanno cominciato a telefonarmi che ero ancora in Spagna. : )

Il simpatico umorista si è fatto però perdonare facendoci trovare sul tavolo della cucina parecchie bottiglie di birra (e non solo), posizionate a forma di cuore, con un bel biglietto d'auguri al centro. Ecco qua la prova dei misfatti : )


Con questo post termino, almeno ufficiosamente, il mio diario di viaggio del Messico e del Guatemala. E’ comunque altamente probabile che in futuro io dedichi ancora qualche post a questi due splendidi paesi, magari con recensioni dei luoghi dove ho mangiato e dormito o con racconti, aneddoti e foto di questi quattordici faticosissimi giorni. 

Raccontare il Messico e il Guatemala in così poche parole è impossibile, ma volendo descrivere questi due paesi tramite il giochino del "Se fosse", direi...

IL MESSICO 
Se fosse un aggettivo direi infinito e abbacinante 
Se fosse un colore direi tutti
Se fosse un animale direi un'ara 
Se fosse un oggetto direi un sombrero

IL GUATEMALA
Se fosse un aggettivo direi fiero
Se fosse un colore direi verde
Se fosse un animale direi un giaguaro
Se fosse un oggetto direi una tazza di caffè 


E' un viaggio che rifarei? Certamente sì, attrezzata dovutamente per prevenire e, nel caso curare molto bene, quella dannata Maledizione di Montezuma così facile da prendere, ma sicuramente sì. Sono due paesi meravigliosi, anche se a dire il vero... se proprio proprio devo essere sincera, è il piccolo Guatemala che mi è rimasto nel cuore.

Invece, una sola cosa mi ha sfavorevolmente colpito del Messico, tanto da farmi ribollire il sangue… sto parlando dell'usanza di vendere insetti vivi come gioielli e portafortuna. Splendidi esemplari di coleotteri vivi, tempestati di pietre preziose e non, si muovono lentamente sotto il peso di quest’armatura luccicante, senza poter volare e vivere liberamente. Ecco, questo mi ha rivoltato lo stomaco dal nervoso. Questa loro usanza è meschina, eticamente vergognosa e priva di qualsivoglia rispetto per la vita, soprattutto in questo secolo. 

La meravigliosa tradizione guatemalteca delle bamboline di stoffa si contrappone a questa orrenda tradizione messicana. Se volete saperne di più, fate un clic qua, e guardatevi questo breve (e tremendo) video. 



Bene, data la mia pignoleria, per amor di completezza, vorrei terminare il Diario di viaggio analizzando questo lungo tour soltanto in cifre. 

Che ne dite? Vediamo un po'.


  • Ore di volo totali: 36
  • Aeroporti toccati: 6 - Bologna, Madrid, Città del Messico, Città del Guatemala, Flores, Cancún -
  • Aerei presi: 8
  • Chilometri percorsi in volo: 24.080 km
  • Chilometri percorsi su ruote: circa 2.500 km
  • Chilometri percorsi in barca: circa 52 km
  • Mezzi presi: 6, ma se vogliamo 7 : ) - Aereo, pulmino da circa 10 posti, pullman turistico da oltre 50 posti, barca, lancia a motore e... carrozza trainata da cavalli! -
  • Hotel cambiati: 9 - Città del Messico, Città del Guatemala, AntiguaAtitlánSan Cristóbal de Las Casas, PalenqueCampeche, MéridaCancún -
  • Stati visitati: 6 - Messico, Guatemala, Chiapas, Campeche, Yucatán, Quintana Roo -
  • Luoghi Patrimonio dell’Unesco visitati: 8
  • Siti archeologici visitati: 5 - Teotihuacan, Tikal, Palenque, UxmalChichén Itzá - 
  • Località visitate (fra capitali, cittadine, siti come CanyonCenote o Cascate): 28



Vorrei infine ringraziare le coppie con le quali ci siamo divertiti tantissimo a partire da Marco e Federica, Anna e Franco, Renato e Annalisa, Daniela e Luciano... e, ovviamente, tutto il resto del nostro gruppo!

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